 |
Cruscate Spazio di discussione sulla lingua italiana / Discussion board on the Italian language
|
| Vai al filone precedente :: Vai al filone successivo |
| Autore |
Intervento |
Federico

Registrato: 19/10/05 16:04 Interventi: 3003 Residenza: Milano
|
Inviato: ven, 16 giu 2006 11:45 Oggetto: Re: Presente storico |
|
|
| Ladim ha scritto: | | In ultimo, in italiano, per esprimere il futuro nel passato è possibile ricorrere esclusivamente al «condizionale composto» – rinunciarvi equivarrebbe a immiserire un aspetto fondamentale della matrice cognitiva che coordina le percezioni temporali. | Non lo dica a me: quante volte correggo quest'errore. Mi riferivo esclusivamente al contesto di una narrazione al presente storico. |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
Ladim
Registrato: 08/11/04 15:36 Interventi: 214
|
Inviato: sab, 17 giu 2006 11:58 Oggetto: Re: Presente storico |
|
|
Non avrei mai pensato, caro Federico, che lei potesse avere qualche dubbio con il «condizionale composto»: in questo caso, diversamente, mi riferivo proprio alle strutture cognitive temporali, ovvero – in poche parole – a ciò che può arricchire la narrazione, senza peraltro renderla «noiosa» (semmai, è il modo in cui si sfruttano le risorse della lingua che può rendere noiosa una scrittura, al presente come al passato, e non le risorse stesse etc.), coordinando con rigore il momento dell'enunciazione con quello degli eventi narrati...
Piuttosto, avrei sentito non troppo debole l'ipotesi (da verificare comunque) che a una presentazione dei fatti al «presente storico» possa seguire l'esigenza di una più o meno serrata sequenza 'argomentativa'. Ovvero, dopo aver 'attualizzato' una successione di eventi storici (attraverso il «presente»), si passerebbe preferibilmente a una sezione testuale più propriamente esplicativo-interpretativa. Ho dato un'occhiata ad alcuni 'saggi' (più o meno divulgativi), e pare che sia una strategia discorsiva abbastanza diffusa — Sergio Valzania, ad esempio, nel secondo capitolo di un suo Jutland (Mondadori), romanzescamente intitolato «La prima cannonata», dapprima stende tre commi al «presente storico»:
1. Poco dopo le 14 del 13 maggio 1916 il viceammiraglio David Beatty ordina alle unità della sua squadra di cambiare rotta...;
2. Sotto il suo comando si trovano sei incrociatori...;
3. Gli ordini impartiti a Beatty stabiliscono che...
dopodiché, con il quarto comma, non più narrativo, assegna al proprio periodare un carattere appunto esplicativo-interpretativo – e qui, ovviamente, il 'tempo presente' rimanda al momento dell'enunciazione:
4. La ragione di questi complicati appuntamenti in alto mare stava nel fatto che la corsa agli armamenti...
etc. |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
Federico

Registrato: 19/10/05 16:04 Interventi: 3003 Residenza: Milano
|
Inviato: sab, 17 giu 2006 15:20 Oggetto: Re: Presente storico |
|
|
| Ladim ha scritto: | | Non avrei mai pensato, caro Federico, che lei potesse avere qualche dubbio con il «condizionale composto» [...] | Eppure vedo che l'uso dell'indicativo futuro per indicare la posteriorità in una narrazione al passato è registrato nella Grammatica di Serianni, col nome di "futuro retrospettivo" – però è associato al presente pro futuro, classificato come colloquiale.
| Ladim ha scritto: | | Piuttosto, avrei sentito non troppo debole l'ipotesi (da verificare comunque) che a una presentazione dei fatti al «presente storico» possa seguire l'esigenza di una più o meno serrata sequenza 'argomentativa'. | Debole? Non credo affatto che lo sia. Infatti (se non ho frainteso) è quello che avevo detto (cercato di dire) due messaggi fa: | Federico ha scritto: | | se pure si descrive un fatto al presente storico, restano dei commenti estranei alla narrazione che non per niente hanno come riferimento temporale il presente reale (né potrebbe essere altrimenti). | Questi commenti possono essere miscelati diversamente colla narrazione. Quando sono un'estesa analisi dei fatti, mi sembra inevitabile che acquistino una certa autonomia (nuovo capoverso/paragrafo) e siano interamente al "tempo reale". E in generale, separare nettamente il momento narrativo (al presente storico) da quello di commento (al tempo reale) può essere necessario o comunque positivo in quanto risparmia troppo repentini e frequenti cambiamenti di riferimento temporale. |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
Ladim
Registrato: 08/11/04 15:36 Interventi: 214
|
Inviato: sab, 17 giu 2006 15:54 Oggetto: Re: Presente storico |
|
|
| Al di là della marca 'colloquiale' del «futuro retrospettivo» (non ho con me il Serianni, e quindi mi rimetto a quello che mi dice lei) etc., l'uso del «presente» per il «passato» richiede, tra coloro che partecipano alla comunicazione, una peculiare «rinegoziazione» funzionale del tempo verbale: chi legge sa quindi che al «presente» della narrazione corrisponde momentaneamente, e retoricamente, il «presente» della lettura (e così si spiegherebbe il principio 'attualizzante' e, più in generale, anche la nostra 'drammatizzazione' etc.): in questo caso, però, il futuro nel passato (reso attraverso l'indicativo) sarebbe (ancorché perspicuo) puramente mimetico, non crono-logico etc. |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
Federico

Registrato: 19/10/05 16:04 Interventi: 3003 Residenza: Milano
|
Inviato: sab, 17 giu 2006 18:45 Oggetto: Re: Presente storico |
|
|
| Perspicuo fino a un certo punto, però, perché per definizione è isolato all'interno della frase, e anche un presente storico alternato con eccessiva disinvoltura al presente reale è sbagliato nella misura in cui è inopinato... |
|
| Torna a inizio pagina |
|
 |
|
|
Non puoi aprire nuovi filoni Non puoi intervenire in nessun filone Non puoi modificare i tuoi interventi Non puoi cancellare i tuoi interventi Non puoi votare nei sondaggi
|
|