«Lei è vicina/o alla fermata»

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nicodeb
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«Lei è vicina/o alla fermata»

Intervento di nicodeb » mar, 27 mar 2018 15:30

Buongiorno!

Avrei un dubbio riguardo all'utilizzo della parola "vicino" quando preceduta dal verbo essere: quand'è che ha valore di aggettivo e quando, invece, di preposizione?

Ad esempio:

1a. "Dov'è Maria?" "È vicina alla fermata della metro. Ci sta aspettando da un po'."
1b. "Dov'è Maria?" "È vicino alla fermata della metro. Ci sta aspettando da un po'."

2a. "Dov'è la birreria in cui andiamo domani?" "È vicina alla fermata della metro Sant'Agostino."
2b. "Dov'è la birreria in cui andiamo domani?" "È vicino alla fermata della metro Sant'Agostino."

Quali tra queste frasi sono giuste e quali sbagliate? Oppure, se sono tutte giuste, ci sono differenze di significato?

Grazie in anticipo!

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Millermann
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Intervento di Millermann » mar, 27 mar 2018 16:43

Salve! Spero non se la prenda se le faccio osservare che, spesso, un dubbio che ci viene in mente è già stato trattato, in precedenza, in questo fòro! Per scoprirlo, è sufficiente effettuare una ricerca attraverso l'apposito pulsante in alto a destra nella pagina.

In questo caso avrebbe potuto, ad esempio, trovare questo filone o altri simili (e magari, dopo averlo letto, avrebbe potuto "accodarvisi"). :)

Io sceglierei, comunque, 1b (situazione contingente) e 2a (aspetto caratterizzante). Ciò non significa che le altre due scelte siano errate: è anche una questione di gusti individuali.
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nicodeb
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Intervento di nicodeb » mar, 27 mar 2018 17:19

Grazie mille! Proprio come avevo pensato!

Per quanto riguardo la prima parte della sua risposta, ha ragione. :)

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » mer, 28 mar 2018 0:12

A me sembra che vicino a sia una locuzione inalterabile. Non posso fare ricerche ora, ma ne sono quasi sicuro. Grazie a chi le farà. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

nicodeb
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Intervento di nicodeb » mer, 28 mar 2018 11:02

Nel senso che lei opterebbe per la frase 2b?

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Intervento di Millermann » gio, 29 mar 2018 9:56

Facendo qualche semplice ricerca in rete emerge che, assodato che vicino a è una locuzione preposizionale invariabile (e quindi il suo uso è quasi sempre possibile, tranne in casi come i comparativi), l'italiano «offre da sempre possibilità di scelta, con una certa preferenza (non con l'obbligo) per l'aggettivo in presenza della copula» (si legga, in proposito, quest'articolo della Crusca).

Del resto, il Treccani dà come sinonimi di vicino (aggettivo):

(lett.) propinquo, prossimo. ↑ adiacente, attiguo, confinante, (non com.) contermine, contiguo, limitrofo, (burocr.) viciniore.


E la seconda frase, anche se in modo meno colloquiale, si potrebbe benissimo scrivere:
"Dov'è la birreria in cui andiamo domani?" "È adiacente/attigua/contigua alla fermata della metro Sant'Agostino."
L'importante, insomma, è non scrivere «*vicino la fermata», come capita di leggere, a volte, perfino su certi giornali! :P
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini

nicodeb
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Intervento di nicodeb » gio, 29 mar 2018 13:08

Grazie mille!

Mi trovo sempre un po' in difficoltà quando mi imbatto in casi in cui ho possibilità di scelta, perché non so mai cosa scegliere! :lol:

In ogni caso, al di là dell'imbarazzo della scelta, sono abbastanza sicuro di non aver mai omesso la preposizione "a". Almeno qualche certezza!

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