«L’un l’altro» vs «L’uno all’altro»

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Marco1971
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«L’un l’altro» vs «L’uno all’altro»

Intervento di Marco1971 » mar, 11 ott 2005 22:20

Rileggendo una traduzione dell’amico Miku, è sorta la questione della differenza tra le due locuzioni in oggetto. Secondo me, la prima si adopera quando il costrutto è transitivo diretto (senza preposizione): amarsi, aiutarsi l’un l’altro (X ama/aiuta Y e Y ama/aiuta X); invece occorre impiegare la seconda espressione quando il costrutto richiede la preposizione a: stringersi l’uno all’altro (X si stringe a Y e Y si stringe a X). Gli esempi letterari confermano tale distinzione (mi limito all’Otto e al Novecento, ma gli esempi sono uguali anche prima):
Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis:

…quantunque imitino i lor primitivi parenti e si trucidino perpetuamente l’un l’altro, vivono e si propagano. [Trucidare qualcuno]

Manzoni, I promessi sposi (1827):

I commensali si guardarono l’un l’altro maravigliati. [Guardare qualcuno]

D’Annunzio, Pagine del libro segreto:

Sembrano impazienti di superare l’un l’altro, folli in dar tutto, in dare col canto la gola e il petto e l’esile cuore. [Superare qualcuno]

*********************************

Leopardi, Lettere:

…dopo un lungo intervallo che non ci avevamo quasi piú scritto l’uno all’altro. [Scrivere a qualcuno; notare, per inciso, il bello e arcaico ausiliare… ;))]

Verga, Vagabondaggio:

Avevano passeggiato insieme per quella stradicciuola fangosa, sotto i pioppi, stringendosi l’uno all’altro, nella sera che li celava. [Stringersi a qualcuno]

Tozzi, Altre novelle:

La mattina i due fratelli avevano avuto da leticare perché si davano la colpa l’uno all’altro di aver sciupato parecchi barili di vino… [Dare la colpa a qualcuno]
Commenti? Contestazioni? Grazie a chi vorrà rispondere.

Brazilian dude
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Intervento di Brazilian dude » gio, 20 ott 2005 2:20

Interessante. In portoghese e specie in spagnolo esiste l'oggetto diretto retto dalla preposizione a, che compare soprattutto davanti a parola indicante persona o cosa personificata. Questa possibilità non l'ho mai vista in italiano. L'uno all'altro ne sarebbe un esempio? Mi piacerebbe molto se qualcuno potesse commentare al riguardo.

Solo per illustrare questo oggetto diretto preposizionale:
Portoghese: Amar a Deus sobre todas as coisas.
Spagnolo: Amar a Dios sobre todas las cosas.
Italiano: Amare Dio sopra tutte le cose.

Brazilian dude

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Intervento di Marco1971 » gio, 20 ott 2005 13:06

In italiano, caro Brazilian, l’oggetto diretto non può mai essere introdotto da una preposizione (mentre in alcune varietà regionali meridionali sí («Salutami a Luigi» vs stàndaro «Salutami Luigi»).

avemundi
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Due dubbî

Intervento di avemundi » mer, 02 nov 2005 15:13

1. "Otto e Novecento" mi sembra sufficientemente chiaro, soprattutto grazie alla maiuscola. La grafia "Otto- e Novecento" sarebbe a Suo giudizio pedante?

2. "Bello e arcaico ausiliare" è una frase pressoché impronunciabile, ché, se uno non scandisce, diventa "bellarcaicausiliare".
a. Se fosse lecito sbarazzarsi dell'endiadi (che mi pare però faccia risaltare un ottimo concetto), scriverei semplicemente "vetusto", giacché mi pare che "vetusto" abbia in italiano un valore, una sfumatura o almeno un "retrogusto" positivo. "Povero e vetusto" di Par. VI, 139 è un accostamento geniale, antinomico solo a prima vista.
b. Per salvaguardare l'endiadi, scriverei "Ausiliare bello ed arcaico", con preferibile "d" eufonica, seppure fuori dal migliore standard.
c. Soluzione intermedia: "Bell'ausiliare arcaico".

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Re: Due dubbî

Intervento di Marco1971 » mer, 02 nov 2005 18:45

avemundi ha scritto:1. "Otto e Novecento" mi sembra sufficientemente chiaro, soprattutto grazie alla maiuscola. La grafia "Otto- e Novecento" sarebbe a Suo giudizio pedante?
Ben tornato! :)

Sí, la trovo pedante e antiestetica.
avemundi ha scritto:2. "Bello e arcaico ausiliare" è una frase pressoché impronunciabile, ché, se uno non scandisce, diventa "bellarcaicausiliare".
Veramente, con dizione rapida, mi sembra che diventerebbe «bellearcaicausiliare» (non credo si possa saltare «e»).
avemundi ha scritto:a. Se fosse lecito sbarazzarsi dell'endiadi (che mi pare però faccia risaltare un ottimo concetto), scriverei semplicemente "vetusto", giacché mi pare che "vetusto" abbia in italiano un valore, una sfumatura o almeno un "retrogusto" positivo. "Povero e vetusto" di Par. VI, 139 è un accostamento geniale, antinomico solo a prima vista.
b. Per salvaguardare l'endiadi, scriverei "Ausiliare bello ed arcaico", con preferibile "d" eufonica, seppure fuori dal migliore standard.
c. Soluzione intermedia: "Bell'ausiliare arcaico".
Quando ho chiesto commenti, mi riferivo all’argomento in oggetto, non alla lingua da me impiegata per trattarlo. Ma le sue considerazioni sono interessanti. Io manterrei lo stesso «bello e arcaico» (la d eufonica io l’avverto molto spesso cacofonica) — le pause non scritte le fa il lettore sensibile, come il musicista che sente la musica. ;)

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