Virgolette alte e basse

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Virgolette alte e basse

Intervento di amoralizzatore » dom, 12 nov 2017 15:59

Ho notato che il titolo della discussione è stato corretto con la modifica delle virgolette. Vorrei sapere perché l'uso delle virgolette alte ("") non sia opportuno e sia invece da preferirsi l'uso dei sergenti («»).

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Intervento di Infarinato » dom, 12 nov 2017 16:07

amoralizzatore ha scritto:Ho notato che il titolo della discussione è stato corretto con la modifica delle virgolette. Vorrei sapere perché l'uso delle virgolette alte ("") non sia opportuno e sia invece da preferirsi l'uso dei sergenti («»).
Perché scriviamo in italiano.

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Re: [FT] Virgolette

Intervento di amoralizzatore » dom, 12 nov 2017 16:45

La Treccani ritiene tali virgolette italiane.

La virgoletta può essere singola (‹‘ ’›), detta anche apice o virgoletta inglese; alta (‹“ ”›), detta anche virgoletta doppia o italiana; o bassa (‹« »›), detta anche virgoletta francese, caporale o sergente.

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Re: [FT] Virgolette

Intervento di Infarinato » dom, 12 nov 2017 18:12

amoralizzatore ha scritto:La Treccani ritiene tali virgolette italiane
È una denominazione quantomai infelice, visto che le prime virgolette attestate nella tipografia italiana (le prime, in realtà, attestate nella tipografia occidentale moderna per un testo scritto in caratteri latini, a loro volta mutuate dal greco antico) sono proprio quelle basse.

Molto piú chiara la Mortara Garavelli nel suo Prontuario di punteggiatura:
Bice Mortara Garavelli, [i]op. cit.[/i], §II.4.2, ha scritto:Per quanto riguarda la forma grafica, le virgolette possono essere: doppie e basse, dette anche francesi (« »); doppie e alte, dette anche inglesi (“ ”); semplici (singole) e alte, o apici, dette anche tedesche (‘ ’); semplici e basse (‹ ›), che possono apparire rovesciate (› ‹) secondo una consuetudine tipografica tedesca e inglese.

[…]

Per quanto riguarda l’uso, nella pubblicazione dei testi a stampa si adottano convenzioni tipografiche variabili dall’uno all’altro editore, e perfino tra l’una e l’altra collana sotto il medesimo marchio editoriale; ma ognuna delle normative viene seguita coerentemente nella pubblicazione del testo o delle serie di testi per cui è stata scelta. La stessa regola di comportamento dovrebbe valere per la compilazione di ogni scritto che aspiri alla regolarità formale. Le virgolette doppie, alte o basse, servono generalmente per racchiudere le citazioni (come per “bianca colomba”, in [35]), e quindi il discorso diretto, che è la forma citazionale per eccellenza del discorso riportato…

Per esplicitare il significato di una parola oppure per segnalare che questa va intesa in un’accezione particolare (con riserva, come un tecnicismo ecc.) si possono usare le virgolette doppie (basse o alte) o gli apici, con l’avvertenza che la scelta fatta deve essere mantenuta coerentemente all’interno del medesimo testo.
E perché, quindi, le sue virgolette alte sono state «corrette»? Perché qui (nel nostro fòro) si usa la forma tradizionalmente piú italiana.

Non di sola Rete vive il linguista. ;)

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