«Sia io che te»

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Arnoldas
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Re: «Sia io che te»

Intervento di Arnoldas » sab, 15 giu 2019 17:28

Gentile Marco, sarei molto grato se Lei spiegasse la frase di Luca Serianni a proposito di "io e te" (Luca Serianni. Grammatica italiana, VII.14.): "Piutosto comune 'te' con funzione di soggetto, che appare ormai la regola in frasi coordinate quando il pronome di 2a persona sia al secondo posto: "io e te", "Ugo e te" (cfr. Lepschy-Lepschy 1981: 107). Grazie.

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Marco1971
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Re: «Sia io che te»

Intervento di Marco1971 » sab, 15 giu 2019 17:48

Vuol dire semplicemente che, in passato, te come soggetto non era ammesso dai grammatici. Oggi è ammesso in espressioni coordinate quando si trova in seconda posizione: io e te, lui e te, ecc. (ma non te e io, te e lui – espressioni usate tuttavia in molti italiani regionali – ; qui è d’obbligo tu: tu e io, tu e lui). Naturalmente – checché ne dicano le fantagrammatiche evocate o invocate (non saprei) nell’articolo della Treccani piú sopra – rimane possibile usare anche tu, anche se non è un uso comune.

Riassumendo: se lei non vuol essere considerato un marziano, dirà tranquillamente io e te (o tu e io).
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Arnoldas
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Re: «Sia io che te»

Intervento di Arnoldas » sab, 15 giu 2019 18:38

Grazie, caro Marco, per la risposta. Non vorrei essere un marziano... 😆

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