Reggere l'urto o all'urto?

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Reggere l'urto o all'urto?

Intervento di Fausto Raso » gio, 28 mag 2009 19:15

“Il Barça trionfa a Roma. Caos, feriti e arresti ma la città regge l’urto”. Questo titolo, che campeggiava sulla prima pagina del quotidiano “E Polis” di oggi, contiene, a mio avviso, un errore. Il verbo reggere, in questo caso, si costruisce con la preposizione “a” perché è intransitivo e sta per “resistere”, “sopportare” e simili: la città regge “all” ’urto. Che cosa ne pensano i forumisti?
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » gio, 28 mag 2009 21:18

Non ci vedrei un errore: il verbo reggere assume spesso il senso di ‘resistere, sopportare’ anche in usi transitivi, specie in locuzioni cristallizzate, come si vede nel Treccani (e si guardi anche la trattazione nel Tommaseo-Bellini):

règgere 1 e. In alcune locuz., indica per lo più la capacità di resistere a una determinata azione, di mantenersi in una data condizione: r. l’acqua, di stoffa impermeabile che non lascia passare l’acqua, o di vino che, pure allungato, conserva forza e colore; r. il peso, di strutture e materiali sufficientemente resistenti; r. la ferma, riferito al cane che mantiene, cioè non interrompe anzi tempo, la ferma, o anche alla selvaggina che non si leva o fugge davanti al cane in ferma; r. il mare, di navi e imbarcazioni che per forma, assetto e docilità al governo possono affrontare senza grave rischio condizioni avverse di mare; r. il vino, l’alcol, riuscire a berne anche in abbondanza senza ubriacarsi o risentirne; r. la scommessa, accettarla nei termini proposti da altri; r. lo scherzo, stare allo scherzo, non aversela a male di scherzi a sé diretti. [...] i fiori tropicali reggono male ai nostri climi; le pirofile reggono bene al fuoco (o anche, con uso trans., reggono la fiamma, il calore).
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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