«Ogni volta che» + condizionale

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icarus2029
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Iscritto in data: mar, 14 mag 2019 19:01

«Ogni volta che» + condizionale

Intervento di icarus2029 » mar, 14 mag 2019 19:04

Buonasera a tutti! Sono nuovo nel gruppo, anche se ho avuto modo di seguire, in precedenza- da spettatore esterno-, diversi thread molto interessanti all'interno di questo forum. Mi sono deciso a iscrivermi causa un dubbio che, da diversi giorni, mi turba non poco.

Ho notato che, in merito all'argomento, non sono molte le risposte date ( o, quantomeno, molte delle risposte fornite non sono poi così tanto chiare).

Convenzionalmente, dopo la formula "ogni volta che", l'impiego dei modi verbali è alquanto altalenante.
Nello specifico, mi sono balzate alla mente le seguenti frasi:

"Non vorrei che mi guardasse perché, ogni volta che mi guarderebbe, penserebbe a quanto sono cambiato".

"Non vorrei che tu facessi quei lavori fuori città perché, ogni volta che li faresti, dovresti stare fuori per molto tempo".

Per quanto mi concerne - e per quanto mi permettano di affermare le mie umilissime e limitate competenze in materia -, dopo la formula "ogni volta che" sarei più propenso a utilizzare il modo condizionale, come negli esempi sopra riportati.

Ciononostante, mi capita spesso di sentire molte persone costruire frasi analoghe impiegando il congiuntivo imperfetto.
Mi piacerebbe, pertanto, sapere se i miei esempi siano errati e la ragione per cui ci sia un uso così vario dei modi verbali ogniqualvolta ci si trovi di fronte a questi casi (suppongo si tratti del differente valore - temporale/ condizionale - attribuito alla locuzione "ogni volta").

Per correttezza, mi pare doveroso dirvi che ho postato la stessa discussione anche all'interno di un altro forum. Se è un problema, cancello il filone.

Grazie in anticipo per le risposte :)

Avatara utente
Marco1971
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Re: «Ogni volta che» + condizionale

Intervento di Marco1971 » mer, 15 mag 2019 15:49

Ogni volta che introduce una subordinata temporale (come quando, (non) appena, ecc.) e può reggere sia l’indicativo (e quindi il condizionale) sia il congiuntivo, secondo ciò che s’intenda esprimere.

Il condizionale composto in una temporale, nell’odierno italiano comune, si adopera per esprimere il futuro del passato:

(1) Ogni volta che mi avrebbe guardato, avrebbe pensato a quanto sono cambiato,

frase che, in uno stile letterario, può scriversi anche col condizionale semplice:

(2) Ogni volta che mi guarderebbe, penserebbe a quanto sono cambiato

e che equivale alla formulazione piú recisa

(3) Ogni volta che mi guarderà, penserà a quanto sono cambiato.

Oltre alla sua funzione (ripeto, in uno stile letterario, cioè fuori dell’italiano normale di oggi) di futuro del passato, il condizionale semplice può essere impiegato per tradurre un desiderio (con quei verbi in cui questa nozione possa essere ínsita):

(4) Ogni volta che vorrei vederlo, lui/lei non può.

(5) Ogni volta che lo incontrerei (volentieri), lui/lei non può.

Nelle frasi oggetto di questo filone, il condizionale (ogni volta che mi guarderebbe, ogni volta che li faresti) non esprime né futuro del passato né desiderio: il pensare a quanto sono cambiato dipende semanticamente dal guardarmi (se non c’è l’atto di guardarmi, lui/lei non pensa a quanto sono cambiato) e penserebbe a quanto sono cambiato è «la conseguenza prodotta dalla realizzazione di una certa ipotesi» (Serianni, XI.393). Siamo quindi in una frase temporale ipotetica, che, correttamente, abbisogna di un congiuntivo imperfetto:

(6) Non vorrei che mi guardasse perché, ogni volta che mi guardasse, penserebbe a quanto sono cambiato.

(7) Non vorrei che tu facessi quei lavori fuori città perché, ogni volta che tu li facessi, dovresti stare fuori per molto tempo.

Le frasi infatti potrebbero formularsi cosí:

(8) Non vorrei che mi guardasse perché, se mi guardasse, penserebbe, ogni volta, a quanto sono cambiato.

(9) Non vorrei che tu facessi quei lavori fuori città perché, se tu li facessi, ogni volta, dovresti stare fuori per molto tempo.

Vediamo qualche esempio reale:

(10) Rispose, che si farebbe christiano, ogni volta, che vedesse questo. (Opera di Marco Marula da Spalato…, 1597. Non si badi all’uso antico delle virgole.)

(11) Ma lo penserebbe e ogni volta che sentisse fame e ogni volta che sentisse sete, ogni volta che provasse la durezza del pavimento di pietra, e udisse le catene sbattere, lo penserebbe. (Il Dramma, volume 19, numero 2, p. 72, 1943)

Analogo valore hanno le formulazioni:

(12) Rispose che si farebbe cristiano, ogni volta, se vedesse questo.

(13) Ma lo penserebbe, ogni volta, e se sentisse fame e se sentisse sete, se provasse la durezza del pavimento di pietra, e udisse le catene sbattere, ogni volta, lo penserebbe.

E questo è tutto. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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