«Dovrebbero stare arrivando»

Spazio di discussione su questioni di carattere sintattico

Moderatore: Cruscanti

Intervieni
Avatara utente
bartolo
Interventi: 263
Iscritto in data: gio, 29 set 2005 17:04

«Dovrebbero stare arrivando»

Intervento di bartolo » lun, 27 lug 2009 14:07

Una persona mi chiede lumi sulla liceità dell'espressione in oggetto («Dovrebbero stare arrivando»), e, istintivamente, le rispondo in modo affermativo (aspetto progressivo dell'azione). Ma la "fastidiosa" giustapposizione "servile-fraseologico" rende perplesso anche me, tanto che una latente resipiscenza mi indurrebbe a correggermi e a dire che la costruzione col "per" e l'infinito sia, in questo caso, l'unica possibile («Dovrebbero stare per arrivare»). Aiuto.
:?

Gianluca
Interventi: 128
Iscritto in data: sab, 25 ago 2007 18:34

Intervento di Gianluca » lun, 27 lug 2009 22:02

«La perifrasi, col verbo stare all'infinito presente, può comparire come subordinata implicita o come infinito sostantivato:

Credevate di stare facendo una passeggiata?
Lo stare mangiando non vi esime dall'alzarvi in piedi»
(BOCCHIOLA MAX, GEROLIN LUDOVICO, Grammatica pratica dell'italiano dalla A alla Z, 154)

Pertanto non credo che «Dovrebbero stare arrivando» sia un'espressione corretta...

Avatara utente
bartolo
Interventi: 263
Iscritto in data: gio, 29 set 2005 17:04

Intervento di bartolo » mar, 28 lug 2009 9:14

Non capisco: gli esempi addotti non sono corretti?

Gianluca
Interventi: 128
Iscritto in data: sab, 25 ago 2007 18:34

Intervento di Gianluca » mar, 28 lug 2009 13:51

Mi scusi, caro Bartolo, ho saltato l'esse: «Pertanto non credo che ‹Dovrebbero stare arrivando› sia un'espressione scorretta...»

Avatara utente
bartolo
Interventi: 263
Iscritto in data: gio, 29 set 2005 17:04

Intervento di bartolo » mar, 28 lug 2009 15:31

Grazie :)

Gianluca
Interventi: 128
Iscritto in data: sab, 25 ago 2007 18:34

Intervento di Gianluca » gio, 30 lug 2009 1:11

Prego! :)

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9561
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » lun, 03 ago 2009 5:43

Sono costrutti assai recenti, e pesanti, direi proprio da evitare. Si può dire, piú snellamente, Dovrebbero essere in arrivo, Credevate di passeggiare?, Il mangiare non vi esime dall’alzarvi in piedi.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Avatara utente
bartolo
Interventi: 263
Iscritto in data: gio, 29 set 2005 17:04

Intervento di bartolo » lun, 03 ago 2009 10:47

Grazie anche a Marco. :lol:

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9561
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » lun, 03 ago 2009 16:05

Per isconsigliare queste strutture abbiamo l’appoggio della Grande Grammatica Italiana di Consultazione (GGIC, vol. II, p. 133):

– La perifrasi progressiva non può essere retta in genere da verbi modali. In qualche caso, come negli ess. (11)-(12), tale restrizione è rafforzata dal fatto che la perifrasi viene coniugata all’infinito, cosa di per sé problematica, come si è visto sopra (cfr. (3)). In ess. come (12), in cui è il modale che assume la forma perifrastica, interviene la restrizione generale riguardante i verbi stativi (v. sopra (6)):

(11 a.) ??Può stargli facendo fare le prove.
(11 b.) ??Doveva stargli spiegando la situazione.
(12) *Gli stava dovendo spiegare la situazione.

In queste frasi il modale è comunque interpretabile soltanto in senso «epistemico»: ossia, nell’accezione che esprime una supposizione, piuttosto che nell’accezione indicante «possibilità» o «dovere». Da ciò dipende l’esclusione di volere, che non possiede un’accezione epistemica.

(13 a.) *Voleva stargli spiegando la situazione.
(13 b.) *Gli stava volendo spiegare la situazione.


– Con i restanti verbi che reggono l’infinito, la perifrasi è esclusa se questi esprimono valori aspettuali in contrasto con il progressivo, come ad es. l’aspetto abituale nel caso di solere in (14), e quello incoativo in (15). Altrimenti la perifrasi è marginalmente possibile (v. 16); ma vedi anche (3) sopra):

(14) *Soleva star dicendogli delle frottole.
(15) *In questo momento comincia a star mangiando.
(16) ?Sapeva/Credeva di star facendo una corbelleria.


Tuttavia vediamo che nell’uso reale della lingua l’impiego dei modali con la perifrasi progressiva si va sempre piú affermando. Riporto solo due esempi pescati in Google Libri:

Potrebbe anche credere allo stereotipo secondo cui le donne straniere sono “dissolute”, o potrebbe stare cercando un modo di andarsene dal suo paese. (Jillian York, Morocco)

...ma essendo breve potrebbe stare facendo nella fine del Duettino una strofa di 4 versi dell'istesso metro per Edmondo, ed altri 4 per Edvardo. (Carteggio Verdi-Somma)

Come ho detto piú sopra, è quasi sempre preferibile ricorrere a un diverso giro di frase, e lasciare queste sgraziate e goffe costruzioni a chi non ha altre risorse. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9561
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » lun, 03 ago 2009 17:41

Aggiungo, per completezza, l’esempio (3) (p. 132):

– si usa scarsamente all’infinito, benché la restrizione non sia in questo caso assoluta:

(3 a.) Spero di non stare andando¹ troppo velocemente. (es. reale)
(3 b.) «...a Cosimo pareva di stare diventando fico lui stesso...» (I. Calvino, Il barone rampante)


Ricordo infine, soprattutto per chi ci segue da poco, il senso dei simboli:

*A = A è agrammaticale, inaccettabile
??A = A è molto anomalo, quasi agrammaticale
?A = A è leggermente anomalo, non perfettamente accettabile.

_______________
¹ Forma considerata ossimorica da Arrigo Castellani.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Avatara utente
bartolo
Interventi: 263
Iscritto in data: gio, 29 set 2005 17:04

Intervento di bartolo » mar, 04 ago 2009 10:32

Completissimo, come sempre. Grazie ancora! :lol:

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9561
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » mar, 04 ago 2009 18:59

Di nulla. :) Mi accorgo però che l’esempio dal carteggio Verdi-Somma non regge – e qui ci avrei messo una bella virgola disambiguante:

...ma essendo breve potrebbe stare, facendo nella fine del Duettino una strofa di 4 versi dell'istesso metro per Edmondo, ed altri 4 per Edvardo.

Nessuno se n’era avveduto?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Intervieni

Chi c’è in linea

Utenti presenti in questa sezione: Nessuno e 1 ospite