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dubbio algebrico

 
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Autore Intervento
flaf



Registrato: 10/08/11 07:30
Interventi: 2

InterventoInviato: mer, 10 ago 2011 8:01    Oggetto: dubbio algebrico Intervieni citando

Buongiorno.
Come ultimo arrivato è giusto pagare pegno e porre subito una domanda come contrappasso; è un quesito che ta tempo immemore si è introdotto nei meandri dell'encefdalo, comtribuendo a bloccare i già arrugginiti ingranaggi.
Può essese una domanda stupida e forse lo è ma dire "il mio peggior nemico" significa prorpro quel che vogliamo esprimere oppure essendo due vocaboli semanticamente negativi dovremmo invece esordire con "il mio miglior nemico"?
Il mio perverso pensiero mi porta a dire che: "peggiore" (-) e "nemico" (-), come algebra insegna; - x - = + e quindi "nemico" appaia come invece il meno tale!
La vita è dura e cruda, ci sono motivo ben diversi per arrovellarsi la zucca, ma è una curiosità che mi piacerebbe risolvere od almeno capire.
Grazie e coridiali saluti
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Marco1971
Moderatore


Registrato: 04/11/04 12:37
Interventi: 8931

InterventoInviato: mer, 10 ago 2011 11:26    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

La sua domanda mi ricorda un mio vecchio intervento intitolato Lingua e matematica (o qualcosa del genere): la lingua, appunto, non è matematica, e men che meno algebra; dunque non vige il meno e meno dà piú. Infatti si dice anche il peggior male, in cui male è termine connotato negativamente. Quindi il mio peggior nemico è del tutto regolare: ciascuna parola mantiene il proprio significato.

Se mi permette un piccolo rilievo, la locuzione è da tempo immemorabile, non immemore. Felice / Smile
_________________
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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flaf



Registrato: 10/08/11 07:30
Interventi: 2

InterventoInviato: mer, 10 ago 2011 16:13    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

Grazie per la risposta, d'ora in poi i miei sonni non saranno più assillati.
grazie anche per l'appunto.
ma, mi si consenta di intestardirmi sull'algebra, infilare due negazioni in una frase, porta ad affermerla: "non ho niente" significa che ho qualcosa, "non c'è nessuno" vuol dire che c'è qualcuno.
quando, di solito nei film, sentiamo dire ad uno che entra in una casa: "c'è nessuno?" ..ma se c'è nessuno come fà a risponderti, a meno che sia Ulisse sotto mentite spoglie..
oramai è entrato nel linguaggio comune parlare in modo che ritengo non corretto ma in caso di un documento scritto penso però sia una grave errore esprimersi così.
Sono un semplice operaio che talvolta si diletta nello scrivere racconti ma vorrei nel limite del possibile evitare di cadere nelle trappole che la macchiavellica lingua italiana lascia sul suo percorso, facendo vittime spesso anche di illustre caratura.
grazie per l'attenzione
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Luca86



Registrato: 25/03/10 15:26
Interventi: 585
Residenza: Brindisi

InterventoInviato: mer, 10 ago 2011 16:35    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

Marco1971 ha scritto:
La sua domanda mi ricorda un mio vecchio intervento intitolato Lingua e matematica (o qualcosa del genere)…

Credo sia questo.
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Marco1971
Moderatore


Registrato: 04/11/04 12:37
Interventi: 8931

InterventoInviato: mer, 10 ago 2011 16:39    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

In non c’è niente/nessuno abbiamo il cosiddetto non espletivo, che sparisce se niente/nessuno precede il verbo: niente/nessuno c’è. Sono forme che secoli di sedimentazione hanno consacrato, non v’è nulla di sbagliato, gliel’assicuro.

Quanto al c’è nessuno? per dire c’è qualcuno?, si tratta d’un’espressione colloquiale, e quindi corretta in un contesto familiare e scorretta in un registro formale: una cosa non è sempre giusta o sbagliata di per sé, ma in rapporto alla situazione comunicativa.

P.S. Grazie, Luca, del collegamento. Felice / Smile Mi sa che mi ripeto... Poco convinto / Confused
_________________
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Luca86



Registrato: 25/03/10 15:26
Interventi: 585
Residenza: Brindisi

InterventoInviato: mer, 10 ago 2011 17:25    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

flaf ha scritto:
...vorrei nel limite del possibile evitare di cadere nelle trappole che la macchiavellica lingua italiana lascia sul suo percorso...


Non se n'abbia a male, gentile flaf (a proposito, benvenuto! Felice / Smile), ma si scrive/dice machiavellico. Non vorrei che *macchiavellico, pian piano, diventasse la norma: l'Error communis facit ius è sempre in agguato.

P.S. Di nulla, Marco. Felice / Smile
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domydiva



Registrato: 19/09/11 15:56
Interventi: 26

InterventoInviato: lun, 19 set 2011 17:30    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

Scusate se intervengo ma io so che nella lingua italiana il mio peggior nemico non è sbagliato ma se entriamo nella materia chiamata logica uno delle regole da seguire è che due negazioni nella stessa frase affermano.
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Marco1971
Moderatore


Registrato: 04/11/04 12:37
Interventi: 8931

InterventoInviato: lun, 19 set 2011 17:35    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

Abbiamo detto ripetutamente che le lingue storico-naturali non sono logiche. Ammiccante / Wink
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Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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domydiva



Registrato: 19/09/11 15:56
Interventi: 26

InterventoInviato: mar, 20 set 2011 14:51    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

Io non parlavo della lingua ma proprio della materia chiamata logica!!!!Quindi il tuo intervento è fuori luogo
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Marco1971
Moderatore


Registrato: 04/11/04 12:37
Interventi: 8931

InterventoInviato: mar, 20 set 2011 15:06    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

La prego di voler accettare le mie scuse per averla fraintesa. Le chiederei d’altra parte di attenersi alle convenzioni sociali in vigore in questa piazza, dove ci si dà del lei come fanno le persone educate parlando con estranei.
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Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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domydiva



Registrato: 19/09/11 15:56
Interventi: 26

InterventoInviato: mar, 20 set 2011 15:31    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

Ma allora se siamo tutti estranei mi vien da fare una riflessione: con quale diritto uno può far notare un errore un altro oppure contraddirlo?Ad esempio se io sono con un estraneo e quello sbaglia la pronuncia delle parole oppure fa qualche errore non mi sognerei masi di farglielo notare.Se invece glielo faccio notare tanto estraneo non è.A ME SENBRA (dico in generale eh) che più che confrontarsi qui si faccia una caccia all'errore e subito si punta il dito contro.Se siamo tutti saputelli allora che ci confrontiamo a fare?Io credo che qui siamo tutti dei tipi normaliin riferimento al fatto della storia delle lingue naturali.Il concetto è che o me lo spiega quel fattaccio li,altrimenti è inutile che lo si nomina se me lo devo andare a cercare io mi sa un pò di "saputaggine"(non so nemmeno se sta parola esiste ma ho reso l'idea).Grazie, egregissimi ed eloquentissimi saluti alla sua serenissima magnificenza o se preferisce cià bell
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domydiva



Registrato: 19/09/11 15:56
Interventi: 26

InterventoInviato: mar, 20 set 2011 20:59    Oggetto: Re: dubbio algebrico Intervieni citando

Rrecentemente, ho visto che lei interviene spesso nei filoni, ma vedo a malincuore che interviene peropiù per criticare e questo mi dispiace.
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