Ho scomparito

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bubu7
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Ho scomparito

Intervento di bubu7 » gio, 09 feb 2006 12:30

Vorrei sapere se vi risulta qualche esempio d'autore sull'uso di scomparire con l'ausiliare avere, nel significato di non fare bella figura. Mi andrebbe bene anche un'indicazione al riguardo riportata da qualche grammatica o vocabolario.
Mi è stato segnalato (ed ho verificato) che quest'uso viene suggerito dal dizionario del Gabrielli.
Dell'uso del verbo in quest'accezione il Gabrielli fornisce una serie d'esempi d'autore in cui però non è presente il verbo nei suoi tempi composti.
L'unico esempio del verbo in un tempo composto non è d'autore: il tuo quadro [...] non ha scomparito di certo.

Un saluto a tutti.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » gio, 09 feb 2006 18:53

La questione è interessante. A parte il Gabrielli (nell’edizione in due volumi) solo l’ottimo DeAgostini (già Sàndron) riporta l’ausiliare avere per scomparire nell’accezione di ‘far brutta figura’ – l’edizione moderna monovolume del Gabrielli reca solo ‘essere’, ma Aldo vi si sarebbe certamente opposto. Se non ne ho rinvenuto attestazioni letterarie, è che il verbo non si usa molto spesso nelle forme composte. D’altra parte, oggi s’adopra scomparire piú comunemente nel senso di ‘sparire’ (e qui ‘essere’ è d’obbligo); forse allora per analogia, l’uso moderno ha sancito l’ausiliare ‘essere’ anche per il significato primo (scomparire ‘far brutta figura’ [1627]; ‘sottrarsi alla vista’ [1800]).

Credo però che l’ausiliare corretto sia avere (il Gabrielli in queste cose era precisissimo): come diciamo Ho sfigurato, dovremmo dire Ho scomparito, e l’ausiliare, nel caso di scomparire, servirebbe anche a tener distinti i significati. AMMA.

Gino Zernani
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Intervento di Gino Zernani » mer, 22 feb 2006 12:54

Caro Marco, incuriosito da quel suo "[io] ho scomparito" ho approfondito un po' la cosa. Sia lo Zanichelli/Zingarelli (edizione datata, primi anni '90) che il Conciso della Treccani sono concordi nell'indicare il verbo intransitivo. Ma aggiungono un'indicazione interessante (rinvenuta in entrambi i vocabolarii):
nelle accezioni n.1 si preferiscono le forme scompaio, scomparvi, scomparso; in quelle al n.2 scomparisco, scomparii, scomparito.
N.1 Sparire, sottrarsi alla vista; N.2 fare una brutta figura
.
Se così fosse, la stessa coniugazione del verbo sarebbe significativa dell'attribuzione semantica e non vi sarebbe necessità di differenziare l'ausiliare. E dunque: se le attestazioni storiche datano il significato 2 come antecedente al n.1, quali potrebbero essere le dinamiche storico linguistiche a sostegno dell'uso (prescrittivo) dell'ausiliare essere?

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » mer, 22 feb 2006 13:57

Gino Zernani ha scritto:Se così fosse, la stessa coniugazione del verbo sarebbe significativa dell'attribuzione semantica e non vi sarebbe necessità di differenziare l'ausiliare.
Sí, è vero, anche se il participio passato del primo significato può anche essere scomparito (che il Gabrielli dice raro).
Gino Zernani ha scritto:E dunque: se le attestazioni storiche datano il significato 2 come antecedente al n.1, quali potrebbero essere le dinamiche storico linguistiche a sostegno dell'uso (prescrittivo) dell'ausiliare essere?
Direi che spesso avviene per analogia: comparire ha l’ausiliare essere e rimonta al XIII secolo, quindi appare logico che il verbo risultante dall’aggiunta del prefisso s- prenda lo stesso ausiliare. C’è però un problema: lo stesso Gabrielli, che dà a scomparire (accezione 2) l’ausiliare avere, dà l’ausiliare essere a comparire nel senso di «far bella figura»... :? A questo punto, non so piú che pensare. Ma a ogni modo non abbiamo spesso occasione di adoperare questi verbi nei tempi composti (parlo ovviamente del significato «far bella/brutta figura»). ;)

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bubu7
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Intervento di bubu7 » mer, 12 apr 2006 11:34

Gino Zernani ha scritto: ... se le attestazioni storiche datano il significato 2 come antecedente al n.1, quali potrebbero essere le dinamiche storico linguistiche a sostegno dell'uso (prescrittivo) dell'ausiliare essere?
In mancanza di attestazioni letterarie per i tempi composti del verbo, nell’accezione che c’interessa, è difficile affermare che l’ausiliare originale fosse avere.
La spiegazione di Marco1971 che l’ausiliare essere, sempre per il significato ‘far brutta figura’, sia un’acquisizione successiva “per analogia”, si scontra col fatto che tutti i verbi italiani (della terza coniugazione) derivati dal latino parēre ‘mostrarsi’ vogliono l’ausiliare essere.
Sembra proprio che, anche per la nostra accezione, l’ausiliare primitivo possa essere stato essere e che l’analogia sia intervenuta, favorendo l’adozione dell’ausiliare avere, per la vicinanza di significato di altri verbi: si veda l’esempio di sfigurato riportato da Marco1971.
Se aggiungiamo il diverso trattamento che lo stesso Gabrielli riserva all’accezione contraria ‘far bella figura’ del verbo comparire, riportata molto opportunamente da Marco1971, rimane il dubbio sull’ausiliare originario della nostra accezione e sulle dinamiche che hanno portato al suo cambiamento.

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