Etimologia di «ciurma»

Spazio di discussione dedicato alla storia della lingua italiana, alla sua evoluzione e a questioni etimologiche

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Ligure
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Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ligure »

Se s'accede al sito del lessico Treccani, s'ottiene un'indicazione relativamente semplice e rassicurante:

https://www.treccani.it/vocabolario/ric ... _Contrari/

Relativamente semplice, ma del tutto inconsistente. Infatti, è vero che ciüzma /'ʧy:ʒma/, in antico genovese, valesse equipaggio, ma non è affatto vero che questo fosse il significato della voce greca κέλευσμα né che lo sia mai stato:

https://en.wiktionary.org/wiki/%CE%BA%C ... E%BC%CE%B1

Si tratta, infatti, d'una voce che indica l'azione relativa al verbo corrispondente,κελεύω, il quale significa "chiamare, comandare, ordinare" e, quindi, nel corso del tempo, ha assunto i significati conseguenti di "chiamata, comando, ordine", ma mai quello d'equipaggio .

Eppure, se si consultano altri siti o se si verifica il responso d'altri etimologisti, s'ottengono spiegazioni analoghe.

Per altro, non credo proprio che le transizioni evolutive ipotizzate in riferimento alla lingua latina nel sito Treccani (e riferite anche altrove) risultino davvero attestate. Né si comprenderebbe, ammesso che sia mai esistito questo specifico prestito in latino dalla lingua greca, perché mai la voce avrebbe dovuto indicare, in latino, ciò che non ha assolutamente mai significato in greco ...

Un sito francese, finalmente, ci consente di capire che si tratta d'un'ipotesi formulata a metà del sec. XIX da un famoso filologo tedesco, Friedrich Diez:

https://www.littre.org/definition/chiourme

Ma per potersi avvalere del genovese - al fine di sfruttare un etimo greco - occorrerebbe certamente conoscere bene il genovese, ma, soprattutto, il greco.

Inoltre, non va dimenticato che, a metà del sec. XIX, si riusciva a "dimostrare" che la parola francese rat = topo deriverebbe dal lat. mus e che haricot = fagiolo proverrebbe dal lat. faba ... ?!? :lol:

Quindi, dato che le voci latine corrispondenti all'ipotesi del Diez non possono essere considerate più di puri "miraggi", vediamo se - almeno - le voci genovesi menzionate siano effettivamente esistite. In questo caso la risposta è positiva:

http://www.storiapatriasavona.it/storia ... 51-512.pdf

Sono, comunque, scrizioni molto tarde appartenenti al latino cancelleresco e vanno, per altro, correttamente interpretate.

Chi, all'epoca, scriveva chiusma o chiurma si mostrava cauto e, implicitamente, intendeva dire che trascriveva "nel suo latino" una voce che conosceva soltanto a livello dialettale. Infatti, se fosse stato certo d'un etimo latino riscontrabile nei suoi prontuari, avrebbe, ad es., scritto cl-. E così si faceva, ad es., per chiave in quanto tutti sapevano che derivava da clave(m). Ma, ormai, donde venisse chiusma o chiurma non si sapeva più e, allora, anche in latino, s'adottò la grafia del volgare, cioè quella del fiorentino, anche se, in genovese, alla grafia chi- corrispondeva la pronuncia /ʧ-/, non /kj-/ come, invece, in fiorentino.

Infatti, come i dialetti settentrionali, anche il genovese ha /ʧ-/ in corrispondenza di cl- etimologico latino.

Se, per quanto riguarda il fiorentino, a partire da /kl-/ può valere la transizione evolutiva /kʎ-/>/kç-/>/kj-/ - in cui lo stadio evolutivo /kç-/ potrebbe essere stato rappresentativo di pronunce rustiche -, nei dialetti settentrionali, Liguria inclusa, probabilmente, non si giunse mai a /kj-/, ma si ebbe /kç-/>/tç-/>/ʧ-/. Purtroppo non sono riuscito a trovare gli esatti simboli impiegati dal Canepari. Comunque, nei dialetti settentrionali italiani, la transizione evolutiva proseguì e s'assestò su un esito decisamente palatale. Cioè da clave(m) - in genovese - non si giunse a /'kja:ve/, ma a ciâve/'ʧa:ve/.

Tuttavia, ipotizzare, come sembra abbiano fatto tutti gli etimologisti, che alle scrizioni chiusma o chiurma, riscontrabili nel latino tardo degli scribi genovesi, debba necessariamente corrispondere un etimo in cl- risulta troppo semplicistico e - nel caso in questione, come verrà dimostrato - errato.

Infatti, il genovese e i dialetti liguri sono proprio quelle varietà linguistiche in cui anche pl- dette /ʧ-/.

Dal momento che, localmente,da /pl-/ etimologico s'ebbe /pʎ-/>/pʝ-/>/pç-/>/pʃ-/>/pʧ-/>/ʧ-/ (mentre in fiorentino risulta sufficiente, a partire da /pl-/, /pʎ-/>/pj-/).

Infatti, all'italiano piano<planu(m) corrisponde, ad es., il genovese cian /'ʧaŋ/.

Tornando agli scribi genovesi alle prese col "loro" latino, vi furono anche quelli meno scrupolosi che, consci della duplice possibilità - relativa al latino -, di cl- e pl- scrissero arditamente plusma, certamente inesistente in latino e non riscontrabile nei loro prontuari ... E ci acchiapparono!!! A breve se ne vedrà il motivo. Ma non certamente per merito! A priori esistevano due soli casi possibili, cioè una probabilità del 50% ...

Altri scribi scrissero chilma, cioè /'ʧi:ŕma/ e lo studioso moderno che ha pubblicato questi dati scrive che si tratta "probabilmente" di un errore. Ma come? Ha la verità sotto gli occhi, ma - vincolato a pregiudizi costituiti da paradigmi esplicativi tradizionali che sono soltanto stupidaggini - non riesce a vederla ...

A questo punto chiariamo il motivo delle due varianti di rappresentazione grafica (r ed s), entrambe attestate in genovese, dato che gli scribi riportano le voci come parole effettive del dialetto dell'epoca. La vera pronuncia era /'ʧy:ŕma/, mentre /'ʧy:ʒma/ costituiva un'ipercorrezione. Infatti, nel genovese popolare si diceva dīŕnâ /ˌdi:ŕ'na:/ anziché dīznâ /ˌdi:'ʒna:/ = desinare e dærfætu /ˌdɛ:ŕ'fɛ:tu/ anziché desfætu/de'ʃfɛ:tu/ = disfatto ecc..

Siamo quasi arrivati ...

E, a sua volta, /'ʧy:ŕma/ era l'ipercorrezione di /'ʧi:ŕma/, dal momento che, nella pronuncia popolare, si poteva avere /i/ per /y/. Quindi, /'ʧi:ŕma/ era la vera voce derivata dal greco bizantino, tutt'altro che un errore!!! Ma non proveniva da una parola greca (o latina) caratterizzata da cl- come hanno accettato finora di pensare - per quieto vivere! - tutti gli etimologisti che "se ne sono occupati" ... Bensì da pl-. S'è detto - infatti - che esiste un altro 50% di probabilità d'imbroccare l'etimo corretto ... Che dev'essere stato, quindi, in greco, /'pli:ŕma/ ... o ... qualcosa del genere ... I genovesi conoscevano benissimo la flotta bizantina, la sua organizzazione e le denominazioni tecniche impiegate. Avevano una piccola colonia a Bisanzio, formata da ingegneri, ammiragli e consulenti navali. Conoscevano il greco del tempo (non necessariamente quello classico in quanto non si trattava di letterati!) e i relativi termini tecnici di loro interesse. Quale parola greca - antica e moderna - indica (tuttora) l'equipaggio? πλήρωμα!

Come veniva pronunciata questa parola come prestito diretto nel genovese dell'epoca dal greco bizantino - dove rappresentava, come tuttora, il termine ufficiale di ogni flotta o imbarcazione -?
/'ʧi:ŕ(u)ma/>/'ʧi:ŕma/>/'ʧy:ŕma/>/'ʧy:ʒma/, dato che -ή- valeva /i/ e l'/u/ - corrispondente al greco /-ω-/ - non era accentato ...

Il meno colto e interessato dei greci, se direttamente interpellato, saprebbe dire che la voce κέλευσμα non ha nulla a che fare col significato specifico d'equipaggio. Ma sembra che mai nessun etimologista abbia mai pensato di domandare a un greco colto che cosa pensi dell'etimologia tradizionale proposta per la lingua italiana. Chi, invece, ha un minimo di conoscenza della marineria greca - bizantina e moderna - sa che l'equipaggio è il πλήρωμα (e non solo nella marineria). Per altro, dal momento che la voce κέλευσμα non è mai stata acquisita come prestito dalla lingua latina, se i genovesi l'avessero accolta direttamente dai greci, molto probabilmente:

1) avrebbero conservato il suo significato effettivo, conoscendo benissimo qual era il significato in greco;

2) non l'avrebbero certamente pronunciata mediante il fonema /ʧ-/in quanto il κέ- lievemente palatalizzato dei greci dell'epoca sarebbe stato accolto in genovese come /ʦ-/, che era l'antica iniziale di una parola attualmente pronunciata come sentu = cento, derivata dal lat. centu(m).

Ma non esiste alcuna prova che un prestito del genere possa mai essere effettivamente avvenuto.

Quindi, la lingua italiana possiede la voce pleroma - nel significato filosofico - derivata dal greco in un contesto colto e, sebbene finora nessuno se ne sia mai reso conto, la stessa voce - a livello etimologico - nel significato di equipaggio d'un'imbarcazione - sebbene con una specifica pronuncia e una particolare accezione dovuta, probabilmente, all'acquisizione tramite un linguaggio popolare, nel quale, tuttavia, almeno, originariamente, l'accezione della lingua italiana non era presente, trattandosi semplicemente del prestito - modificato nella pronuncia come accade a molte acquisizioni di questo tipo - del termine ufficiale della marineria bizantina, come pure di quella greca attuale.

A sua volta, l'etimologia di πλήρωμα risulta molto semplice e presenta una chiara analogia col latino e, evidentemente, colla lingua italiana (in cui si hanno voci quale pieno ecc.):

https://en.wiktionary.org/wiki/%CF%80%C ... E%BC%CE%B1

P.S.: a parte le derivazioni dal latino dei nessi consonantici seguiti da /l/, che rappresentano una descrizione estremamente sintetica della linguistica tradizionale, e, ovviamente, tutti i riferimenti di rete citati, tutte le considerazioni, la revisione delle etimologie tradizionali e le relative conclusioni esposte nel presente messaggio sono esclusivamente frutto di studi personali in quanto rappresentano il riassunto di un elaborato più ampio che provvederò a pubblicare in merito alla revisione di etimologie tradizionali - ritenute finora valide - della lingua italiana, nel quale è illustrato, nel corretto dettaglio, quanto concerne il greco e il genovese, qui semplicemente esposto in modalità certamente comprensibile, ma divulgativa, oltre ai riferimenti ai testi d'epoca che ho consultato e analizzato.

P.P.S.: ovviamente, tra la parola greca tradizionalmente proposta come etimo, κέλευσμα, e la voce πλήρωμα non esiste la benché minima correlazione oggettiva ... Si tratta di due sostantivi che designano le azioni relative a due verbi completamente diversi tra loro ...
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Carnby
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Carnby »

Nocentini ribadisce genovese ciusma < latino volgare *clusma < greco κέλευσμα ‘incitamento (dei rematori)’.
Ligure
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ligure »

Certo, tutti gli etimologisti italiani sono pigramente allineati su una pseudoetimologia prescientifica. Il fatto è che il latino volgare clusma non risulta attestato. Il latino cancelleresco del sec. XV è tutt'altra cosa, ma non è certamente latino volgare. E, comunque, la lingua italiana presuppone un precedente genovese in /r/, non /s/ ed /r/ non risulta riscontrabile nella voce greca κέλευσμα, la quale, potendo significare "incitamento" o, comunque, azioni correlate col verbo κελεύω, non ha mai posseduto - in nessun livello di greco e in nessuna epoca storica - il significato di equipaggio.

Né il fonema /r/!

Anche la lingua francese ha un derivato dal genovese, ma è in /r/, proprio come la voce, ormai italiana, ciurma.

Il Diez, a metà dell'800, sembra si sia focalizzato su un termine in /s/ del tipo - inesistente - di clusma e da qui aver perduto bussola e sestante nella ricerca di un etimo greco caratterizzato da /s/. Ma /s/ non è fonema etimologico, si tratta semplicemente d'un'ipercorrezione interna all'ambito del solo sistema linguistico genovese.

Il termine originariamente acquisito dal greco era in /r/, come l'etimo greco, πλήρωμα, successivamente, in genovese, convissero la voce in /r/ e quella - ipercorretta - in /s/, entrambe abbondantemente attestate.

Comunque, il Diez e tutti gli etimologisti italiani successivi hanno semplicemente posto la testa sotto la sabbia, evitando d'interrogarsi sul motivo in base al quale elementi genovesi in contatto con la marineria bizantina e la loro lingua greca avrebbero dovuto assumere per equipaggio un termine che non c'entra nulla con questo significato. Se non in un modo estremamente marginale. Ma, allora, procedendo per mere associazioni mentali si farebbe della psicanalisi freudiana, non un approfondimento etimologico.

Secondo un modo di procedere linguisticamente e storicamente fondato, se si postula un etimo greco, quest'ultimo dovrebbe corrispondere - in un modo un po' più "centrato" - al campo semantico in oggetto, dato che sarebbe storicamente del tutto infondato presupporre che la potente marineria greca dei bizantini non possedesse un termine ben specifico per equipaggio e lo confondesse con una voce foneticamente e semanticamente assai lontana quale κέλευσμα, del tutto inafferente.

Il problema di troppi studiosi dediti alla linguistica e all'etimologia è che si limitano a replicare studi e tradizioni accademiche senza una personale verifica e capacità critica sicché stupidaggini come quelle di cui stiamo trattando vengono proposte ai fruitori delle loro pubblicazioni per più di 170 anni ...

Sembra che non venga mai apprezzato il piacere della riflessività e della critica, così presente in altre discipline di studio ...

Mentre, come controprova oggettiva di queste sciocchezze, non si troverebbe mai nessuno studioso della lingua greca - greco, italiano o straniero - disposto ad avallare la stupidaggine che κέλευσμα e πλήρωμα abbiano mai potuto rivestire alcuna reciproca comunanza semantica. Che siano foneticamente distanti appare evidente ...

E perché mai i genovesi avrebbero dovuto avere un comportamento così strampalato da dover ricorrere al greco per un concetto - l'equipaggio - e, mentre in questa lingua esisteva e risultava nota una voce ben specifica, assumerne un'altra che non c'entrava assolutamente nulla?

Come se in genovese e in italiano non esistessero, certamente già all'epoca, più di cento modi per indicare "incitamento", "comando", "ordine", "chiamata" ...

Mentre πλήρωμα costituiva il termine ufficiale adottato da una marineria nota, rispettata e ammirata - nella sua accurata organizzazione - dagli ammiragli genovesi ... cioè una parola greca di tutto prestigio ...

P.S.: esorbitando un attimo dal solo italiano, sia il Diez come qualunque altro studioso avrebbe potuto constatare l'evidente alternanza tra /r/ ed /s/, fonemi entrambi riscontrabili negli esiti delle lingue europee. È vero che spagnolo e portoghese hanno chusma, ma il francese ha chiourme. E il dubbio che l'alternanza fonetica provenisse dalla varietà linguistica (il genovese) all'origine del prestito - e che cosa quest'alternanza significasse in questo sistema linguistico - se lo sarebbero potuto porre.

P.P.S.: inoltre, non andrebbe dimenticato che πλήρωμα risulta attestato in greco anche nel significato di nave in quanto ne costituiva il "riempimento", il "contenuto", il "motore vivo" - in grado di "animarla" -, in assenza del quale l'imbarcazione altro non era se non un ammasso di strutture lignee e vele, preda degli elementi naturali, totalmente sordo a qualsiasi "ordine" o "incitamento" umano.
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Ferdinand Bardamu
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Mi complimento con lei e la ringrazio per codesta brillante analisi, davvero convincente sotto ogni aspetto. Aggiungo solo il collegamento alla voce πλήρωμα del Liddel-Scott e il riferimento al basso latino celeuma, citato nella nota etimologica della voce «Chiourme» del CNRTL. Celeuma, stando al Du Cange, è citato in una Vita Sancti Wilfridi e in una Vita Sanctae Genovefae (se non ho capito male, entrambi risalenti a un periodo che va dal secolo X al secolo XII).
Ligure ha scritto: dom, 17 ott 2021 23:09E, a sua volta, /'ʧy:ŕma/ era l'ipercorrezione di /'ʧi:ŕma/, dal momento che, nella pronuncia popolare, si poteva avere /i/ per /y/.
Cos’intende qui per ipercorrettismo? Voglio dire: perché /y/ dovrebbe «ipercorreggere» /i/? La ragione è tutta interna al sistema del genovese?
Ligure
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ligure »

Ferdinand Bardamu ha scritto: lun, 18 ott 2021 14:23 Mi complimento con lei e la ringrazio per codesta brillante analisi, davvero convincente sotto ogni aspetto. Aggiungo solo il collegamento alla voce πλήρωμα del Liddel-Scott e il riferimento al basso latino celeuma, citato nella nota etimologica della voce «Chiourme» del CNRTL. Celeuma, stando al Du Cange, è citato in una Vita Sancti Wilfridi e in una Vita Sanctae Genovefae (se non ho capito male, entrambi risalenti a un periodo che va dal secolo X al secolo XII).
Sono io a ringraziarla per quanto lei scrive e per la sua valutazione, che io considero sempre molto.

La ringrazio molto anche per l'importanti citazioni da lei riferite, che, per altro, continuano l'etimo greco κέλευμα, anch'esso attestato ed evidentemente privo di /s/. Ma, appunto come "cantus nautarum" vel sim..

Alcuni etimologisti ritengono che il κέλευμα greco possa costituire l'etimo del termine siciliano che indica i canti tradizionali di tonnara, ma si tratta di un mondo di cui so troppo poco e, per altro, qui ci si trova su un filone dedicato alla lingua italiana.
Ferdinand Bardamu ha scritto: lun, 18 ott 2021 14:23
Ligure ha scritto: dom, 17 ott 2021 23:09E, a sua volta, /'ʧy:ŕma/ era l'ipercorrezione di /'ʧi:ŕma/, dal momento che, nella pronuncia popolare, si poteva avere /i/ per /y/.
Cos’intende qui per ipercorrettismo? Voglio dire: perché /y/ dovrebbe «ipercorreggere» /i/? La ragione è tutta interna al sistema del genovese?
Sì, lei ha compreso perfettamente. Comunque, le rispondo con un esempio specifico nel filone dedicato per non esorbitare rispetto alla focalizzazione sulla storia della lingua.
Ligure
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ligure »

Ferdinand Bardamu ha scritto: lun, 18 ott 2021 14:23 Mi complimento con lei e la ringrazio per codesta brillante analisi, davvero convincente sotto ogni aspetto. Aggiungo solo il collegamento alla voce πλήρωμα del Liddel-Scott e il riferimento al basso latino celeuma, citato nella nota etimologica della voce «Chiourme» del CNRTL. Celeuma, stando al Du Cange, è citato in una Vita Sancti Wilfridi e in una Vita Sanctae Genovefae (se non ho capito male, entrambi risalenti a un periodo che va dal secolo X al secolo XII).
Mi permetto d'aggiungere quelli che sembrano essere esempi della lingua italiana - forse, desueti - e che sembrano mostrare un'evoluzione semantica - per altro compatibile - del significato di "cantus nautarum" vel sim..

Sono anche riportati i commenti di singoli lettori/utenti.

È inevitabile che, poi, il singolo utente mischi tutto - indebitamente - coll'etimologia di ciurma.

Ma non avrebbe senso aspettarsi che il singolo utente possa essere esperto di genovese arcaico e di greco bizantino.

Ripete ciò che ha letto in quanto, mediamente, non può avere né l'interesse né la cultura o le capacità critiche occorrenti per poterlo contestare. È ovvio.

Questa constatazione sull'evidente asimmetria insita nella ricerca scientifica e nella conseguente comunicazione dei dati di studio ottenuti dovrebbe, tuttavia, accrescere ancora di più il senso di responsabilità degli etimologisti, soprattutto prima di rifilare ai lettori ipotesi strampalate.

Ecco testo e riferimenti:

https://faustoraso.blogspot.com/2012/01/lo-sciloma.html

P.S. Qui pare chiudersi il cerchio anche in merito ai termini siciliani relativi ai canti di mattanza, cui ebbi modo d'accennare. Relativamente ai quali un derivato di κέλευμα nel senso d'invocazione, che altro non è se non una chiamata - di tipo "particolare" -, può starci, mentre سلام , salām, che, nel mondo arabo indica la "pace", ma non certamente la preghiera né alcun tipo d'invocazione, appare indubbiamente fuori luogo.

A chi avesse assistito (e neppure "dal vivo") anche solo a qualche scena di "mattanza" - e non riferisco alcun dettaglio per rispetto di tutti e, soprattutto, degli utenti animalisti - non sarebbe davvero mai venuto in mente il riferimento a سلام, salām ...

P.P.S.: se, effettivamente, la voce sciloma risulta attestata, sia pure a un livello d'italiano popolare, ciò implica, dato che la nostra lingua deriva dal latino volgare, che essa non possa provenire se non da uno stadio evolutivo del tipo di celeuma - nel senso di "canto rituale", "cantilena", da cui discorso lungo e noioso -. Quindi il "fantasticato" clusma del latino volgare non è mai esistito - altrimenti, avremmo un termine ben diverso anziché sciloma -, mentre l'evoluzione semantica è proseguita nel senso di discorso noioso, non certamente d'equipaggio d'un'imbarcazione, che non c'entra nulla.

Sembrerebbe, quindi, che anche la lingua italiana abbia avuto un derivato di κέλευμα - per altro, nella versione priva d'/s/ e, probabilmente, non per derivazione diretta dal greco, ma tramite il latino -.

Mentre un esito del tardo latino quale celeuma<κέλευμα (non clusma) - se davvero fosse transitato attraverso il genovese - sarebbe pervenuto all'italiano caratterizzato dal fonema iniziale della pronuncia tradizionale di zuppa, non di quella di ciurma ...
Ultima modifica di Ligure in data mer, 20 ott 2021 14:45, modificato 1 volta in totale.
Avatara utente
Ferdinand Bardamu
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Iscritto in data: mer, 21 ott 2009 14:25
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Grazie. Per chiudere, riporto la nota etimologica del Battaglia alla voce «Scilòma»:
Grande Dizionario della Lingua Italiana s.v. «Scilòma» ha scritto:Variante regionale di celeuma; cfr. genov. cialümma ‘gozzovigliata’, sicil. cialoma, scialoma ‘rumore di persone che chiacchierano’, e corso ciloma ‘canto di marinai’[.]
Notiamo l’esito genovese del latino celeuma (a sua volta un grecismo), il cui significato è un’estensione dell’accezione originaria («comando o grido che il capo della ciurma dava per scandire il ritmo della voga») e soprattutto di quella che ha assunto nel latino medievale («canto di marinai»). Quest’esito è perfettamente regolare sotto l’aspetto della fonetica storica, giusto?
Ligure
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Iscritto in data: lun, 31 ago 2015 13:18

Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ligure »

Grazie a lei. Ho appena aggiunto una breve nota al mio messaggio precedente, ma non m'ero accorto che lei stesse scrivendo. Poco male!

Siccome il contenuto permane valido, lo riscrivo: "Mentre un esito del tardo latino quale celeuma<κέλευμα (non "clusma") - se davvero fosse transitato attraverso il genovese - sarebbe pervenuto all'italiano caratterizzato dal fonema iniziale della pronuncia tradizionale di zuppa, non di quella di ciurma ...".

In genovese la voce cialümma /ʧa'lymma/ risulta, ormai, desueta, ma, se fosse stata di derivazione diretta dal lat. volgare, sarebbe stata pronunciata e registrata mediante /s-/</ʦ-/. Ma così non è. In quanto aveva come fonema iniziale /ʧ-/. Per altro, non è voce veramente genovese né ligure.

In genovese gode d'un'attestazione molto tarda - 1637 -.

Non ebbe mai valore d'invocazione o canto rituale. Valeva "gozzoviglia" e, in varietà provinciali, "pasticcio", "imbroglio", "fanghiglia". Fa semplicemente parte degli "stereotipi" politicamente scorretti in base ai quali gli aspetti ritenuti negativi della realtà s'esprimono mediante comportamenti di altri, espressi "simulando" la loro lingua. Così come, in genovese, per non risultare volgari s'usava abitualmente - fino a pochi anni fa - il termine رمضان ,ramaḍān nel significato di chiasso:

https://en.wiktionary.org/wiki/%D8%B1%D ... #Etymology

https://en.wiktionary.org/wiki/ramadan# ... tive_forms,

assai probabilmente la voce cialümma venne presa da dialetti di marinai d'altra provenienza che avevano ancora conservato modalità ritualistiche - del tutto estranee, in generale, alla mentalità genovese e ligure - intese, per altro, riduttivamente come mero "clamore", "chiasso" e caratterizzate in modo quasi caricaturale. Ipotesi completamente "buonistiche" non consentirebbero di comunicare l'esatta espressività della voce - indicata come "voce bassa" nei lessici locali e desueta anche in quanto normalmente evitata -. Quale fosse la provenienza di questi dialetti - ormai - non è più dato sapere, ma, in essi, l'origine da κέλευμα sarebbe potuta risultare senz'altro etimologicamente ragionevole.

P.S.: tutte le considerazioni precedenti aiutano a comprendere che il lat. volgare ebbe celeuma, non "clusma", voce priva del fonema /s/ e caratterizzata da accentazione penultimale alla latina - in quanto un dittongo valeva quale vocale lunga -. Successivamente, il dittongo si semplificò, ma l'accentazione permase penultimale. Questa voce specifica mantenne il significato d'invocazione in un'accezione specificamente canora come frequentemente il ritualismo prevede. Ma non entrò mai nel dialetto genovese, se non in epoca molto tarda - 1637 -, quale prestito da altri dialetti e con accezione popolaresca, caricaturale. Né mai ebbe a che fare col significato di equipaggio né nel latino volgare né nella voce italiana né in quelle di altri dialetti italiani che dal lat. volgare derivano.

L'attestazione della voce che rappresenta l'etimo genovese della parola italiana "ciurma" è attestata già molti secoli prima coll'esclusivo significato di equipaggio né altri ne ebbe mai. Per tutte le ragioni esposte non può, foneticamente, costituire una derivazione dal lat. volgare celeuma e neppure dal greco κέλευμα. Si tratta, per altro, di voce originariamente terzultimale, la quale non può che costituire - date le specifiche caratteristiche fonologiche dell'idioma genovese - un prestito diretto dal greco πλήρωμα, assunto nella "pienezza" della propria accezione originaria - in uso nella marineria e, in greco, anche in altri settori - di equipaggio d'un'imbarcazione.

Quindi, la lingua italiana ha ricevuto, tramite percorsi diversi e non tutti riconosciuti esplicitamente dagli studiosi a seguito d'un'etimologia prescientifica - ormai vecchia di 170 anni - voci derivate, in ambiti distinti e con frequenze d'uso assai difformi, da entrambe le voci greche analizzate - κέλευμα e πλήρωμα -.

P.P.S.: per essere ancora più espliciti si può osservare - in modalità del tutto controfattuale - che, se la voce del lat. volgare celeuma avesse avuto un derivato diretto nel genovese, esso sarebbe stato il mai esistito çeŕouma *** /ʦe'ŕɔuma/, dal quale sarebbe stato possibile pervenire all'antenato ligure di ciurma soltando avvalendosi del volo dell'Ippogrifo ...

E se una voce quale /ʦe'ŕɔuma/ fosse mai esistita, allora anch'essa si sarebbe "evoluta" e la sua "evoluzione" altro non avrebbe potuto essere se non /ʦe'ŕɔuma/>/se'ŕɔuma/>/se'ɔuma/>/'sjɔuma/. Ma questa voce - pur fonologicamente impeccabile nell'ambito del sistema linguistico locale - non è mai esistita e non ha alcun significato ... Infatti, a Genova la voce ciurma si pronuncia tuttora come secoli fa (cioè quasi come in italiano, ma con /y/ anziché /u/). Evidentemente, tutte le considerazioni qui svolte non costituiscono che ulteriori riprove ... a conferma di quanto sostenuto.
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Millermann »

Anch'io ho trovato davvero interessante e convincente la sua analisi, e vorrei aggiungere qualche spunto curioso, sperando che possa essere utile.

Intanto, di sciloma s'era già trattato in questo fòro, sia pure in modo sbrigativo, in un filone dedicato. ;)

Tale termine ha assunto, nei vari dialetti, diverse forme: ad esempio, in siciliano anche cialoma, scialoma o ciloma.

Qui in Calabria (e, a quanto pare, anche in Campania), è presente la forma (femminile) ciròma, comunemente usata col significato di ‹chiasso, frastuono (di gente che parla ad alta voce)›. :)

In una Scheda d'archivio dell'Accademia della Crusca, riguardante il lessico e i modi di dire della «Frottola di lingua nova» si legge, inoltre:
c. 134 - Cilema, v. 203 – Centil. LXXII 63: “Stando i Franceschi senz’arme in cileme”. Pataff. IV 72: “Pur pissi pissi passera mi ciarli / e con ciloma sempre frottolando”. Cilema, ciloma, ed anche il sic. Scialoma, gen. Cialumma, cal. ciroma derivano ugualm. dal lat. basso celeuma, canticum nautorum (dal gr.), v. DEI.
Si nota, devo riconoscere, una certa somiglianza tra ciroma e ciurma, che non mi farebbe escludere totalmente un possibile legame... certo, però, la sua teoria mi convince di piú. :)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Infarinato »

Si veda anche l’amplissima trattazione del LEI, s.v. «celeuma/celeusma», vol. 14, coll. 750–63.
Allegati
celeuma_celeusma.pdf
«celeuma/celeusma», LEI, vol. 14, coll. 750–63
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Ligure
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ligure »

Millermann ha scritto: mer, 20 ott 2021 21:40 Anch'io ho trovato davvero interessante e convincente la sua analisi, e vorrei aggiungere qualche spunto curioso, sperando che possa essere utile.

Intanto, di sciloma s'era già trattato in questo fòro, sia pure in modo sbrigativo, in un filone dedicato. ;)

Tale termine ha assunto, nei vari dialetti, diverse forme: ad esempio, in siciliano anche cialoma, scialoma o ciloma.

Qui in Calabria (e, a quanto pare, anche in Campania), è presente la forma (femminile) ciròma, comunemente usata col significato di ‹chiasso, frastuono (di gente che parla ad alta voce)›. :)

In una Scheda d'archivio dell'Accademia della Crusca, riguardante il lessico e i modi di dire della «Frottola di lingua nova» si legge, inoltre:
c. 134 - Cilema, v. 203 – Centil. LXXII 63: “Stando i Franceschi senz’arme in cileme”. Pataff. IV 72: “Pur pissi pissi passera mi ciarli / e con ciloma sempre frottolando”. Cilema, ciloma, ed anche il sic. Scialoma, gen. Cialumma, cal. ciroma derivano ugualm. dal lat. basso celeuma, canticum nautorum (dal gr.), v. DEI.
Si nota, devo riconoscere, una certa somiglianza tra ciroma e ciurma, che non mi farebbe escludere totalmente un possibile legame... certo, però, la sua teoria mi convince di piú. :)
La ringrazio davvero per la sua valutazione e il suo contributo che, a mia volta, trovo molto interessante. In merito alla mia ricerca risultano molto importanti gli esiti dei dialetti meridionali, i quali - senza più dover necessariamente credere a ipotesi di sostrato o di contatti commerciali, sostanzialmente tramontate - mostrano, evidentemente, un'impressionante analogia - se pure caratterizzata da palatalizzazione "più moderata" - rispetto agli esiti liguri per quanto concerne cl- e pl- etimologici. Certo, la voce ciromma del napoletano antico e la voce italiana ciurma possono mostrare una certa assonanza, ma occorre altresì notare che la voce partenopea verace per ciurma - usata anche in riferimento a un gruppo di persone o animali - è chiorma ...

Cioè Napoli - che dovrebbe essere in qualche modo allineata col Meridione italiano, prescindendo da eventuali genovesismi o italianismi per ciurma - storicamente presenta due esiti locali ben distinti per ciurma e chiasso.

E, dato che una parte significativa delle coste italiane, oltre alla Liguria, erano abitate da popolazioni le cui lingue popolari non distinguevano tra gli esiti di cl- e pl- - per altro distinti da quelli di ce- e ci- etimologici -, siccome gli esiti originari meridionali non possono essere tanto lontani da quelli napoletani consistenti in ciromma e chiorma, tutti gli studiosi sembrano, ormai, concordare sulla necessità d'individuare due etimi distinti.

E, fin qui, tutto bene ...

Per altro, ciromma non può che venire da celeuma<κέλευμα, per quanto accentato "alla latina".

E, fin qui, ancora, tutto bene ...

Rimane, quindi, da individuare un etimo attendibile per ciurma. Cioè per chiorma e per le voci corrispondenti di tutti i dialetti meridionali assimilabili al napoletano e anche di quelli liguri che, in queste situazioni specifiche, si comportano esattamente come dialetti meridionali, sebbene con palatalizzazione "più spinta" (raramente raggiunta nel Meridione).

Benissimo!

Ma allora, perché mai - respinta l'ipotesi prescientifica del Diez, che ipotizzava una forma del lat. volgare mai riscontrata -, dal momento che si tratta di riscontrare un etimo per dialetti i cui esiti non mostrano alcuna differenza sia che provengano da pl- o da cl- (infatti, a Napoli si riscontrano cchiovə e cchiammə per "piove" e "chiamo" e, analogamente, a Genova - come in quasi tutta la Liguria - ciőve e ciammu), si continua a insistere su un etimo in cl- e a riproporre l'ennesimo avatar di celeuma anziché provare a identificare un etimo in pl- quale πλήρωμα, il quale funziona tanto per il genovese quanto per il napoletano e collima come accezione semantica col significato d'equipaggio?

A mio modestissimo avviso il non aver riflettuto su questa possibilità etimologica non consente altre vie di scampo.

Obbliga, infatti, ad aver scacciato tramite la porta l'ipotesi del Diez per, poi, consentirle di rientrare dalla finestra. Obbliga, cioè, anziché ammettere che si tratti, effettivamente, di voci distinte - quali esse sono -, a postulare nuovamente un'origine comune (ad es., per ciromma e chiorma), assumendo che il prestito rappresentato da celeuma sia stato acquisito due volte - a grande distanza temporale tra loro - e a effettuare "mille manipolazioni" - non attestate - su questo povero etimo per fargli ammettere - "sotto tortura" - tutto ciò che potrebbe far "quadrare il cerchio" ...

Ma l'ammissione di un derivato di celeuma, presentatosi dopo tanti secoli e in grado di aver prodotto un esito in cl- - proprio come "faceva comodo" e di cui non si riscontra alcuna attestazione! - costituisce davvero un'ipotesi attendibile o rappresenta soltanto l'effetto delle "manipolazioni" cui è stato sottoposto il "teste"?

Mentre continuava a esistere un candidato in pl-, apparentemente più che adeguato, cui nessuno aveva mai prestato la benché minima attenzione ... il quale rischia di farla franca ... se non s'accetta di poter perseguire due ipotesi etimologiche distinte ...per voci diverse e campi semantici differenti ...
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Ligure ha scritto: gio, 21 ott 2021 11:33[O]ccorre altresì notare che la voce partenopea verace per ciurma - usata anche in riferimento a un gruppo di persone o animali - è chiorma
Rimango convinto della bontà della sua ipotesi; mi chiedo però ora come sia giustificabile il suono /ɔ/ o /o/ (ignoro l’esatta pronuncia) del napoletano: forse si può supporre una metatesi da plíroma a pliòrma?
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Carnby »

Se ho ben capito, ricapitoliamo.
  • ipotesi tradizionale: ciurma < genovese ciusma < latino volgare *clusma < greco κέλευσμα ‘incitamento (dei rematori)’;
  • ipotesi alternativa: ciurma < genovese ćüžma < genovese *ćiŕma < greco bizantino plíroma < greco πλήρωμα ‘equipaggio’.
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ligure »

Ferdinand Bardamu ha scritto: gio, 21 ott 2021 11:44
Ligure ha scritto: gio, 21 ott 2021 11:33[O]ccorre altresì notare che la voce partenopea verace per ciurma - usata anche in riferimento a un gruppo di persone o animali - è chiorma
Rimango convinto della bontà della sua ipotesi; mi chiedo però ora come sia giustificabile il suono /ɔ/ o /o/ (ignoro l’esatta pronuncia) del napoletano: forse si può supporre una metatesi da plíroma a pliòrma?
Ovviamente, accetterei ben volentieri anche critiche di qualsiasi tipo. Sono, prevalentemente, motivato a capire davvero, anche se la soluzione vera dovesse essere un'altra, pur rendendomi conto che il problema etimologico è complesso e, probabilmente, non al livello delle mie capacità. Qualsiasi ipotesi convincente m'interessa. Ciò detto, pur non essendo affatto un esperto di napoletano - e, quindi, personalmente inattendibile sulle condizioni di apertura/chiusura delle vocali di questo idioma (di cui ho scarsa esperienza diretta) -, ritengo che l'ipotesi della metatesi regga, risultando questo fenomeno frequente, in napoletano, nel caso di /r/. Ripensandoci, per altro, lo stesso processo potrebbe essersi verificato anche in genovese, dialetto in cui - prima della recente italianizzazione - esso risultava particolarmente diffuso.

P.S.: la forza dell'ipotesi etimologica costituita da πλήρωμα consiste nel fatto che non obbliga a postulare due distinte vie evolutive che, poi, in realtà convergono sullo stesso etimo - κέλευσμα -, il quale si sarebbe affacciato una prima volta sui nostri lidi nella versione κέλευμα>ciromma - il che pare "tornare" - e una seconda, a distanza di molti secoli, in una modalità talmente "plasmabile" che se ne possa essere tratto di tutto ... incluso chiorma e quant'altro ...

La sua debolezza, pur facendo riferimento a linguaggi popolari - originariamente non scritti -, è che ne mancano attestazioni.

P.P.S.: ho appena trovato in rete un riferimento a militi romani definiti - in latino - pleromarii. M'è sembrato interessante in quanto risulta, evidentemente, collegato a πλήρωμα.
Ultima modifica di Ligure in data gio, 21 ott 2021 20:09, modificato 1 volta in totale.
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Re: Etimologia di «ciurma»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Ligure ha scritto: gio, 21 ott 2021 14:42P.P.S.: ho appena trovato in rete un riferimento a militi romani definiti - in latino - pleromatarii, ma, evidentemente, non l'ho salvato adeguatamente. Ricercherò ancora. M'era sembrato interessante in quanto non poteva non fare riferimento a πλήρωμα.
Si riferisce a questo? Qui si trova la forma derivante dal tema del nominativo, pleromarii; il significato fornito è (traduco): «Barcaioli che dividevano con gli scapharii e i tabularii il servizio dei trasporti sul Tevere tra Ostia e Roma». Pare che la parola si trovi in un’epigrafe rinvenuta a Ostia, ciò che fa pensare che il grecismo da cui deriva avesse una certa diffusione popolare (nel rimando a Google Libri si dice che pleromata designava le navi da trasporto).
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