Etimologia di «terrone»

Spazio di discussione dedicato alla storia della lingua italiana, alla sua evoluzione e a questioni etimologiche

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Intervento di Scilens » mer, 19 mar 2014 14:08

Avevo considerato anche 'polentone', ma ricordo che era citato come curiosità e parola buffa, non era usato allo stesso modo di terrone.
Cercherò d'informarmi nei prossimi giorni.
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.

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Intervento di Carnby » mer, 19 mar 2014 14:28

Polentone non si è mai usato qui. Gli italiani non toscani erano divisi popolarmente in «quelli dell'alt'Italia» e in «siciliani». Anche perché di polenta qui se ne mangiava molta in passato (prima di farina di castagne, poi di granturco), quindi non era sufficiente per indicare i settentrionali...

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Intervento di Infarinato » mer, 19 mar 2014 14:38

[Avviso d’ipertoscanismo razzistico]

Un [bastardissimo] cugino di mia madre (ancorché poi illustrissimo professore dell’ateneo pisano) era uso distinguere i non toscani in «meridionali del Nord(e)» e «meridionali del Sud(de)».

Il mi’ nonno [materno], invece, anch’egli pisano, quando sentiva parlare qualcuno con un forte accento meridionale, diceva: «Lu’ lí dev’esse’ ddi Livorno!». :D

[/Avviso d’ipertoscanismo razzistico]

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Intervento di bubu7 » mer, 19 mar 2014 14:41

Carnby ha scritto:Polentone non si è mai usato qui...
Si tratta[va] di un termine usato per lo più dai meridionali emigrati al Nord, per reazione al venir apostrofati terroni.

I due termini non sono proprio paragonabili non essendoci mai stata una vera emigrazione di massa di settentrionali al Sud.
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič

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Intervento di Scilens » mer, 19 mar 2014 14:43

Carnby ha scritto:Polentone non si è mai usato qui.
Infatti non si è mai usato.
Alta Italia forse è la parola giusta. C'erano dei veneti, ma erano chiamati per cognome, perché già quello li distingueva come forestieri.

In tempo di guerra si mangiava parecchia farinata, e tanti necci, sempre di farina di castagne.

L'identificare tutti i meridionali come 'siciliani' credo che sia più tardo e più comune nell'Empolese, dove più tardi (anni 60-70?) venivano chiamati, dispregiativamente questa volta, 'sicci'.

Prima invece era più conosciuta Napoli e anche un pugliese poteva essere chiamato napoletano.
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.

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Intervento di Scilens » mer, 19 mar 2014 15:10

Infarinato ha scritto:[Avviso d’ipertoscanismo razzistico]

Un [bastardissimo] cugino di mia madre (ancorché poi illustrissimo professore dell’ateneo pisano) era uso distinguere i non toscani in «meridionali del Nord(e)» e «meridionali del Sud(de)».

Il mi’ nonno [materno], invece, anch’egli pisano, quando sentiva parlare qualcuno con un forte accento meridionale, diceva: «Lu’ lí dev’esse’ ddi Livorno!». :D

[/Avviso d’ipertoscanismo razzistico]
Scusi se m'era sfuggito, ;) noi si diceva "di Lucca" ;)
(o anche "di Rezzo")

Ma non è razzismo però, è campanilismo!
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.

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Intervento di Ferdinand Bardamu » mer, 19 mar 2014 15:18

Scilens ha scritto:Il mi’ nonno [materno], invece, anch’egli pisano, quando sentiva parlare qualcuno con un forte accento meridionale, diceva: «Lu’ lí dev’esse’ ddi Livorno!».
Mio padre, sentendo qualcuno che parla con accento meridionale, dice qualche volta «El gà da èsare de Caorle» (=dev’essere di Caorle), ma non ci sono implicazioni campanilistiche: potrebbe pure citare Albignasego, San Donà di Piave o Buttapietra. È solo un modo ironico per dire «non veneto».

E, a proposito di quel che diceva sopra Merlu, confermo — purtroppo — che molti qui considerano terroni tutti quelli che stanno sotto il Po. :?

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Intervento di Infarinato » mer, 19 mar 2014 15:33

Scilens ha scritto:Ma non è razzismo però, è campanilismo!
Nel secondo caso, sicuramente (…e poi il mi’ nonno era bòno come il pane).

Nel primo, non ne sarei cosí sicuro, anche se, a onor del vero (e a parziale discolpa del mi’ biscugino), la prima attestazione di quella definizione fu in risposta a un settentrionale [un po’ bischero, se non proprio «razzista»], che, cercando l’approvazione del suo interlocutore, si lamentava d’un terzo individuo dicendo: «Ah questi meridionali!». Al che il professore, ben consapevole dell’effetto che aveva quel sostantivo nel suo collocutore, prontamente rispose: «Guardi, per noi toscani ci sono i meridionali del Sud… e quelli del Nord». :mrgreen:

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Intervento di Carnby » mer, 19 mar 2014 16:31

Scilens ha scritto:L'identificare tutti i meridionali come 'siciliani' credo che sia più tardo e più comune nell'Empolese, dove più tardi (anni 60-70?) venivano chiamati, dispregiativamente questa volta, 'sicci'.
Sicci l'ho sentito, ma l'ho sempre percepito come gergale, non vernacolo.

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Intervento di Scilens » mer, 19 mar 2014 18:59

Infarinato ha scritto:
Scilens ha scritto:Ma non è razzismo però, è campanilismo!
«Guardi, per noi toscani ci sono i meridionali del Sud… e quelli del Nord». :mrgreen:
I toscani hanno sempre sentito di non entrarci nulla con quelli del nord né con quelli del sud, anche se la locuzione 'meridionali del nord' non l'ho mai sentita. Però, devo dire di percepire una certa affinità con i siciliani. Non so il perché.
Non li capisco del tutto a parlare, ma c'è qualcosa di comune nella lingua, che non identifico.
Forse non solo qualche novella simile. E due volte, trovati siciliani nel nord, mi son sentito dire che eravamo uguali, a differenza della distanza da loro sentita coi 'nordici'.
Sono molto ignorante, purtroppo, chiedo venia.
Ultima modifica di Scilens in data mer, 19 mar 2014 19:04, modificato 1 volta in totale.
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.

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Intervento di Scilens » mer, 19 mar 2014 19:01

Carnby ha scritto:
Scilens ha scritto:L'identificare tutti i meridionali come 'siciliani' credo che sia più tardo e più comune nell'Empolese, dove più tardi (anni 60-70?) venivano chiamati, dispregiativamente questa volta, 'sicci'.
Sicci l'ho sentito, ma l'ho sempre percepito come gergale, non vernacolo.
Sicci (= 'tamarri') è un termine di gergo giovanile che prima della fine degli anni '60 del secolo scorso non esisteva. Non sarebbe venuto in mente a nessuno di affibbiarlo ai siciliani, che erano chiamati 'ciliani' (per risparmio?)
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.

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Intervento di Carnby » mer, 19 mar 2014 20:54

Scilens ha scritto:Però, devo dire di percepire una certa affinità con i siciliani. Non so il perché.
Non li capisco del tutto a parlare, ma c'è qualcosa di comune nella lingua, che non identifico.
Forse non solo qualche novella simile. E due volte, trovati siciliani nel nord, mi son sentito dire che eravamo uguali, a differenza della distanza da loro sentita coi 'nordici'.
Sono molto ignorante, purtroppo, chiedo venia.
Per due ragioni, caro Scilens:
  • perché siciliano e toscano appartengono alla «famosa» Romània orientale, mentre i settentrionali sono «romanzi occidentali» pur avendo come lingua tetto un idioma orientale (l'italiano di base toscana);
  • perché, al di là della distinzione tra «romanzo occidentale» e «orientali», ci sono idiomi più conservativi (meno distanti dal latino) e idiomi più innovativi; il toscano, il siciliano, il veneto, lo spagnolo e (soprattutto) il sardo sono tra i primi, il «gallo-italico», l'«alto-meridionale», il francese, il portoghese e il rumeno tra i secondi.

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Intervento di valerio_vanni » mer, 19 mar 2014 21:03

Scilens ha scritto:I toscani hanno sempre sentito di non entrarci nulla con quelli del nord né con quelli del sud
Qui, al confine tra Romagna e Toscana, la crisi d'identità è ai massimi livelli: si parla di toscani e romagnoli in terza persona. In ogni caso il dubbio è tra il Nord e il Centro, il Sud mi pare lontano.

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Scilens
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Intervento di Scilens » mer, 19 mar 2014 21:32

A quel che vedo la crisi d'identità è a tutti i livelli.
Tutti nutrono il dubbio di essere qualcosa e pare più facile stabilire cosa non si è.
L'amore per la propria cultura pare colpevole, perché esclude chi non ci rientra. Ma sono problemi inutili, perché non c'è contrasto tra un romagnolo e un moldavo, un gallo o un etrusco: qui la terra si coltiva come conviene, secondo tradizione, le parole sono adatte al lavoro, alla flora, non ci sono contrasti. Se qualcuno si sente solo italiano, né toscano, né romagnolo, è perché viene di fuori, non è del posto.
Farà bene a scegliere e se non ha radici farà bene a metterle, perché si è dimezzati a vivere senza attaccamento alla terra Madre.
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.

valerio_vanni
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Intervento di valerio_vanni » mer, 19 mar 2014 23:33

Scilens ha scritto:Se qualcuno si sente solo italiano, né toscano, né romagnolo, è perché viene di fuori, non è del posto.
Farà bene a scegliere e se non ha radici farà bene a metterle, perché si è dimezzati a vivere senza attaccamento alla terra Madre.
Non mi trovo d'accordo.
Più semplicemente, è di un posto ancora più specifico.
Non penso che sia una particolarità della mia zona, probabilmente capita in tutte le zone di confine.
Italiani ci si sente sicuramente (quale sarebbe l'alternativa?), così come ci si sente della propria terra. Solo che la propria terra può non corrispondere alle regioni, dato che sotto vari aspetti (compreso quello linguistico) non è associabile in maniera forte né all'una né all'altra.
C'è ovviamente una risposta "burocratica" alla domanda "sei X o sei Y?", dato che le zone di confine sono o di una provincia o dell'altra, ma la terza persona plurale rivela una presa di distanza in entrambe le direzioni.

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