«Statunicentrico»?

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Roberto Crivello
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Roberto Crivello »

Mi scusi, non avevo letto con attenzione tutti gli interventi, a quanto pare. Forse la lettura del libro L'isola al centro del mondo di Manlio Graziano potrebbe dare qualche spunto su come non sentirsi vincolati dalla necessità di usare un composto alla stregua di eurocentrismo, che ha dalla sua la grande diffusione di euro come elemento di composti. Vedo comunque in rete un mucchietto di usacentrismo, addirittura un articolo di Lidia Menapace intitolato, lupus in fabula, Usacentrismo ed eurocentrismo.
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Marco1971
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Marco1971 »

Credo che possiamo tutti vedere quali sono le forme in uso facendo ricerche in rete. Mi pare che G.M. abbia chiesto un’alternativa di miglior foggia... Perché, come sappiamo, usa- non è un prefisso (in) italiano.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Roberto Crivello
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Roberto Crivello »

Consiglierei a G.M. di scrivere un libro che esplori in modo originale e persuasivo il concetto per il quale vorrebbe introdurre un'alternativa di miglior foggia. Se il libro avrà successo, non dubito che ben presto vedremo in rete il nuovo termine ben foggiato. Altrimenti, lo vedo purtroppo confinato qui per sempre.
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Marco1971
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Marco1971 »

A proposito di libri, ne ho comprato ultimamente uno sulle piante medicinali (fitoterapia clinica integrativa e medicina endobiogenetica), di mirabile fattura, in francese, nel quale ricorre l’espressione dose-dépendant, calco dell’inglese dose-dependant.

Anche coronavirus segue questo modello con testa a sinistra, estraneo alle lingue neolatine, per quanto ne so, in cui sarebbe naturale virus a corona. Ma in fondo, volendo «modernizzare» l’italiano senza creare grandi traumi, ecco dove, in alcuni casi, parrebbe ragionevole accogliere certi meccanismi di formazione esogeni.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Roberto Crivello
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Roberto Crivello »

E questa riflessione sulla posizione delle teste quale scelta suggerisce in relazione al problema di statunicentrico?
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Marco1971
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Marco1971 »

In questo caso, opterei per suacentrismo, suacentrico, dalla sigla sopra ricordata da Ferdinand, ben consapevole che questa mia scelta non avrà alcun seguito.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Roberto Crivello
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Roberto Crivello »

Ma mi sembra che il punto non sia la posizione della testa perché è a sinistra in entrambi i casi, bensì la scelta di una sigla - comune nell'uso come USA o non adoperata da quasi nessuno come SUA. Si dà il caso di altri composti in cui il prefisso sia una sigla? A me non ne viene in mente nessuno.
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G. M.
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di G. M. »

Roberto Crivello ha scritto: lun, 08 feb 2021 23:00 Si dà il caso di altri composti in cui il prefisso sia una sigla? A me non ne viene in mente nessuno.
Non è esattamente un composto, ma mi viene in mente onusiano.
Un termine scientifico che integra una sigla inglese è picornavirus, da pico- + RNA + virus.
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Marco1971
Moderatore
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Marco1971 »

Roberto Crivello ha scritto: lun, 08 feb 2021 23:00 Ma mi sembra che il punto non sia la posizione della testa perché è a sinistra in entrambi i casi, bensì la scelta di una sigla - comune nell'uso come USA o non adoperata da quasi nessuno come SUA. Si dà il caso di altri composti in cui il prefisso sia una sigla? A me non ne viene in mente nessuno.
Non saprei, ma vedo ora qualche spunto nel messaggio di G.M. Comunque, il GRADIT registra americanocentrismo: «tendenza a considerare gli Stati Uniti d’America come centro culturale, economico e politico del mondo», datato 2001, con la variante americocentrismo.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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G.B.
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di G.B. »

C'è il bruttissimo captologia, adattamento dell'inglese captology. Ma *suacentrico non sarebbe, in ogni modo, malformato (cioè non conformato ai varî antropocentrico, occidentalocentrico, egocentrico ecc.)?
G.B.
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Marco1971
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Marco1971 »

Se si considera che la sigla SUA è usata in funzione di prefisso, abbiamo l’esempio di (sub)metacentrico e di paracentrico.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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G. M.
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di G. M. »

Antujo ha scritto: mer, 03 feb 2021 12:20 [...] pronunciare i SUA avendo in mente gli Stati Uniti d’America mi lascia come la sensazione di uno che dice di andare a destra mente volta a sinistra.
Mi è venuto in mente un caso analogo: «il Fondo Monetario Internazionale» ma «l'FMI» (vari esempi qui). Secondo me c'entra banalmente l'abitudine: per non avere una sensazione di disturbo basta considerare il nome esteso e la sigla come entità indipendenti, come fossero parole sinonimiche per indicare uno stesso concetto.
Antujo
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Re: «Statunicentrico»?

Intervento di Antujo »

G. M. ha scritto: mar, 16 feb 2021 17:04 [...] basta considerare il nome esteso e la sigla come entità indipendenti, come fossero parole sinonimiche per indicare uno stesso concetto.
Ha ragione, G. M., non ci avevo pensato, grazie del suggerimento.
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