Obbedire e ubbidire

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Fausto Raso
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Obbedire e ubbidire

Intervento di Fausto Raso » ven, 29 dic 2006 2:07

Se obbedire e ubbidire sono l'uno sinonimo dell'altro mi piacerebbe sapere per quale "oscuro" motivo il De Mauro in linea registra il primo solo intransitivo, il secondo sia transitivo sia intransitivo. L'uso transitivo è raro, ma esiste, e si costruisce con il complemento oggetto solo se riferito alla persona che dà ordini: Giovanni ubbidí il suo capitano. In questo caso, quindi, secondo il De Mauro, non si può dire obbedí.
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » ven, 29 dic 2006 2:30

Per semplice sbadataggine, penso. Ma l’uso transitivo è comunque letterario e ormai poco comune.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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