«I batticuore» o «i batticuori»?

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Fausto Raso
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«I batticuore» o «i batticuori»?

Intervento di Fausto Raso »

Non tutti i vocabolari sono concordi sulla variabilità di "batticuore" che - come si sa - in senso proprio significa "palpitazione violenta, battito accelerato del muscolo cardiaco" e in quello figurato "trepidazione, ansia, apprensione". Alcuni vocabolari (tra i quali il "Treccani"), dunque, attestano il termine come sostantivo invariato; altri, invece, danno la forma del plurale. Chi consulta piú dizionari, quindi, non sa come regolarsi: i batticuore o i batticuori? A mio modesto avviso il termine si pluralizza normalmente perché appartiene alla schiera dei nomi composti formati con una voce verbale (battere) e un sostantivo maschile singolare (cuore) e i termini cosí composti prendono la regolare forma del plurale: parafango/parafanghi; coprifuoco/coprifuochi; batticuore... batticuori. Una rapida ricerca con "Google" sembra darmi ragione: 55 occorrenze per "i batticuore" e 382 per "i batticuori". Ma anche l'autorevole dizionario di Ortografia e di Pronunzia si schiera per la variabilità. Al lemma in oggetto non riporta, infatti, la scrizione "inv."
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Marco1971
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Re: «I batticuore» o «i batticuori»?

Intervento di Marco1971 »

Infatti, il plurale batticuori è attestato da molti secoli
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Fausto Raso
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Iscritto in data: mar, 19 set 2006 15:25

Re: «I batticuore» o «i batticuori»?

Intervento di Fausto Raso »

Treccani: batticuòre (pop. batticòre) s. m. [comp. di battere e cuore], invar. – Palpitazione, battito di cuore provocato da timore o spavento o da altra commozione; fig., ansia, trepidazione: stare col b.; far venire il batticuore.
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Dopo la segnalazione: batticuòre (pop. batticòre) s. m. [comp. di battere e cuore], pl. -i (meno com. invar.). – Palpitazione, battito di cuore provocato da timore o spavento o da altra commozione; fig., ansia, trepidazione: stare col b.; far venire il batticuore.

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Neretto mio.
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codino94
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Re: «I batticuore» o «i batticuori»?

Intervento di codino94 »

In senso poetico, figurato, essendo l'amore un sentimento unico verso una persona, anche se grammaticalmente il plurale di "batticuore" è corretto, riferendosi all'esperienza di un singolo individuo io userei soltanto il singolare. Ad esempio, il batticuore dei miei precedenti amori. Riferendosi invece all'esperienza di più individui, è pienamente adeguato il plurale, trattandosi appunto di una pluralità di soggetti e di esperienze insieme (i batticuori fanno parte della vita, parlando in generale, nell'umanità).
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marcocurreli
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Re: «I batticuore» o «i batticuori»?

Intervento di marcocurreli »

Fausto Raso ha scritto: sab, 01 feb 2020 1:13 ... il termine si pluralizza normalmente perché appartiene alla schiera dei nomi composti formati con una voce verbale (battere) e un sostantivo maschile singolare (cuore) e i termini cosí composti prendono la regolare forma del plurale: parafango/parafanghi; coprifuoco/coprifuochi; batticuore... batticuori.
Lei ha perfettamente ragione, in questo caso (e in casi simili). Però la regola non è estendibile (a mio avviso) ad altre parole composte come, ad esempio, portauovo, portaombrello, portapenne; cioè a tutti quegli oggetti le cui forme singolari e plurali assumono significati diversi.
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DON FERRANTE
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Re: «I batticuore» o «i batticuori»?

Intervento di DON FERRANTE »

Le occorrenze riportate da Fausto la dicono lunga. Poi, nel parlare quotidiano a me è capitato quasi sempre di usarlo al singolare.
I citati portauovo, portaombrello, portapenna ecc... io li intenderei come invariabili, ma il secondo elemento oscilla tra plurale e singolare: portacenere e portaombrelli. Esocentrici e ben diversi dall'endocentrico batticuore, con soggetto/testa a destra. A meno che si voglia interpretarlo come "qualcuno/qualcosa (testa esterna) che ci fa battere il cuore". Ma mi sembra un processo intellettualistico un po' ricercato: interpretare il tema verbale come causativo.
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