Il prefisso "con-"

Spazio di discussione su questioni di carattere morfologico

Moderatore: Cruscanti

Fausto Raso
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Intervento di Fausto Raso »

Marco1971 ha scritto:Guardi la definizione del De Mauro:assimilazione 4 TS fon., processo diacronico o anche sincronico per cui un suono assume in tutto o in parte caratteristiche foniche simili a quelle del suono che lo precede o lo segue.
Stando cosí le cose, debbo chiedere scusa, con molta umiltà, alla redazione del De Mauro in linea. :oops:
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

La prossima volta non sia cosí frettoloso. ;) Ma non si preoccupi, nessuno è al riparo da errori di valutazione.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

marcri
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Intervento di marcri »

E così abbiamo visto la differenza di stile: c'è chi porge sempre le risposte con garbo, offrendo a tutti l'opportunità di imparare e crescere, e c'è chi usa il sarcasmo, inutile a chi ha posto il quesito e fastidioso anche per chi legge.
Perché, bubu7? C'è qualcosa che vuole dimostrare?

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Federico
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Intervento di Federico »

marcri ha scritto:E così abbiamo visto la differenza di stile: c'è chi porge sempre le risposte con garbo, offrendo a tutti l'opportunità di imparare e crescere, e c'è chi usa il sarcasmo, inutile a chi ha posto il quesito e fastidioso anche per chi legge.
Perché, bubu7? C'è qualcosa che vuole dimostrare?
Scusi, a che messaggio si riferisce?

Tornando alla diffusione del semplice co-, non si trovano solo cobelligeranza, cofirmatario ecc.: trovo a volte persino codiviso!

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Federico
Interventi: 3008
Iscritto in data: mer, 19 ott 2005 16:04
Località: Milano

Intervento di Federico »

Nell'uso di questo prefisso regna la confusione piú totale, parrebbe: ho letto in uno dei titoli d'apertura del Tg 1 (credo) non coproduzione, ma addirittura cooproduzione (del resto, si dice cooperazione, palesemente derivante da coo + perazione!).

Fausto Raso
Interventi: 1683
Iscritto in data: mar, 19 set 2006 15:25

Intervento di Fausto Raso »

Federico ha scritto:Nell'uso di questo prefisso regna la confusione piú totale, parrebbe: ho letto in uno dei titoli d'apertura del Tg 1 (credo) non coproduzione, ma addirittura cooproduzione (del resto, si dice cooperazione, palesemente derivante da coo + perazione!).
Cooperazione non deriva "palesemente" da coo+perazione: viene dal latino cooperatione(m).
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

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Federico
Interventi: 3008
Iscritto in data: mer, 19 ott 2005 16:04
Località: Milano

Intervento di Federico »

Fausto Raso ha scritto:Cooperazione non deriva "palesemente" da coo+perazione: viene dal latino cooperatione(m).
Bel pensiero specificarlo per il giornalista del Tg 1 nel caso passasse di qui.

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giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli »

Per Fausto, dal Garzanti online:

ironia, s.f.: 1 particolare modo di esprimersi che conferisce alle parole un significato contrario o diverso da quello letterale, con intento critico o derisorio: ironia fine, pungente, grossolana | la figura retorica corrispondente; p. e. Godi, Fiorenza, poi che se' sì grande / che per mare e per terra batti l'ali, / e per lo 'nferno tuo nome si spande! (DANTE Inf. XXVI, 1-3)

Fausto Raso
Interventi: 1683
Iscritto in data: mar, 19 set 2006 15:25

Intervento di Fausto Raso »

giulia tonelli ha scritto:Per Fausto, dal Garzanti online:

ironia, s.f.: 1 particolare modo di esprimersi che conferisce alle parole un significato contrario o diverso da quello letterale, con intento critico o derisorio: ironia fine, pungente, grossolana | la figura retorica corrispondente; p. e. Godi, Fiorenza, poi che se' sì grande / che per mare e per terra batti l'ali, / e per lo 'nferno tuo nome si spande! (DANTE Inf. XXVI, 1-3)
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un saluto
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
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