«Ecc.» e «P.S.»

Spazio di discussione su questioni di grafematica e ortografia

Moderatore: Cruscanti

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Elijah
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Iscritto in data: mar, 22 gen 2008 15:07

«Ecc.» e «P.S.»

Intervento di Elijah »

Salve,

mi chiedevo se tra queste forme ce ne fosse una più corretta delle altre (o magari alcune errate):

P.S. Ricordo infine...

P.S.
Ricordo infine...

P.S.: Ricordo infine...

P.S.:
Ricordo infine...

****

Per quanto riguarda invece l'"ecc.", mi domandavo: ci vuole la virgola prima, è facoltativa o magari persino obbligatoria?
Esempio:

Mi ricordo dei giochi, delle battute, delle risate ecc.

Mi ricordo dei giochi, delle battute, delle risate, ecc.

(È sempre meglio comunque "ecc." rispetto alla forma latina "etc." [da "et cetera"], o no?)

Grazie, Elijah.

Avatara utente
Infarinato
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Re: ecc. e P.S.

Intervento di Infarinato »

Elijah ha scritto:…mi chiedevo se tra queste forme ce ne fosse una più corretta delle altre (o magari alcune errate):

P.S. Ricordo infine...

[…]
Francamente, non credo esista una regola al riguardo: dipenderà dalle convenzioni tipografiche dell’organizzazione/casa editrice/giornale/etc. per cui scrive.
Elijah ha scritto:Per quanto riguarda invece l'"ecc.", mi domandavo: ci vuole la virgola prima, è facoltativa o magari persino obbligatoria
Nella sua Grammatica italiana il Serianni si limita a osservare che il caso di eccetera (ecc., etc.) preceduto da virgola è il piú comune.
Elijah ha scritto:(È sempre meglio comunque "ecc." rispetto alla forma latina "etc." [da "et cetera"], o no?)
Il DOP, che è quanto di piú normativo può trovare oggi sulla piazza, dice semplicemente che etc. è meno comune.

Avatara utente
Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Per il poscritto, mi sembra consigliabile, come forma piú elegante, quella senza ritorno a capo e senza due punti, cioè:

P.S. Ricordo infine...
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Andrea Russo
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Intervento di Andrea Russo »

Etc. per eccetera mi sa troppo d'inglese; sarà che ormai vedo il "diavolo" dappertutto! :mrgreen:

Carnby
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Intervento di Carnby »

Andrea Russo ha scritto:Etc. per eccetera mi sa troppo d'inglese
A me sa di spagnolo... via non esageriamo! :wink:

Andrea Russo
Interventi: 763
Iscritto in data: dom, 23 ott 2011 22:37

Intervento di Andrea Russo »

Sarà che uso molto spesso l'inglese e che preferisco distinguere tra le due forme (giacché esistono).

Avatara utente
Zabob
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Intervento di Zabob »

A proposito di "ecc.": che mi dite della ripetizione "ecc. ecc."? Una ricerca su Google libri mostra che nell'Ottocento era piuttosto adoperata, anche in triplice iterazione, ad esempio per non citare che in parte le sfilze infinite dei titoli nobiliari dei sovrani del tempo.
Forse più nel parlato c'è la tendenza a chiudere un'enumerazione con "eccetera eccetera" (oltreché con "e quant'altro", ma questo è un altro discorso :wink: ), anziché con l'eccetera singolo: ma non è come se si dicesse "e tutto il resto e tutto il resto"?
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

Andrea Russo
Interventi: 763
Iscritto in data: dom, 23 ott 2011 22:37

Intervento di Andrea Russo »

Anche Leopardi nello Zibaldone usava moltissimo l'eccetera, però nella forma ec. (ec.) Usava sia la forma singola sia quella reduplicata, come si vede qui.

Serianni cita un esempio di Levi (Cristo si è fermato a Eboli) con la reduplicazione:
«[...] per convertire alla vera Fede questi pagani, per portare la pace e la beatitudine eterna –, ecc. ecc.».

Secondo me non è da condannare, e non solo perché è stata usata in letteratura. Probabilmente è un semplicissimo caso d'enfasi: scrivendo ecc. ecc. s'indica che stiamo omettendo molto di piú rispetto a quanto avremmo fatto se avessimo scritto soltanto ecc..

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
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Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Intervento di Marco1971 »

Andrea Russo ha scritto:...se avessimo scritto soltanto ecc..
Solo una cosa, gentile Andrea: quando la frase finisce con una parola abbreviata, il punto va segnato una sola volta. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Andrea Russo
Interventi: 763
Iscritto in data: dom, 23 ott 2011 22:37

Intervento di Andrea Russo »

Ha ragione; ma è stato un refuso: infatti poco sopra ne ho messo uno soltanto. :wink:

PersOnLine
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Intervento di PersOnLine »

Andrea Russo ha scritto:Serianni cita un esempio di Levi (Cristo si è fermato a Eboli) con la reduplicazione:
«[...] per convertire alla vera Fede questi pagani, per portare la pace e la beatitudine eterna –, ecc. ecc.».
In un romanzo non capisco perché non scriverlo per intero.

Avatara utente
SinoItaliano
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Iscritto in data: mer, 04 gen 2012 8:27
Località: Pechino

Intervento di SinoItaliano »

Carnby ha scritto:
Andrea Russo ha scritto:Etc. per eccetera mi sa troppo d'inglese
A me sa di spagnolo... via non esageriamo! :wink:
E a me di latino... 8)
Questo di sette è il piú gradito giorno, pien di speme e di gioia: diman tristezza e noia recheran l'ore, ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno.

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