| Vai al filone precedente :: Vai al filone successivo |
| Autore |
Intervento |
Marco1971

Registrato: 04/11/04 13:37 Interventi: 8808
|
Inviato: mar, 14 ott 2008 18:20 Oggetto: «V’en/ve’n/ven» e simili |
|
|
Trovo queste curiose grafie nel DiPI: v’en e ve’n per ve ne (o forse interpreto male le indicazioni). Non capisco cosa rappresenti quell’apostrofo: queste forme antiche s’hanno a scrivere univerbate:
Quando me ne vo > Quando men vo
Se ne sta > Sen sta
Te lo dico > Tel dico
Ve lo chiedo > Vel chiedo
Ve ne sono > Ven sono, ecc.
Qualcuno riesce a illuminarmi sul valore dell’inutile apostrofo? _________________ Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro. |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
Marco1971

Registrato: 04/11/04 13:37 Interventi: 8808
|
Inviato: mar, 14 ott 2008 19:11 Oggetto: Re: «V’en/ve’n/ven» e simili |
|
|
Intanto ecco alcuni esempi (tutti dalla Divina Commedia, tranne uno dal Canzoniere petrarchesco):
Allora incominciai: «Con quella fascia
che la morte dissolve men vo suso,
e venni qui per l’infernale ambascia. (Purgatorio, 16)
I’ dissi lui: «Quanto posso, ven preco;
e se volete che con voi m’asseggia,
faròl, se piace a costui che vo seco». (Inferno, 15)
I’ non tel potei dir, allor, né volli;
or tel dico per cosa experta et vera:
non sperar di vedermi in terra mai. (Petrarca, Canzoniere, 250)
Così sen va, e quivi m’abbandona
lo dolce padre, e io rimagno in forse,
che sì e no nel capo mi tenciona. (Inferno, 8) _________________ Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro. |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
bubu7

Registrato: 01/12/05 15:53 Interventi: 1278 Residenza: Roma
|
Inviato: mer, 15 ott 2008 10:07 Oggetto: Re: «V’en/ve’n/ven» e simili |
|
|
C’è scritto cfr ‘confronta’: basta quindi andare alle singole entrate.
Qualche altro chiarimento.
Ve’n /ven/ sarebbe una variante, meno comune, dell’apocope di ve ne (ve ne prego); v’en /vEn/ unisce l’elisione di vi all’apocope di enno (ant. sóno) (vi enno); ven /vEn/ (meno bene /ven/) sta per viene.
Sotto la voce ven andrebbe però segnalato che si tratta anche della forma antica e poetica più comune per l'apocope di ve ne.
Manderò due righe al Canepari. _________________ La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
Marco1971

Registrato: 04/11/04 13:37 Interventi: 8808
|
Inviato: mer, 15 ott 2008 14:07 Oggetto: Re: «V’en/ve’n/ven» e simili |
|
|
Grazie, Bubu7, della spiegazione. Non ho molta dimestichezza col DiPI, ma ci sarei dovuto arrivare da solo...  _________________ Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro. |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
bubu7

Registrato: 01/12/05 15:53 Interventi: 1278 Residenza: Roma
|
Inviato: mer, 15 ott 2008 14:21 Oggetto: Re: «V’en/ve’n/ven» e simili |
|
|
Prego, caro Marco.
Forse sarebbe il caso di aggiungere una nuova entrata vista la pronuncia diversa degli omografi. _________________ La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
bubu7

Registrato: 01/12/05 15:53 Interventi: 1278 Residenza: Roma
|
Inviato: mar, 21 ott 2008 9:26 Oggetto: Re: «V’en/ve’n/ven» e simili |
|
|
| bubu7 ha scritto: | | Manderò due righe al Canepari. |
Fatto!
Inoltre, grazie alla segnalazione di Marco, sono stati inseriti nel DiPI anche vel, men, sen, tel.  _________________ La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
|