«Lei/tu»

Informazioni generali su uso e finalità di questo forum

Moderatore: Cruscanti

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Marco1971
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«Lei/tu»

Intervento di Marco1971 » ven, 21 ott 2005 23:06

Ripropongo quanto detto da Infarinato nella guida all’uso:
Infarinato ha scritto:Infine, continuando nel solco della piacevole tradizione instauratasi nel Forum dell'Accademia della Crusca (e sfruttando una chiara possibilità della lingua italiana), ma contrariamente alla maggior parte delle piazze telematiche, in questo forum, se non ci si conosce personalmente (o si concorda altrimenti fra singoli), ci si dà del Lei.
Non desidero sollevare una polemica, ma mi sembra che entrando in una comunità virtuale sia giusto adeguarsi agli usi vigenti. Non me ne voglia Federico, che stimo e di cui apprezzo i contributi; tuttavia, anche se l’uso sistematico del tu mi pare un impoverimento espressivo, se io dovessi entrare in un forum in cui la consuetudine è di darsi del tu, mi adeguerei anch’io senza problemi. Perché voler livellare tutto a ogni costo? Attendo i vostri pareri.

Uri Burton
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BUONE MANIERE

Intervento di Uri Burton » sab, 22 ott 2005 23:00

Pienamente d’accordo con Marco. Se si va a una cena dove tutti usano le posate non si può addentare la mela a morsi dicendo che così la mangiavano pure Alcibiade e Petronio. Ancora meno si può dire, come ha detto Federico rispettivamente sul forum della Crusca e qui con pomposa arroganza, che l’usanza degli altri è ridicola e che lui rifiuta «questa impostazione».

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Federico
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Intervento di Federico » dom, 23 ott 2005 23:13

Ringrazio miku per avermi segnalato questo filone.

Ora, non concordo con quanto è stato scritto nei precedenti due messaggi: in primo luogo, non considero l'uso del tu un "impoverimento", semplicemente perché non lo uso affatto in modo sistematico, bensì secondo precisi principî, che ho già spiegato; in secondo luogo, mi dispiace di essere sembrato arrogante, ma ho solo detto che mi "sembrava" ridicolo l'uso di darsi del lei, ed è evidente che non è una questione di arroganza ma di diverse concezioni della forma probabilmente dipendenti dalla diversa età; tutte queste considerazioni perché - e questo è il punto - ritengo che, essendo l'uso del lei o del tu un fatto del tutto personale (intendo dire dei due interlocutori), una convenzione in proposito sia di per sè meno "restrittiva" di altre, e dato che nessuno si è mai detto infastidito dal sentirsi rivolgere la parola in questo modo - mi si è solo ricordata la convenzione "locale" - mi sembrava che tale uso non causasse problemi ad alcuno; dato tuttavia che così non è, senz'altro mi adeguerò fin d'ora.
Concludo chiedendo scusa a tutti coloro cui ho mancato di rispetto, seppur involontariamente: è il limite di un mezzo come il forum, dove non ci si può accorgere delle sopracciglia aggrottate dell'interlocutore; sono abituato a forum dove vige una maggiore franchezza, per cui mi ero illuso di poter immediatamente correggermi nel caso la mia libertà fosse stata sgradita, ma ho commesso un errore di valutazione, perché quegl'altri forum sono molto diversi per motivi "costituzionali" (sono tutti formati da un pubblico più giovane, e uno ha la particolarità di essere un forum degli studenti in cui tutti si conoscono di persona), e non possono essere paragonati a questo, motivo per cui anche le convenzioni "personali" vanno rispettate per il semplice motivo che è (ancora) minore l'empatia, il che azzera la differenza fra tali convenzioni e le altre, giacché essa e non altro dovrebbe essere il correttivo di queste deviazioni dalla convenzione sociale.

Roberto_P
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Intervento di Roberto_P » dom, 29 gen 2006 15:46

Sono pienamente d'accordo con Federico quando dice che l'uso del "tu" non è affatto indice di impoverimento. Ovviamente, sono d'accordo sull'uso formale del pronome in questione, specialmente se ci si rivolge a persone che non si conoscano o a persone piú anziane. Penso, altresí, che per portar il rispetto che si deve, alle persone non conosciute, non basti cambiare i pronomi, bensí cambiare il modo di comportarsi. Si può essere cordiali e rispettosi usando anche il "tu", che, in questi casi, tende a ridurre le distanze tra la gente. (Il "lei", invece, e in alcuni casi, contribuisce ad accrescere certe distanze).
Comunque, non ho problemi alcuni a conformarmi agli usi di un nuovo forum linguistico, anche se sono contrario a certe forme melense e troppo pompose che sembrano piú ambigue che riverenti. Detto ciò, non me ne vogliano gli altri utenti del forum, poiché si tratta solo di una sensazione personale, giusta o sbagliata che sia, e di conseguenza va presa per quello che è, senza riferimenti alcuni.
uno studioso autodidatta di lingue e linguistica

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Intervento di giulia tonelli » lun, 30 gen 2006 11:32

Roberto_P ha scritto:Il "lei", invece, e in alcuni casi, contribuisce ad accrescere certe distanze.
E rimane da dimostrare che questo sia sempre e comunque un male.

valentay
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Intervento di valentay » sab, 22 apr 2006 15:40

Salve a tutti.
Sono d'accordo con l'uso de lei e ritengo sia indispensabile a volte mantenere le distanze come fa notare Giulia.
Volevo quindi scusarmi se prima nel mio intervento non l'ho usato perchè ho pensato che il forum in questione fosse frequentato da persone della mia età e inoltre finora non mi era mai capitato usare il lei in una community.
Tuttavia se le regole sono queste le rispetterò precisando però che l'atteggiamento purista non è un male ma nemmeno sempre un bene.
Valentina

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » sab, 22 apr 2006 16:14

valentay ha scritto: e inoltre finora non mi era mai capitato usare il lei in una community.
Benvenuta, Valentina. :)

Le posso chiedere che cosa significa community? Intendeva dire comunità (virtuale)? ;)

valentay
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Intervento di valentay » sab, 22 apr 2006 19:31

:wink:

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Gabriele
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Intervento di Gabriele » dom, 23 apr 2006 15:00

giulia tonelli ha scritto:
Roberto_P ha scritto:Il "lei", invece, e in alcuni casi, contribuisce ad accrescere certe distanze.
E rimane da dimostrare che questo sia sempre e comunque un male.
Ancora una volta, non sono d'accordo con lei.
Non riguardo al lei, che anzi ritengo una semplice coerenza usarlo anche in questi contesti. Useremmo mai il tu al telefono con una persona che non conosciamo e che ci appare inequivocabilmente adulta? Non credo.

Però aumentare le distanze, in una società che già tende a distanziare è quanto di più sbagliato che ci sia, e, aggiungo, buono forse per gli ultratimidi o per chi si ritiene talmente soddisfatto della propria vita privata da non aver necessità di stringere alcun nuovo rapporto amicale o di altro genere.
In entrambi i casi lo considero dannoso.
Istria, Alto Isonzo, Fiume, Cherso, Nizzardo, Briga, Tenda, Moncenisio, Monginevro, Piccolo San Bernardo, Monte Tabor, Corsica, Malta, Canton Ticino.

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Federico
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Intervento di Federico » dom, 30 apr 2006 22:03

Be', insomma, Gabriele, "aumentare le distanze" non significa necessariamente "rinchiudersi in una torre d'avorio"...

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Intervento di Infarinato » dom, 30 apr 2006 22:12

Federico ha scritto:Be', insomma, Gabriele, "aumentare le distanze" non significa necessariamente "rinchiudersi in una torre d'avorio"...
E poi non si tratta nemmeno di «aumentare», ma (semmai) di [man]tenere. ;)

Andrea D'Emilio
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Intervento di Andrea D'Emilio » sab, 18 apr 2009 0:29

Preferirei dare e ricevere del tu, visto che lo stesso interesse ci accomuna, il nome del forum (Cruscate) evoca un'aura di allegria ed informalità, il lei è spagnolesco e cortigiano, il rispetto non consiste negli allocutivi, siamo già a distanza e un po' di calore non guasterebbe.
Ma mi attengo alla consuetudine.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » sab, 18 apr 2009 0:49

Sa, io sono in rapporti di grande amicizia con diverse persone, iscritte o no a Cruscate, e il lei non è affatto segno di freddezza, ma di rispetto e serietà. Siamo consapevoli di essere s’una linea alquanto marginale nell’uso retistico, ma ci teniamo a mantenere alto il livello, e il tu si presta piú facilmente a cadute di tono (se cosí posso dire)...
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Andrea D'Emilio
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Località: Pescara

Intervento di Andrea D'Emilio » sab, 18 apr 2009 1:03

Spesso si resta attaccati al lei per una sorta di sfiducia antropologica:l'uomo è buono solo se tenuto a distanza.Evviva i Romani, capaci di repentini cambi di registro (per esempio Catullo,che ti offende e ti delizia), di dare del tu anche a Cesare e di sfotterlo soprattutto durante i trionfi. Amen.
Sarà che sono abruzzese e mi piacciono i rapporti genuini,ma credo che per esempio i professori dovrebbero smetterla con il lei, abbattare quella distanza che scoraggia la confidenza ed impedisce un vero porgersi reciproco. Il bello della vita è che c'è di tutto,il salamelecco e il cazzotto,gli sdilinquimenti e i fescennini,i minuetti e le orgie. Ma allora-si potrebbe obiettare-si lasci spazio anche al lei,si eviti l'omologazione.Daccordo. Ma anche usare soltanto il lei significa impoverire.
Comunque questo forum è così giovevole che val bene un lei.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » sab, 18 apr 2009 1:16

Andrea D'Emilio ha scritto:[...] Ma anche usare soltanto il lei significa impoverire.
Certamente. Ma il nostro foro non è una piazza rappresentativa di tutti i rapporti sociali. :)
Andrea D'Emilio ha scritto:Comunque questo forum è così giovevole che val bene un lei.
Grazie. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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