Orientamento per chi arriva qui... dov'è qual è?

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MarcoMar
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Iscritto in data: sab, 23 ott 2010 10:48

Orientamento per chi arriva qui... dov'è qual è?

Intervento di MarcoMar » sab, 23 ott 2010 12:14

Ciao. Ho scoperto questo forum perché poco fa cercavo di convincere una persona - istruita ed intelligente per inciso - che non deve mettere l'apostrofo quando scrive qual è.

Questo forum è piacevole e utile e mi sono iscritto volentieri. Scorrendo qua e là ho trovato molti dei "crucci" che mi infastidiscono quando sento le gente parlare o leggo quello che scrive. Non sono maniacalmente fissato ma ci sono delle regole che non vedo il motivo di trasgredire e che, secondo me, ammazzano la lingua italiana rendendola magari più attuale e simile ad altre molto più "elastiche" ma, proprio per questo, sostanzialmente INFERIORI alla nostra.

Poi ci sono regole che... in molti applichiamo ma che non conosciamo, insomma modi dire istintivamente corretti ma se ti chiedono perché dici così non sai rispondere (molti non sanno perché si dice "ho dovuto mangiare" ma "sono dovuto andare", per esempio).

La storia di "qual è" mi pare che sia una via di mezzo... ci sono varie regole che si affiancano, sovrappongono, intrecciano... ed è difficile dire a qualcuno "è così perché... ecc. ecc".

E dopo tutto questo sproloquio... una domanda e un suggerimento.

1. Domanda: dove si parla di "qual è"? Ho trovato una disputa su "qual era" ma risolta troppo in fretta con un collegamento all'Accademia della Crusca che neanche mi piace tanto per quello che c'è scritto, ho trovato di meglio altrove (tra l'altro viene fatto un folle riferimento alla stampa). Non è possibile che non se ne sia parlato diffusamente... se no, facciamolo. Ma dove?

2. Suggerimento: alcuni dei termini usati nella divisione mi sono evidenti, altri meno. Non penso di essere il più ignorante che accede qui.. e allora suggerirei una sezione iniziale che spieghi il significato dei vari termini e aiuti quindi ad orizzontarsi in meirto a dove andare a cercare o a scrivere.

Perdonate la lunghezza del messaggio...

Uhm ma... quel "dov'è qual'è" che ho messo (appositamente!) all'inizio è un'allitterazione?... :-)

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Luca86
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Intervento di Luca86 » sab, 23 ott 2010 13:23

Benvenuto, MarcoMar! :D

Ha già visto qui?

MarcoMar
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Iscritto in data: sab, 23 ott 2010 10:48

Intervento di MarcoMar » sab, 23 ott 2010 14:44

Luca86 ha scritto:Ha già visto qui?
Ah... no non avevo visto grazie... (in effetti ortografia è "nascosto" sotto grafematica...)

Uhm mi sa che apro una discussione lì... (ma non ora che non posso) anche perché il tutto mi fa venire altre perplessità, tipo: "qual", "po'" e "un" sono tre casi secondo me sostanzialmente diversi, e non mi pare il caso di cercare un criterio valido per tutti e tre... (qual è un pezzo di quale che si tronca a seconda di cosa c'è dietro, po' è al posto di poco indipendentemente da cosa c'è dietro, un è uno dei tre - per quanto mi risulta - articoli indeterminativi singolari e quindi non avrebbe senso apostrofarlo al maschile, mentre al femminile è evidentemente l'elisione di una).

Ah un'altra cosa generica... ma mi pare di capire che qui avete deciso di usare il lei? Non mi verrebbe istintivo considerandolo una specie di "club", francamente, ma vorrei adeguarmi alle regole...

Avatara utente
Luca86
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Intervento di Luca86 » sab, 23 ott 2010 16:42

Prima di aprire un filone, le consiglierei di dare un'occhiata alla voce quale del DOP.

Sí, qui ci si dà del lei, a meno d’un accordo tra gli utenti. Guardi qui.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » sab, 23 ott 2010 19:16

Buonasera e benvenuto.

Mi permetto di correggere parzialmente la sua affermazione circa l'uso degli ausiliari con i verbi servili (e fraseologici) che reggono verbi intransitivi.

Infatti, indipendentemente dallo specifico ausiliare del verbo intransitivo retto, è possibile costruire il verbo reggente sia con l'ausiliare avere che con l'ausiliare essere.
Luca Serianni, Italiano, Garzanti, XI.38.a ha scritto:Se l'infinito è un verbo intransitivo — quale che sia il suo specifico ausiliare — il verbo reggente può costruirsi anche con avere: «non aveva piú potuto ripartire» (Levi, Cristo si è fermato a Eboli, 22).
Diverso è il discorso se si tratta di verbi pronominali. In questo caso, se il pronome atono precede il verbo servile reggente, si avrà necessariamente l'ausiliare essere («ci sono potuto entrare»); se lo segue, unendosi all'infinito del verbo retto, si può usare avere o essere («ho potuto entrarci», «sono potuto entrarci»).


Aggiornamento

La regola e l'esempio proposti da Serianni circa l'uso dell'ausiliare nei verbi pronominali retti da un verbo servile (da cui sono tratte le ultime righe del mio intervento) sono ambigui e dubbi. Ho aperto un filone qui per discuterne.

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