prudere

Spazio di discussione su questioni di carattere sintattico

Moderatore: Cruscanti

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irene
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Iscritto in data: ven, 02 dic 2005 22:07
Località: milano

prudere

Intervento di irene »

Qualcuno mi sa dire qualcosa sul verbo Prudere e Prurire?
Il verbo prudere non ha il participio passato. Come mai? Come potrebbe essere?
Prudere deriva da Prurire. In che modo?

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9608
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Intervento di Marco1971 »

Dal DELI (se lo compri! ;)):
Lat. parl. *prudere, con diss. e metaplasmo del class. prurire (da una radice che indica l’idea di ‘bruciore’), piuttosto che “da una contaminazione di prurire con rodere” come vorrebbe Alessio Problemi 1.
Per il resto rimando a un mio vecchio intervento. Si veda anche qui per altri verbi difettivi. :)

Bue
Interventi: 863
Iscritto in data: lun, 08 nov 2004 11:20

Re: prudere

Intervento di Bue »

irene ha scritto:Il verbo prudere non ha il participio passato.
E nemmeno quello presente, per questioni di... prudenza!

irene
Interventi: 20
Iscritto in data: ven, 02 dic 2005 22:07
Località: milano

Intervento di irene »

Ma perchè PRUSO non va bene?
io lo userò...
Avete altri interventi o informazioni che posso ricercare sui verbi difettivi? E su prudere/prurire?
Grazie mille

PersOnLine
Interventi: 1303
Iscritto in data: sab, 06 set 2008 15:30

Intervento di PersOnLine »

Ma prurire può essere ritenuto un verbo italiano? Perché si trova soltanto sul Treccani e sul De Mauro.

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9608
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Intervento di Marco1971 »

Senz’ombra di dubbio! È attestato sin dal Varchi (1503-1565), e l’adoperò anche il nostro caro Leopardi:

Vedi se il Forcellini o l’appendice ha nulla di ‘rodere’ in significato di ‘prurire’.

Ma è ormai obsoleto – il che non vuol dire «non italiano» ma semplicemente caduto dall’uso e impiegabile solo in uno stile molto letterario e arcaizzante.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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