«Puliorecchie» ~ «pulisciorecchie»

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«Puliorecchie» ~ «pulisciorecchie»

Intervento di Ferdinand Bardamu » lun, 19 feb 2018 12:42

Vedo che in Rete, oltre a puliorecchie, si trova anche pulisciorecchie. La forma pulisciorecchie nasce, a quanto pare, dall’interpretazione peculiare del primo elemento del composto. Vediamo cosa dice la GGIC in proposito (Grande Grammatica Italiana di Consultazione , Bologna: «Il Mulino», 2001, vol. III, § X.7.3.1.):
  • Considerando ora la forma del verbo nei composti V + N, ci sono almeno tre possibilità: il verbo è
    a) all’imperativo,
    b) alla III persona singolare del presente indicativo,
    c) nella forma del semplice «tema» (cioè della radice più vocale tematica).
    La terza possibilità è più coerente dal punto di vista semantico, in quanto in un composto come rompiscatole non ci sono determinazioni di tipo temporale/imperativo. […] Dire che la forma verbale dei composti V + N è il tema permette una trattazione unitaria di composizione, derivazione e flessione. Per esempio, si può così sostenere che in mangiafuoco, mangiatore e mangiava, la forma comune è il tema mangia.
La forma pulisciorecchie nasce, oltre che dall’interpretazione dell’elemento verbale come imperativo, anche dalla rarità di composti verbo + nome in cui il primo elemento sia un verbo della terza coniugazione che — nelle tre persone singolari e la terza plurale dell’indicativo presente, del congiuntivo presente e dell’imperativo — mostri l’interfisso -isc-. Non c’è, insomma, un modello a cui rifarsi per formare composti simili. Ci vorrebbe una riprova al riguardo, fermo restando che, seguendo la GGIC, puliorecchie è morfologicamente piú corretto.

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Re: «Puliorecchie» ~ «pulisciorecchie»

Intervento di Infarinato » lun, 19 feb 2018 13:16

Ferdinand Bardamu ha scritto:
  • Dire che la forma verbale dei composti V + N è il tema permette una trattazione unitaria di composizione, derivazione e flessione. Per esempio, si può così sostenere che in mangiafuoco, mangiatore e mangiava, la forma comune è il tema mangia.
[…]

Ci vorrebbe una riprova al riguardo, fermo restando che, seguendo la GGIC, puliorecchie è morfologicamente piú corretto.
Mah? Devo dire che la motivazione data dalla GGIC mi pare fondata s’un criterio di mera comodità classificatoria piuttosto che su solide basi teoriche. :roll:

Pulisci- è un prefisso decisamente produttivo (perlomeno a partire dalla fine dell’Ottocento): oltre, appunto, a pulisciorecchi, il GRADIT registra puliscipenne, puliscipennino, puliscipiedi, pulisciscarpe, puliscistrada, pulisciunghie e pulsicivetri.

Il GRADIT registra anche nettaorecchi come sinonimo di pulisciorecchi. Nessuna, traccia, invece di ??puliorecchi(e).

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Intervento di Ferdinand Bardamu » lun, 19 feb 2018 13:29

Grazie mille. Come interpretare dunque l’elemento verbale? È il tema del presente? O dell’imperativo?

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Intervento di Infarinato » lun, 19 feb 2018 13:39

Ferdinand Bardamu ha scritto: Come interpretare dunque l’elemento verbale? È il tema del presente? O dell’imperativo?
Mangia può essere II persona singolare dell’imperativo o III persona singolare del presente indicativo, mentre rompi o pulisci possono essere II persona singolare dell’imperativo o II persona singolare del presente indicativo, dal che facilmente si deduce quale sia l’ipotesi piú economica… ;)

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Intervento di Infarinato » lun, 19 feb 2018 18:37

…L’ipotesi piú economica, quindi, è che si tratti d’imperativi. Dello stesso avviso erano Pisani (V. Pisani, «Paṇini, Magha e l’imperativo descrittivo», in Id., Studi di Lingua e di Filologia, Roma 1934) e Migliorini (B. Migliorini, Recensione a: «Le parole composte nella lingua italiana» di F. Tollemache, Lingua Nostra 7[1946]: 61), e di «composti imperativali» parla anche il DELI (M. Cortelazzo & P. Zolli, DELI: Dizionario etimologico della lingua italiana, Bologna 1999²).

L’ipotesi dello Scalise (sostanzialmente sposata dalla Stefanelli [il cui articolo invito comunque tutti a leggere per intero, se non altro per l’importante lavoro di rassegna] e ribadita nel capitolo della GGIC di cui sopra, a cura, appunto, dello stesso Scalise) è che si tratti del tema verbale puro, con l’accortezza (lege: stratagemma :evil:) di usare la vocale tematica impiegata nella derivazione… ma è proprio sui verbi incoativi (con l’interfisso -isc-, cioè) che casca l’asino! :P

È vero che di composti con questi verbi come primo elemento ci sono praticamente solo quelli di pulisci- ricordati sopra, ma è indubbio (di qui il mio doppio punto interrogativo davanti a puliorecchi[e], che francamente non esiterei a trasformare in asterisco) che, volendo coniare un neologismo per una zia particolarmente petulante, si potrebbe ricorrere a [manovra] zittiscizia (non certo *zittizia), e «colpo di grazia» potrebbe essere reso con colpo finiscimoribondo (non davvero *finimoribondo), e una nota introduttiva potrebbe essere definisciquadro (non *definiquadro), e questo appetto a finitore/finitura e definitorio, ὅπερ ἔδει δεῖξαι.

Quindi non ci sono dubbi —mi pare— che, dal punto di vista morfologico, si tratti d’imperativi, e solo d’imperativi, i quali, se guardiamo agli esempi piú antichi, dovettero essere forse sentiti come veri e propri imperativi anche dal punto di vista semantico (per esempio con valore apotropaico-augurante come nel cognome Vinciguerra), ma che ben presto divennero (per dirla col Pisani, e non —mi perdonerà— con la Stefanelli) «imperativi usati come puri temi».

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Intervento di Ferdinand Bardamu » lun, 19 feb 2018 19:28

Grazie davvero, un’analisi preziosissima. Aggiungo ciò che dice Schwarze (C. Schwarze, Grammatica della lingua italiana, Roma: «Carocci», 2009, pp. 408-409), che non si esprime sulla natura dell’elemento verbale, ma parla invece, genericamente, di «espansione consonantica»:
  • I verbi con espansione consonantica della coniugazione -i usano la forma con espansione, cosicché si aggiungono i suoni /iʃʃi/, scritti -isci-. Esempi:
    — coniugazione-a: contagocce;
    — coniugazione-e: accendigas;
    — coniugazione-i con aumento consonantico: puliscipiedi;
    — coniugazione-i senza aumento consonantico: apriscatole;

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Intervento di Infarinato » lun, 19 feb 2018 20:27

Ferdinand Bardamu ha scritto:Schwarze […] non si esprime sulla natura dell’elemento verbale, ma parla invece, genericamente, di «espansione consonantica»:
  • I verbi con espansione consonantica della coniugazione -i usano la forma con espansione, cosicché si aggiungono i suoni /iʃʃi/, scritti -isci-.
Appunto. Il che conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che nella composizione si usa la forma imperativale e non il tema verbale dei derivati. ;)

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