Gli avverbi in "-oni"

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Fausto Raso
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Gli avverbi in "-oni"

Intervento di Fausto Raso » sab, 16 dic 2006 14:54

Molti forumisti non concorderanno con me su quanto sto per scrivere, anche perché sono smentito dai vocabolari e da illustri Autori (primo fra tutti il Manzoni). Ma tant’è. A mio avviso gli avverbi in -oni (cavalcioni, ginocchioni, etc.) – come tutti gli avverbi – non debbono essere preceduti dalla preposizione “a”: Giulio camminava carponi per non farsi vedere. Diciamo, per caso, a lentamente? Perché, dunque, a carponi, a ginocchioni, a tentoni e via dicendo?
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » sab, 16 dic 2006 22:18

Tra gli avverbi in -oni, alcuni s’adoprano senza preposizione, altri con o senza. Mi limito a due casi.

A cavalcioni è la forma prevalente (30 occorrenze nella LIZ) contro 3 senza la ‘a’. L’esempio piú antico è di Sacchetti:
...messer Dolcibene avendo fatto trarre le strabule al prete, lo fece salire su la botte a cavalcioni, e li sacri testicoli fece mettere per lo pertugio del cocchiume. (:D)
Anche nel Boccaccio troviamo la preposizione, nella forma a cavalcione (nella lingua antica sembrano piú diffuse le forme in -one).

Per carponi/carpone, invece, non si trovano esempi colla preposizione (o almeno io non ne ho trovati). Non so da che cosa dipenda questo diverso trattamento, ma non si può certo considerare errato un uso presente in tutta la tradizione letteraria dal Trecento a oggi, poiché la correttezza della lingua non sempre si rifà a criteri di pretta logica grammaticale.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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