Lineetta nella lingua italiana

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Fumettista siciliano
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Lineetta nella lingua italiana

Intervento di Fumettista siciliano »

Salve a tutti.

Nella lingua inglese, è abbastanza comune vedere la lineetta (—) essere usata come segno d'interpunzione che sta a indicare una pausa di grado intermedio, leggermente più importante rispetto a quella indicata dalla virgola. Non saprei dire se il suo valore è esattamente uguale a quello di un punto e virgola, ma certamente ci si avvicina molto.

Perciò, mi chiedevo: è possibile usare questo segno con lo stesso ruolo anche nella lingua italiana?

Trovo molto comodo il fatto che in inglese si abbia a disposizione un più grande insieme di simboli di pausa al fine di evitare un abuso di simboli quali il punto e virgola (che appare sempre un po' strano, quasi sospetto, quando compare ripetutamente anche se è il segno corretto), e sarebbe bello avere a disposizione una simile varietà di strumenti anche in italiano.
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Marco1971
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Re: Lineetta nella lingua italiana

Intervento di Marco1971 »

Quali altri segni d’interpuzione avrebbe l’inglese? La lineetta ha le stesse funzioni in italiano: introduce un discorso diretto, o un inciso (cfr. Serianni, I.232). Per approfondimenti, si veda il Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli.

Si veda anche qui (punto 2.2).
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Fumettista siciliano
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Iscritto in data: gio, 31 ago 2017 16:43

Re: Lineetta nella lingua italiana

Intervento di Fumettista siciliano »

La ringrazio per la risposta e per i riferimenti, anche se ciò conferma ancor più ai miei occhi l'esistenza di un particolare uso inglese di questo segno d'interpunzione che sembra non avere un corrispettivo nella nostra lingua. Difatti la lineetta in inglese non serve soltanto a introdurre un discorso diretto o un inciso, e a tal proposito, pur sapendo che Wikipedia non è una fonte autorevole di per sé, ne copio qui un passaggio perché in questo caso si tratta di un fenomeno di cui sono già consapevole per quanto riguarda la lingua inglese, e di cui mi servono solo una descrizione e un esempio da poter allegare agevolmente:
Dash su en.wikipedia.org ha scritto:An em dash or a spaced en dash can be used to mark a break in a sentence, and a pair can be used to set off parenthetical statements.

Glitter, felt, yarn, and buttons—his kitchen looked as if a clown had exploded.
A flock of sparrows – some of them juveniles – alighted and sang.
In particolare, sebbene il secondo esempio ricalchi alla perfezione l'uso della lineetta come segno per indicare un inciso anche in italiano, il primo ne mostra un uso tipico della lingua inglese sulla cui liceità in italiano ho qualche dubbio: ossia il suo uso, singolo, come elemento per spezzare una frase. E se questo fosse un suo uso ammissibile allora avrei usato la lineetta anche nella frase appena scritta, lì dove i due punti dopo «dubbio» mi sembrano quasi sovrabbondanti (perché se è vero che ciò che segue è un'esplicazione di quanto scritto prima, è anche vero che sembrano introdurre una divisione e una pausa eccessiva quando ciò che viene dopo è meramente una manciata di parole) e parimenti mi sembra inadatta una virgola per la semplice ragione che ce ne sono già troppe (sia nell'inciso di «singolo» che subito dopo «italiano»).

Insomma, parlo non di un inciso parentetico ma di un semplice stop di valore solo leggermente superiore a quello della virgola, ma non marcato come quello segnalato dai due punti o dal punto e virgola, o addirittura dal punto. Questo uso è permesso in italiano?
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Ferdinand Bardamu
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Re: Lineetta nella lingua italiana

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Riporto un esempio tratto dal New York Times; un esempio preso a caso, dal primo articolo su cui ho cliccato, cosa che, a parer mio, dimostra la diffusione di quest’uso in inglese:

Rather than seeing God exclusively as a moral taskmaster, Jesus understood that the weak and dispossessed often experience God in a different way — as a dispenser of grace, a source of comfort, a redeemer.

A me sembra che in questo caso, ma anche nell’esempio che ha riportato lei, la lineetta stia al posto dei due punti. Tradurrei il brano succitato cosí: «Piuttosto che considerare Dio esclusivamente come un padrone severo, Gesú comprese che i deboli e i diseredati spesso sperimentano Dio in modo diverso: come un dispensatore di grazia, una fonte di consolazione, un redentore».

Ho provato a vedere se quest’uso è registrato nel Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli, ma non ho trovato nulla. E in effetti non l’ho mai trovato in nessun testo italiano, a mia memoria, né a stampa né in Rete.
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G. M.
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Re: Lineetta nella lingua italiana

Intervento di G. M. »

Ferdinand Bardamu ha scritto: gio, 24 dic 2020 15:22 [...] non l’ho mai trovato in nessun testo italiano, a mia memoria, né a stampa né in Rete.
Io devo averlo visto qualche rara volta, recentemente, come chiara imitazione (inconsapevole, probabilmente) dell’inglese.

Condivido con Fumettista la sensazione che il segno abbia una propria specificità che non ha oggi un corrispondente biunivoco in italiano: nel tradurre dall’inglese l’ho reso a volte coi due punti, ma spesso anche coi puntini di sospensione, o con altre soluzioni a seconda del ritmo della frase. Infatti nei due punti percepisco più marcate le funzioni «presentativa» e di «introduzione di nessi logico-argomentativi» (cito da qui), che possono essere presenti nella lineetta inglese, ma non lo sono sempre.
Avatara utente
G. M.
Interventi: 616
Iscritto in data: mar, 22 nov 2016 15:54

Re: Lineetta nella lingua italiana

Intervento di G. M. »

Ferdinand Bardamu ha scritto: gio, 24 dic 2020 15:22E in effetti non l’ho mai trovato in nessun testo italiano, a mia memoria, né a stampa né in Rete.
In questi giorni ho fra le mani La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea di Umberto Eco; la lineetta è usata in questo modo in diversi passi. Ne cito qualcuno, coi numeri di pagina dell'ottava edizione Laterza, 2017:
I pochi anni dedicati a questo argomento mi hanno permesso di individuare nei cataloghi antiquari moltissime opere assenti dalle precedenti bibliografie, alcune interamente dedicate al problema glottogonico, altre di autori noti per diversi motivi e che tuttavia hanno dedicato consistenti capitoli al tema della lingua perfetta — tanto da far supporre che il regesto sia ancora largamente incompiuto o che, per parafrasare Macedonio Fernandez, nelle bibliografie manchi un numero di cose così alto che se ne mancasse ancora una non ci starebbe più. [p. 7]
La loro stessa conoscenza delle leggi matematiche e musicali si presentava come frutto di una rivelazione avuta dagli egizi — e specialmente nell'epoca di cui stiamo parlando la cultura egizia, ormai sopraffatta dal greco dei suoi conquistatori greci e latini, sta diventando un «geroglifico» incomprensibile ed enigmatico. [p. 19]
Ma che cosa sarebbe allora questa forma linguistica che non è la lingua ebraica e che non è la generale facoltà del linguaggio, e che appartenne per dono divino ad Adamo, ma fu perduta dopo Babele — e che, come vedremo, Dante cerca di ritrovare con la sua teoria del volgare illustre? [p. 50]
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Canape lasco ctonio
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Re: Lineetta nella lingua italiana

Intervento di Canape lasco ctonio »

Quale lineetta è tradizionalmente usata in italiano? Quella enne – (poco più larga del trattino meno -) o quella emme — (anche detta di citazione in Unicode)?
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Carnby
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Re: Lineetta nella lingua italiana

Intervento di Carnby »

La tradizione prevede l’uso della lineetta lunga, come si può notare nelle edizioni più prestigiose. Oggi però, almeno per gli incisi, è più frequente quella corta.
Fumettista siciliano
Interventi: 8
Iscritto in data: gio, 31 ago 2017 16:43

Re: Lineetta nella lingua italiana

Intervento di Fumettista siciliano »

Intervengo nuovamente nella discussione perché ho trovato questa pagina sul sito della Treccani. La seconda parte dell'articolo discute abbastanza bene della lineetta singola (e quindi non il caso in cui ce ne sono due a segnalare un inciso, come le parentesi) e del suo ruolo come segno d'interpunzione nella lingua italiana.

Viene descritta come calco dall'inglese...
9. Lineette doppie e lineetta singola (treccani.it) ha scritto:In italiano, la lineetta singola è poco frequente e spesso è percepita come un calco interpuntivo dall’inglese, lingua in cui il segno corrispondente (dash) conosce degli impieghi molto simili; per questo, non sempre è accettata come uso interpuntivo legittimo.
...ma, dopo aver citato un caso in cui il suo uso in italiano può essere pacifico per tutti (e cioè quello dell'assorbimento a fine frase, quando un inciso si trova alla conclusione di un periodo e la lineetta di chiusura si fonde col punto per lasciare così quella iniziale da sola), proprio alla fine si descrive ciò di cui parlavo in questa discussione:
9. Lineette doppie e lineetta singola (treccani.it) ha scritto:Inoltre, la lineetta singola condivide alcuni contesti d’uso con altri segni di punteggiatura, come la virgola o i due punti. Per questo, è possibile che sia impiegata in alternativa a questi segni, ad esempio per evitare un accumulo di virgole o due occorrenze di due punti in sequenza.
Questo è un problema che io mi trovo ad affrontare abbastanza spesso quando scrivo. Per le parole esistono sufficienti sinonimi o modi di dire, ma per la punteggiatura non c'è tutta questa grande varietà oltre a virgole, due punti e punti e virgole (che non sono nemmeno del tutto equivalenti o sovrapponibili); avere anche solo un segno in più a disposizione, e cioè la lineetta singola, per me sarebbe un tale vantaggio che non vedo ragione per non introdurlo in pianta stabile nella nostra lingua.
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