Tanto...quanto

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Andrea D'Emilio
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Tanto...quanto

Intervento di Andrea D'Emilio » dom, 26 apr 2009 22:34

''Ma non è tanto la mia vita, alla quale in fin dei conti non manca nulla, è quanto il dolore che esiste nell'umanità...''. Quest'uso di tanto e quanto è scorretto, giusto?

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » dom, 26 apr 2009 23:24

A prima vista sembra una costruzione insueta. Come continua la frase? E chi è l’autore?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Andrea D'Emilio
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Intervento di Andrea D'Emilio » dom, 26 apr 2009 23:34

''Ma non è tanto la mia vita, alla quale in fin dei conti non manca nulla, è quanto il dolore che esiste nell'umanità tutta a farmi soffrire, specie se lo stesso dolore viene causato da umani. Perché farsi così male?''.
Bello ''insueto''! Non la conoscevo, grazie.
Ultima modifica di Andrea D'Emilio in data lun, 27 apr 2009 21:36, modificato 1 volta in totale.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » dom, 26 apr 2009 23:58

Bisognerebbe fare una ricerca, ma a me suona davvero falotico questo costrutto. :? Non si capisce bene quale valore attribuire a quanto. La frase «normale» sarebbe ...è quanto dolore esiste nell’umanità tutta a farmi soffrire...
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di PersOnLine » lun, 27 apr 2009 12:17

Se posso permettermi, per me la frase dovrebbe essere così: ''Ma non è tanto la mia vita, alla quale in fin dei conti non manca nulla, quanto il dolore, che esiste nell'umanità tutta, a farmi soffrire, specie se lo stesso dolore viene causato da umani. Perché farsi così male?''.
Io trovo che sia quell è - di troppo - a rendere la frase di difficile comprensione a una prima lettura, e volendo anche la mancata delle virgole nella seconda relativa.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » lun, 27 apr 2009 14:08

Ha ragione, cosí la frase non fa una piega. Non metterei tuttavia le virgole nella relativa, che mi pare limitativa (non il dolore in generale, ma quello che esiste nell’umanità tutta) e non esplicativa: «che esiste nell’umanità tutta» non si potrebbe sopprimere, è un’informazione essenziale al dolore di cui si parla.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di PersOnLine » lun, 27 apr 2009 22:43

Marco1971 ha scritto:Non metterei tuttavia le virgole nella relativa, che mi pare limitativa (non il dolore in generale, ma quello che esiste nell’umanità tutta) e non esplicativa: «che esiste nell’umanità tutta» non si potrebbe sopprimere, è un’informazione essenziale al dolore di cui si parla.
Non sarebbe stato più chiaro allora, da parte dell'autore, mettere la frase sotto questa forma: "quanto il dolore esistente nell'umanità tutta a farmi ..."?

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Intervento di Marco1971 » sab, 02 mag 2009 1:11

Scusi il ritardo. La costruzione col participio presente e quella col pronome relativo sono equivalenti, e non mi pare che si perda in chiarezza. La struttura participiale appare lievemente piú letteraria, o formale.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Federico » ven, 05 giu 2009 21:13

PersOnLine ha scritto:Se posso permettermi, per me la frase dovrebbe essere così:
Tento una spiegazione (fin troppo generosa): «non è tanto... quanto» è diventato, per enfasi, «non è tanto... quanto è» e successivamente «non è tanto... è quanto» con una sorta di dislocazione. Decisamente troppo.

Per beneficio d'inventario, anch'io trovo impossibili le virgole nella relativa.

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