Indicativo presente per passato recente

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malapartiano
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Iscritto in data: gio, 12 dic 2013 19:34
Località: Firenze

Indicativo presente per passato recente

Intervento di malapartiano »

Salve, è possibile usare l'indicativo presente per raccontare un fatto che si è svolto nel recente passato?
Mi pare di averlo trovato scritto, a volte, ma non so se fosse corretto o meno.
Ad esempio:

"Oggi ho incontrato Tizio. Ci siamo salutati. A un certo punto lui mi guarda e mi dice: 'Era da un po' che non ci vedevamo".

Ecco, vi pare corretto? O avrei dovuto scrivere "A un certo punto lui mi ha guardato e mi ha detto"?

Grazie.

Scusate per l'esempio sciocco.
Ultima modifica di Infarinato in data mer, 01 mag 2019 0:23, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Emendato oggetto intervento

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
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Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Re: L'indicativo presente

Intervento di Marco1971 »

Sí, è corretto. È il cosiddetto presente storico.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Sabrisax
Interventi: 51
Iscritto in data: lun, 04 giu 2018 18:34

Re: Indicativo presente per passato recente

Intervento di Sabrisax »

Concordo con Marco; non sono tuttavia convinta che sia corretto il passaggio dal passato prossimo all'indicativo presente (storico) all'interno dello stesso periodo. Personalmente sceglierei uno dei due tempi per dare uniformità alla costruzione. Scrivereste mai: "Vidi un amico e lo salutai. Poi gli ho domandato come stava..."?

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9598
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Re: Indicativo presente per passato recente

Intervento di Marco1971 »

Certo, nella narrazione, di norma, il passato remoto esclude il passato prossimo e viceversa: bisogna scegliere tra l'uno o l'altro come tempo di base. Ma qualunque scelta si faccia tra i due, è sempre possibile inserire un passo al presente storico. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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