farei sì che il traffico diminuisse

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Brazilian dude
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farei sì che il traffico diminuisse

Intervento di Brazilian dude » dom, 17 dic 2006 2:26

Ho letto questo quesito e apposita risposta nella rubrica Scioglilingua, del Corriere della Sera ( www.corriere.it/Rubriche/Scioglilingua ):
L'altro giorno leggevo alcune cose su internet ho trovato la seguente frase: "Se fossi il Sindaco Veltroni incrementerei i mezzi pubblici; [...] farei sì che il traffico DIMINUISSE". Mi sono immediatamente sorpreso su quanto potesse suonar male quel verbo e, se mi trovassi a dire una frase del genere, mi verrebbe spontaneo e "istintivo" pronunciare "fare sì che il traffico diminuisca", giusto, no? Le chiedo un parere e spero possa rispondermi presto.
Paolo

Sono d’accordo con lei.
E voi siete d'accordo con De Rienzo, che è d'accordo con Paolo? Io no. Il congiuntivo imperfetto viene richiesto dal verbo fare, che si trova al condizionale. È identico a Vorrei che tu fossi qui con me, che, nonostante si riferisca a un'azione nel presente, ha il verbo nell'imperfetto ubbidendo alla buona consecutio. O sbaglio?

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » dom, 17 dic 2006 2:54

In questo caso mi paiono possibili sia il congiuntivo presente, sia quello imperfetto. Il primo dà maggiore risolutezza all’affermazione; il secondo le conferisce minore forza e convinzione.

Bisogna forse distinguere tra il condizionale che esprime qualcosa che dipende da un’ipotesi e quello che esprime un desiderio in forma attenuata: in quest’ultimo caso, come nella frase che lei cita (con Vorrei...), appare possibile solo il congiuntivo imperfetto; nel caso dell’ipotetica, invece, non è escluso il congiuntivo presente in dipendenza da un condizionale presente.

Ora mi sfuggono i passi delle grammatiche in cui ciò è trattato. Appena li ritrovo, non mancherò di trascriverli. ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Bue
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Intervento di Bue » dom, 17 dic 2006 11:42

voto decisamente per il congiuntivo presente, anche se il passato non mi sembra tecnicamente sbagliato.
Ma, a orecchio (senza parlar di apodosi, protasi, protesi e prostate)

Far sì che qualcosa avvenga (adesso)
Aver fatto sì che qualcosa avvenisse (in passato)

Se io fossi Veltroni farei sì che il traffico diminuisca (ora).
Se io fossi stato Nerone avrei fatto sì che Roma non bruciasse (allora).

CarloB
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Intervento di CarloB » dom, 17 dic 2006 14:14

D'istinto, cioè sulla base del ricordo di quanto studiato a scuola, e a orecchio vorrei che il traffico diminuisse, così come voglio che il traffico diminuisca.
Non sarò io a contestare un illustre specialista, ma se provo a scrivere
auspicherei che il governo riduca le imposte
oppure
mi piacerebbe che lo studente capisca il concetto
mi sembra di commettere uno strafalcione. Sono obsoleto? :(

Bue
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Intervento di Bue » dom, 17 dic 2006 15:52

Io scriverei:
"mi piacerebbe che lo studente capisse concetto, e cercherei di fare in modo/far sì che lo capisca.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » dom, 17 dic 2006 16:35

Ecco quel che dice Luca Serianni (XIV, § 58, e; grassetto mio):
Se nella reggente figura il condizionale presente di un verbo indicante volontà, desiderio, opportunità (come volere, desiderare, pretendere, esser conveniente e simili; un’ampia lista in Moretti-Orvieto 1979: I 148), la dipendente si costruisce col congiuntivo imperfetto più spesso che col congiuntivo presente. Esempi: «E che vorrebbe ch’io facessi?» (Manzoni, I Promessi Sposi, II 20); «Io, figlia, non pretenderei che mia madre salisse per novanta, cento scalini» (Pirandello, Così è [se vi pare], V 28).
Infatti, con un verbo che non indica volontà/desiderio/opportunità, s’usa tranquillamente il congiuntivo presente, come nell’esempio riportato nella tabella (XIV, § 57):

Immaginerei che egli faccia bene.

Avrei immaginato che facesse bene.

Nell’esempio proposto da Brazilian dude, come ho scritto sopra, per me sono possibili i due congiuntivi, con sfumature diverse.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Federico
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Intervento di Federico » mar, 19 dic 2006 0:00

Secondo me l'unico problema di quella frase è che ci sono troppi condizionali e congiuntivi imperfetti, perdipiú dipendenti l'uno dall'altro. Ovvio che alla fine risulti un po' troppo pesante quel diminuisse, specie vista l'enfasi di cui è fatto oggetto.
CarloB ha scritto:Non sarò io a contestare un illustre specialista, ma se provo a scrivere
auspicherei che il governo riduca le imposte
oppure
mi piacerebbe che lo studente capisca il concetto
mi sembra di commettere uno strafalcione. Sono obsoleto? :(
Non penso che si tratti di obsolescenza. Direi proprio auspicherei che il governo riduca le imposte, perché quell'auspicherei è retorico: non è una cosa che auspicherei se fosse impossibile, è una cosa che credo possibile e che auspico qui e ora. Trovo invece anch'io strana la frase mi piacerebbe che lo studente capisca il concetto, perché quel mi piacerebbe colloca (in seguito ad altre considerazioni o a pessimismo, non so) la comprensione nel campo dell'impossibilità o comunque dell'improbabilità, mentre quando la predisposizione diventa fattiva è d'obbligo il congiuntivo presente: come dice Bue, «mi piacerebbe che lo studente capisse il concetto; cercherei di fare in modo/far sì che lo capisca».

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