Turcasso o faretra?

Spazio di discussione dedicato alla storia della lingua italiana, alla sua evoluzione e a questioni etimologiche

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domna charola
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Turcasso o faretra?

Intervento di domna charola »

Getto lì un quesito che mi è sorto guardando un filmato sul Tubo (il minuto nonriesco più a rintracciarlo, chiedo scusa)

https://www.youtube.com/watch?v=W-IMRI0XRG0

si tratta di esperti di tiro con l'arco che disquisiscono di archi e arcieri antichi. A un certo punto viene letto il commento di un dantista, che arricchisce la parafrasi del testo di Dante spiegando che le frecce dei Centauri stanno nel "turcasso". Ciò viene subito ripreso dall'esperto di archi, perché - giustamente oggi - il turcasso è quello dell'arco orientale, che contiene sia frecce sia arco, mentre qui si doveva parlare di faretra.

Allora, siccome anch'io in letteratura ho sempre sentito parare di turcasso - cioè conosco questo termine proprio per via della letteratura italiana che si faceva al liceo - mi è sorto qualche dubbio.

In effetti, per rimanere nel periodo di Dante, abbiamo:

«E trasse del turcasso due dardi di diverse opere, ed effetti: l'una caccia l'amore, ed è di piombo il suo ferro: l'altro il fa venire, ed è d'oro la sua gorbia» Dante, Paradiso, 1.

ma anche:

"Febo era già co’ veloci cavalli
Col fido Eleo venuto in oriente,
E già faceva gli alti monti gialli,
E rosseggiava l’aria in occidente,
Ma non luceva ancor per tutte valli,
Quando Affrico levato prestamente
L’arco e ’l turcasso prese e fuor si caccia,
Alla madre dicendo: i’ vo alla caccia.
"

Boccaccio, Ninfale fiesolano

e

"Ell’era sopra un bianco palafreno,
Con can d’intorno ed un corno d’allato
Aveva, ed alla man contraria il freno;
Dietro alle spalle un arco avea legato,
Ed un turcasso di saette pieno,
Che era d’oro tutto lavorato:
E ghirlandetta di fronde novelle
Copriva le sue treccie bionde e belle.
"

Boccaccio, Teseide


Allora, la domanda è questa:
c'è qualche ragione storica o linguistica o tutt'e due, perché a quest'altezza cronologica venga preferito nella letteratura in volgare un termine etimologicamente orientale, anziché il latino "faretra"?

Il fatto di trovarlo ripetutamente mi fa pensare che non avesse l'accezione precisa che gli si dà attualmente.
O forse, dato che ricorre in situazioni mitologiche, viene usato proprio per indicare l'alterità del mondo greco rispetto alla quotidianità degli arcieri guelfi e ghibellini dotati banalmente di faretre?
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Marco1971
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Re: Turcasso o faretra?

Intervento di Marco1971 »

Sembra che sia legato alla mitologia, con particolare riferimento alla faretra di Cupido.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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