Il «nuovo» Treccani

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Fausto Raso
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Il «nuovo» Treccani

Intervento di Fausto Raso »

Il Treccani ha cambiato vestito.
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»
Teo
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Intervento di Teo »

Sono molto deluso dall'attuale politica editoriale della Treccani. Ieri alla Fiera della piccola e media editoria hanno presentato (sia pur con relatori eccellenti, come Luca Serianni e Claudio Marazzini, presidente della Crusca) come "nuovo" dizionario Treccani non certo un'eventuale riedizione di quello in cinque volumi, ma un insieme di volumi costituiti da un vocabolario monovolume molto ridotto, che è nulla più che un buon prodotto scolastico, come lo Zingarelli o il Nuovo Devoto-Oli. Poi un volume sui neologismi, che mi sembra una mera raccolta di vocaboli effimeri, una grammatica che è un repertorio di regole e dubbi in ordine alfabetico, non una vera grammatica sistematica come quella di Serianni e come ci si sarebbe aspettati dalla Treccani, e un cosiddetto Thesaurus, ossia un dizionario dei sinonimi e contrari.
Teo Orlando
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Intervento di Infarinato »

Teo ha scritto:Ieri alla Fiera della piccola e media editoria hanno presentato (sia pur con relatori eccellenti, come Luca Serianni e Claudio Marazzini, presidente della Crusca) come "nuovo" dizionario Treccani non certo un'eventuale riedizione di quello in cinque volumi, ma un insieme di volumi costituiti da un vocabolario monovolume molto ridotto, che è nulla più che un buon prodotto scolastico, come lo Zingarelli o il Nuovo Devoto-Oli.
Concordo in toto, caro Teo. Ho recentemente acquistato quella che deve essere l’edizione numerica (:mrgreen:) di codesto volume [per dispositivi iOS].

L’unica cosa positiva è un motore di ricerca molto veloce e versatile, ma «e’ ci ’orre un bào», non solo con l’edizione in linea, ma anche con le precedenti edizioni per dispositivi mobili. :cry:
Teo
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Intervento di Teo »

Sui limiti della cosiddetta Grammatica Treccani ho già avuto modo di riferire (già molti anni fa osservai che era assolutamente inconcepibile che la Treccani vendesse con il suo prestigioso marchio una specie di prontuario non dissimile da recenti opere essenziali e divulgative come il Prontuario di grammatica di Giuseppe Patota, la Grammatica pratica dell'italiano dalla a alla z di Max Bocchiola e Ludovico Gerolin, e Italiano A-Z di Aldo Gabrielli e Massimo Pivetti. Né hanno per nulla migliorato quest'ultima edizione).
Ma quello che è più stupefacente è l'inutile volume di neologismi (compilato attingendo solo ai giornali, con molti, troppi effimerismi, e per giunta riferiti solo al decennio 2008-2018: per quelli precedenti bisogna ricorrere a un altro volume, peraltro fuori commercio): ma a chi può interessare trovare in un'opera di consultazione che dovrebbe avere una certa pretesa di durevolezza neologismi come "fioroniani" (seguaci dell'ex ministro dell'Istruzione Giovanni Fioroni) o "lolliani" (seguaci del politico Giovanni Lolli, presidente dell'Abruzzo)? Qui siamo anche al di là dell'effimerismo: siamo piombati, se mi si concede il neologismo, negli "inutilismi". Quanto al fatto che il repertorio sia stato compilato solo attingendo ai giornali, ciò dipende da un'esplicita scelta dei curatori, e in particolare della professoressa Valeria Della Valle, che sull'argomento mi sembrò a suo tempo, quando le feci presente che forse in alcuni casi sarebbe stato meglio ricorrere ad articoli su riviste specialistiche, alquanto intransigente e irremovibile.
Comunque la cosa più sconcertante è la decisione "commerciale" di non vendere più il Dizionario in cinque volumi, la cui ultima edizione aggiornata risale peraltro al 2015!
Teo Orlando
Teo
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Re: Il «nuovo» Treccani

Intervento di Teo »

Purtroppo quello che ho constatato ieri presso il padiglione della Treccani alla Fiera della piccola e media editoria di Roma-Eur supera di gran lunga le mie perplessità di un anno fa. Si tratta infatti della nuova "filosofia" di fondo che ha ispirato le ultimissime versioni delle opere lessicografiche Treccani. Ho subito rilevato che il "nuovissimo" dizionario monovolume non solo non è minimamente comparabile a quello "antico" in cinque volumi, ma è stato drasticamente e intollerabilmente ridotto nel lemmario sia rispetto alle versioni precedenti in un solo volume (anche quello di solo un anno fa!), sia rispetto a dizionari monovolume di altri editori, come lo Zingarelli e il Devoto-Oli (anche se nella pubblicità, neanche a dirlo, parlano del "Nuovo Treccani, ancora più innovativo, completo e approfondito rispetto all'edizione precedente"). L'impressione, datami dalla disposizione in due colonne (non più in tre) e dal numero delle pagine (poco più di 1000, contro le 2000 della versione precedente e le 2500 dello Zingarelli), è stata confermata da una ricerca un po' casuale che ho compiuto immediatamente, mirata sul lessico della filosofia: non ho cercato lemmi specialistici da dizionario di filosofia anziché da dizionario "generalista" della lingua italiana (come potrebbero essere abderitismo, eleuteronomia, emergentismo od ontoteologia). No, ho cercato alcuni vocaboli che sono presenti in TUTTI i manuali destinati ai licei, anche quelli meno esaustivi: aporia, apofantico, cognitivismo, intuizionismo, falsificazionismo. Ebbene, TUTTI questi lemmi sono assenti (mentre Zanichelli e Devoto-Oli continuano a registrarli). Posso capire che, per esempio, di intuizionismo possa mancare il significato che ha in filosofia della matematica (in Brouwer e Weyl), ma come termine generico della filosofia della conoscenza dovrebbe essere registrato e definito: anche i manuali di letteratura italiana accennano invariabilmente all'«intuizionismo di Bergson», quando trattano del decadentismo. E ogni trattazione di filosofia antica parla delle aporie presenti nei dialoghi socratici di Platone.
Le cortesissime persone della redazione della Treccani presente alla fiera mi hanno spiegato che tutto ciò rientrerebbe in una nuova filosofia che mirerebbe a diffondere le opere lessicografiche Treccani a tutti i livelli di istruzione e cultura, al fine di migliorare e consolidare il lessico di base dei cittadini italiani, che ormai le statistiche mostrano essere estremamente carente, con problemi anche nelle abilità di lettura fondamentali. Sarà, ma rafforzare il lessico di base non vuol dire espungere il lemma aporia o espungere dal lemma falsificazione il significato che gli diede Popper (e prima ancora, udite, udite, Dante Alighieri), come sinonimo di confutazione di una teoria scientifica.
CIliegina sulla torta: nella cosiddetta Grammatica Treccani hanno inserito tavole esplicative a fumetti, che la fanno proprio assomigliare a una grammatica per le scuole medie, come il Vocabolario sembra diventato un lessico per studenti di scuola media e per il biennio delle superiori.
Teo Orlando
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Canape lasco ctonio
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Re: Il «nuovo» Treccani

Intervento di Canape lasco ctonio »

Teo ha scritto: dom, 08 dic 2019 8:22 Ho subito rilevato che il "nuovissimo" dizionario monovolume non solo non è minimamente comparabile a quello "antico" in cinque volumi, ma è stato drasticamente e intollerabilmente ridotto nel lemmario sia rispetto alle versioni precedenti in un solo volume (anche quello di solo un anno fa!) [...] numero delle pagine (poco più di 1000, contro le 2000 della versione precedente e le 2500 dello Zingarelli)
Mille pagine decurtate ad edizione? Alla prossima non resterà che la copertina...
Le cortesissime persone della redazione della Treccani presente alla fiera mi hanno spiegato che tutto ciò rientrerebbe in una nuova filosofia che mirerebbe a diffondere le opere lessicografiche Treccani a tutti i livelli di istruzione e cultura, al fine di migliorare e consolidare il lessico di base dei cittadini italiani, che ormai le statistiche mostrano essere estremamente carente, con problemi anche nelle abilità di lettura fondamentali.
Se neppure le case editrici più prestigiose si preoccupano di alzare il livello culturale del Paese, anziché assecondare la sciatteria imperante, perché mai dovremmo preferire una loro pubblicazione a quelle di una ben più economica Hoepli (esempio del tutto casuale)?
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Marco1971
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Re: Il «nuovo» Treccani

Intervento di Marco1971 »

Canape lasco ctonio ha scritto: ven, 20 dic 2019 16:58 Se neppure le case editrici più prestigiose si preoccupano di alzare il livello culturale del Paese [...]
E questo ha conseguenze drammatiche: la povertà di lessico implica la povertà di pensiero, e l’attuale ricorso sistematico a anglicismi per le cose e i concetti piú semplici e comuni ne è la spia. Non si riesce piú a pensare in italiano perché spesso manca la conoscenza del termine esatto (e del significato del forestierismo). Cosí, ammantando i concetti con vocaboli di cui s’ignora il senso preciso (un esempio recente è quello di droplet per distanza di sicurezza), ci si esime dalla responsabilità di una comunicazione cristallina e efficace; forse si riesce a far colpo sul lettore o l’ascoltatore piú sprovveduto, ma in realtà, si ricama sul vuoto, si emettono nuvoli di fumo, si esclude il destinatario. E queste parole superfetatorie si diffondono, entrano nei vocabolari, e si accatastano le une sopra le altre in una gigantesca piramide fatta di scatole vuote, riempibili a proprio beneplacito.

Compito precipuo di un dizionario, perdipiú prestigioso, dovrebbe essere quello di garantire la presenza di tutto il lessico italiano, e in particolare di quello intellettuale, filosofico e scientifico, senza il quale una civiltà declina, sfiorisce, tramonta. Il dizionario è lo strumento che dà accesso alla nominazione della realtà e alla formazione e formulazione del pensiero. Ormai, purtroppo, buona parte di chi dirige concretamente le redazioni degli «ospizi ufficiali della lingua» pare che non abbia piú, come una volta, una vasta cultura; e un orizzonte ristretto non agevola né lo spirito critico, né il senso del passato, del presente e del futuro. Di qui anche il progressivo cancellamento delle note normative, l’assenza, in generale, di assistenza al consultatore alla ricerca di «qual è la forma piú corretta».

Viviamo tempi difficili, si dirà. Vero. Ma tutti i tempi sono difficili per ragioni diverse, e ciò non può costituire una scusante di fronte allo sfacelo della lingua e all’abbuio dello spirito. Non so se esistano soluzioni realistiche, ma so che esistono metodi, e il primo è di mettere a disposizione dei cittadini la possibilità di conoscere la lingua tutta, e non solo una parte limitata e limitante. Magari uno sfoglia il dizionario a caso, impara una parola nuova, e da quella parola, forse, un giorno, per mille concatenazioni, sorgerà un universo.

La politica secondo la quale s’intende promuovere la conoscenza del lessico di base non ha nulla che fare con l’esclusione dall’opera dei vocaboli di piú bassa frequenza. Le parole fondamentali possono essere evidenziate tipograficamente, ad esempio con un colore diverso. Sospetterei qui, piuttosto, interessi commerciali.

In conclusione, per me, proporre un dizionario ridotto significa isterilire l’ingegno e ratificare l’impossibilità di crescere.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
francescobenzi
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Iscritto in data: ven, 30 ott 2020 11:25

Re: Il «nuovo» Treccani

Intervento di francescobenzi »

Ho appena scoperto questa comunità. L'unica, mi sembra, che discuta della produzione editoriale dei vocabolari, e che "osi" mettere in discussione il mostro sacro Treccani.
Condivido in pieno le osservazioni della discussione, e di Teo in particolare, sull'assurdità del volume dei Neologismi, per il quale mi pare che Treccani non voglia minimamente fare autocritica, persistendo, e anzi promuovendo il volume con le nuovissime parole come "piazzapulitismo".
Nulla impedisce a Treccani di rivolgersi ad una platea più estesa, con opere ad hoc, ma non certamente venendo meno al suo ruolo storico.
Segnalo inoltre che da anni cerco inutilmente una sede di quotidiano, di rivista o di sito internet (con questa eccezione) in cui si intervenga criticamente sulle nuove pubblicazioni di questo ambito. Vi ringrazio se potete segnalarmene.
Teo
Interventi: 147
Iscritto in data: dom, 16 apr 2006 9:47
Località: Roma

Re: Il «nuovo» Treccani

Intervento di Teo »

Le rispondo rapidamente:
  1. Ho sempre avuto una notevole ammirazione e venerazione per la Treccani. Anch'io la consideravo un mostro sacro, anche quando mi capitava di rilevarne alcune piccole carenze. Ad esempio mi accorsi che il Vocabolario in cinque volumi aveva definizioni ottime (solo quelle del Devoto-Oli potevano rivaleggiare), ma alcuni settori specialistici erano un pochino trascurati. Ad esempio, il lessico filosofico era senza dubbio amplissimo, ma mancavano molti termini della filosofia analitica (a mio parere più per una scelta di Tullio Gregory – il quale non amava quel tipo di filosofia – che perché ritenuta troppo specialistica). Ciononostante, il livello delle definizioni e delle esemplificazioni era così elevato (derivante dall'impostazione data da Bruno Migliorini e Aldo Duro al Dizionario enciclopedico degli anni '50) che ogni critica non poteva inficiare l'eccellenza generale dell'opera.
  2. Sull'assurdità del volume dei neologismi "parole non appulcro" ulteriormente. In realtà io non avrei nulla in contrario nei confronti di un repertorio periodico di neologismi da pubblicare come quaderni di lavoro o anche come documentazione in linea. Ma se devono pubblicarlo come un'opera lessicografica rilegata da libreria, che si presume destinata a durare nel tempo, sarebbe mille volte preferibile inserire tecnicismi della fisica, della matematica, dell'ingegneria aerospaziale, della genetica, della biologia molecolare, della filosofia della scienza che includere ridicoli effimerismi come "piazzapulitismo", "gifuniano" o "fioroniano". Ma tant'è...Poc'anzi poi rilevavo che nell'ennesima edizione del Devoto-Oli, per far posto a vari neologismi, sono stati espunti vocaboli considerati arcaici o desueti, come “addoparsi” (collocarsi dietro o dopo), “adustezza”. Il vero problema, a mio modesto parere, consiste nella decisione di espungere parti cospicue del patrimonio storico "glorioso" di una lingua come l'italiano (patrimonio documentato in una lunga tradizione letteraria) per far posto a coniazioni neologistiche spesso effimere, "modaiole" e relative ad ambiti culturali non sempre di autentico rilievo.
  3. Per quanto riguarda una sede di quotidiano, di rivista o di sito internet (con questa eccezione) in cui si intervenga criticamente sulle nuove pubblicazioni di questo ambito, forse potrebbe esternare le sue rimostranze a riviste specialistiche, come Lingua Nostra, Lingua e stile e Studi linguistici italiani. Oggi, mercoledì 11 novembre 2020 alle ore 17:00, comunque ci sarà un seminario di Giuseppe Patota, curatore delle ultime edizioni del Treccani monovolume, nell'ambito dei corsi della Fondazione "I lincei per la scuola". Dato che il seminario sarà telematico, si potrà forse interloquire anche a distanza. E al limite porgli domande su queste decisioni relative alla lessicografia italiana.
Teo Orlando
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