«Crisi», «critico», «criticare»

Spazio di discussione dedicato alla storia della lingua italiana, alla sua evoluzione e a questioni etimologiche

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rossosolodisera
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«Crisi», «critico», «criticare»

Intervento di rossosolodisera » mar, 20 mag 2014 21:02

Ho in testa che queste tre parole e loro declinazioni, coniugazioni, compresi i sensi figuratie le locuzioni, siano etimologicamente imparentate e abbiano radice comune.
Almeno 15 anni fa seppi che il significato etimologico di crisi (gr. κρίσις) fosse cambiamento, o meglio scelta (che comunque porta a un cambiamento).
In effetti c'è un ampio spettro semantico:
1) qualcosa che è al limite (temperatura critica : non mi ricordo bene, ma in fisica e in chimica quando c'è qualcosa di critico vuol dire che è una soglia oltre la quale o sotto la quale" cambia qualcosa")
2) drammatico, difficile (momento critico, situazione critica);
3) critica (sost.) in senso neutro (critica ad un'opera artistica)
4) critica con sfumatura negativa (come si permette dimuovermi critiche, proprio lei ?), e stessa sfumatura negativa per il verbo (criticare);
5) critico: colui che per mestiere esercita il punto 3

Il mio dizionario etimologico (cartaceo) è molto sbrigativo, non si sofferma.
Ho ragione ad individuare una comune etimologia o no ?

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Animo Grato
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Intervento di Animo Grato » mer, 21 mag 2014 13:38

Sì, l'origine di tutte queste parole è la stessa. Il verbo greco da cui derivano (κρίνω, "crino") significa "giudicare" (e κριτής, "critès", è il giudice). Corrisponde, anche come radice, al latino cerno, da cui, in italiano, "discernere" e, appena un po' più mascherato, "discriminare". L'idea di fondo è sempre la stessa: giudicare basandosi sulle differenze discriminanti (appunto), che quindi possono segnare la soglia da una condizione ad un'altra (il Suo punto 1); mettere in discussione (3, 4 e 5), sospendendo le rassicuranti certezze dello status quo (punto 2), e non escludendo un possibile cambiamento (la Sua premessa).
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