Il doppio condizionale

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Marco1971
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Il doppio condizionale

Intervento di Marco1971 »

È viva nella coscienza di molti di noi la paura d’incappare in un errore usando, nella principale e nella subordinata, il condizionale. Questo probabilmente perché abbiamo il ricordo del periodo ipotetico, in cui, nel 99% dei casi (per il rimanente 1% si veda qui, 1.4.), il doppio condizionale è sbagliato (e pertanto la frase viene contrassegnata con l’asterisco): *Se l’avrei saputo, non sarei venuto; tutti sappiamo che correttamente si dice e si scrive Se l’avessi saputo, non sarei venuto. E questo vale per il periodo ipotetico, normalmente introdotto dalla congiunzione se, e la cui multiforme sintassi è un sistema a sé stante.

Tutt’altro il quadro delle frasi temporali, cioè quelle proposizioni subordinate introdotte da una congiunzione che specifica il momento in cui qualcosa accade, per esempio quando, dopo che, (non) appena, finché, ogni volta che, ecc., frasi nelle quali il condizionale passato, o composto, che funge da «futuro nel passato», anche «doppio», è grammaticalmente ineccepibile (contrariamente a quanto affermato qui a dispetto della grammatica, della storia e dell’uso). Infatti, secondo le regole di concordanza dei tempi, nel volgere una frase dal discorso diretto al discorso indiretto, il futuro si muta in condizionale passato:

Francesco mi aveva detto: «Dopo che sarò partito, tornerai a casa.» > Francesco mi aveva detto che dopo che sarebbe partito, sarei tornato a casa.

Unica restrizione: se la congiunzione richiede obbligatoriamente il congiuntivo, non è possibile adoperare il condizionale passato:

Doveva partire prima che venisse notte, non *Doveva partire prima che sarebbe venuta notte, perché prima che richiede sempre e solo il congiuntivo.

Ecco alcuni esempi del doppio condizionale, di ieri e di oggi (in passato – e ancor oggi nell’italiano letterario – si adoperava il condizionale semplice):

Avutolo, lo condusse nella sua cucina, gli diede da colazione, e gli disse che andasse a Pescarenico, e si facesse vedere al padre Cristoforo, il quale lo rimanderebbe poi, con una risposta, quando sarebbe tempo. (Manzoni, I promessi sposi, cap. 7)

E s’ella, Signor mio, scorrerà il Discorso su le vicende del Decamerone, si ricorderà fors’anche del tempo ch’io conversando con lei, imparava molto su le mutazioni e le origini delle lingue; e per le sue accoglienze ospitali io sentiva ad un’ora e come e quanto io le sarei amico grato e leale, finché avrei vita e memoria. (Foscolo, Scritti sul Boccaccio)

Ha parimente aggiunto a detta risposta, che dopo che sarebbe ubbidito e riconosciuto da tutti i suoi sudditi, si farebbe istruire in un concilio generale e libero… (Arrigo Caterino Davila, Dell’istoria delle guerre civili di Francia, 1831)

Koum aveva infatti sempre detto che, finché sarebbe stato alla guida della chat, pubblicità non ce ne sarebbe stata. (La Repubblica, 03.05.2018)

Una battaglia combattuta senza cravatta. Ma con la promessa che l’avrebbe indossata nel momento in cui sarebbe finito il commissariamento di Atene da parte dei creditori internazionali. (Corriere della Sera, 23.06.2018)

Anche lei era molto triste, ma mi promise che non avremmo perso i contatti e che ci saremmo viste non appena sarebbe stato possibile. (La Repubblica, 19.02.2012)

Naturalmente, la maggior parte delle congiunzioni temporali possono reggere anche l’indicativo (quando si parla di fatti considerati come certi) e il congiuntivo (quando si vuole sottolineare l’incertezza che qualcosa avvenga). Si confronti:

(1) Quando hai bisogno di me, chiamami.

(2) Quando tu abbia bisogno di me, chiamami.

(3) Quando tu avessi bisogno di me, chiamami.

In (1) abbiamo un’affermazione chiara e decisa; in (2) il momento del bisogno è visto come un’eventualità; in (3) si considera poco probabile. E, retrospettivamente, si può dire:

(4) Mi avrebbe chiamato quando avrebbe avuto bisogno di me.

(5) Mi avrebbe chiamato quando avesse avuto bisogno di me.

Nella frase (4) «quando avrebbe avuto» stabilisce che, prima o poi, il bisogno si farà sentire (o cosí si presuppone); nella (5), invece, «quando avesse avuto» lascia il sopraggiungere di quel bisogno nel regno delle ipotesi (che magari non si realizzeranno mai).

Come si vede, ogni volta che la grammatica lo consenta, possiamo scegliere il tempo che meglio corrisponde alla sfumatura precisa che desideriamo esprimere. E concludo con un esempio recentissimo che illustra bene la differenza tra futuro del passato «neutro» (condizionale passato) e futuro del passato «venato d’incertezza» (congiuntivo trapassato):

Come sempre l’Altra l’avrebbe assalita non appena avrebbe varcato la porta di uscita, come un’onda di energia pronta a reclamare il suo posto dentro di lei non appena fosse uscita da quel luogo a lei proibito. (Giovanni Lucchese, Questo sangue non è moi, 2019)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Trevigiana
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Re: Il doppio condizionale

Intervento di Trevigiana »

A proposito di doppio condizionale (presente), una frase del tipo

"Si accorgerebbe dell'inganno quando entrerebbe in casa"

sarebbe valida?

Personalmente, sceglierei il congiuntivo per la proposizione introdotta da quando

Grazie per l'attenzione.
Avatara utente
Marco1971
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Re: Il doppio condizionale

Intervento di Marco1971 »

Il doppio condizionale semplice è possibile soltanto quando esso ha valore di futuro del passato, valore che, oggi, può ancora avere nell’italiano letterario. Quindi la sua frase, nell’italiano comune di tutti i giorni, non è valida, e va sostituita con

(1) Si sarebbe accorto/accorta dell’inganno quando sarebbe entrato/entrata in casa

se si vuole esprimere il futuro del passato (con un quando puramente temporale), o con

(2) Si accorgerebbe dell’inganno quando entrasse in casa

se s’intende esprimere una condizione, in cui quando assume valore temporale-ipotetico affine a se.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Trevigiana
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Re: Il doppio condizionale

Intervento di Trevigiana »

Grazie per la gentile conferma. Al prossimo dubbio linguistico😊
Noctisdomina
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Iscritto in data: dom, 15 set 2019 2:31

Re: Il doppio condizionale

Intervento di Noctisdomina »

Perdonate l'intrusione: è corretto dire "quanto guadagnerebbe spenderebbe?", dunque esprimere due ipotesi consecutive?
Grazie in anticipo!
Avatara utente
G.B.
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Iscritto in data: gio, 15 ago 2019 11:13

Re: Il doppio condizionale

Intervento di G.B. »

Noctisdomina ha scritto: dom, 15 set 2019 2:39 Perdonate l'intrusione: è corretto dire "quanto guadagnerebbe spenderebbe?", dunque esprimere due ipotesi consecutive?
Grazie in anticipo!
Certo, se non Le torna provi a leggerla così: «(in quel caso) spenderebbe quanto guadagnerebbe (sempre in quel caso)».
G.B.
codino94
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Località: Napoli

Re: Il doppio condizionale

Intervento di codino94 »

Un altro esempio di due condizionali all'interno della stessa frase, di cui uno dopo il "se": "Avrei proprio voluto vedere se si sarebbero permessi." :)
Ste. Gi.
Interventi: 87
Iscritto in data: ven, 11 mag 2018 10:58

Re: Il doppio condizionale

Intervento di Ste. Gi. »

Ben trovati,
a proposito del seguente passaggio di Marco1971:
Marco1971 ha scritto: gio, 18 lug 2019 15:47 Francesco mi aveva detto: «Dopo che sarò partito, tornerai a casa.» > Francesco mi aveva detto che dopo che sarebbe partito, sarei tornato a casa.
Credo, pur non essendo un esperto, che sia ammesso anche il congiuntivo trapassato, nonostante la locuzione dopo che, a differenza di prima che, di norma (ma non esclusivamente) introduca proposizioni all'indicativo.
Non vorrei essere frainteso; ciò non significa che reputi errata la trasformazione da discorso diretto di Marco1971: tutt'altro. Credo però che la costruzione con il congiuntivo trapassato, in casi come quello sopra ricordato, sia una variante valida, anche se la partenza di Francesco è certa e non ipotetica.
Grazie
Ultima modifica di Ste. Gi. in data ven, 07 ago 2020 17:25, modificato 1 volta in totale.
Avatara utente
Marco1971
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Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Re: Il doppio condizionale

Intervento di Marco1971 »

Sí, si potrebbe avere il congiuntivo trapassato se, nella trasformazione esatta dal discorso diretto all’indiretto, si avesse, come frase di partenza: Francesco mi aveva detto: «Dopo che io sia partito...» > Francesco mi aveva detto che dopo che fosse partito... E non sto a ripetere quale sia la sfumatura. ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Sabrisax
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Iscritto in data: lun, 04 giu 2018 18:34

Re: Il doppio condizionale

Intervento di Sabrisax »

Buongiorno,
mi immetto nel filone con un caso non di doppio, bensì di quadruplo condizionale.

i vincitori riceverebbero un premio in denaro, mentre tutti i partecipanti vedrebbero recapitarsi un attestato: anche se si tratterebbe di una sconfitta, sarebbe comunque una piccola consolazione

A me non sembra agrammaticale.

Che ne dite?

Grazie mille
Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 10381
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Re: Il doppio condizionale

Intervento di Marco1971 »

In questo filone era questione del condizionale nelle frasi temporali. Non ci sono limiti al numero di condizionali in sequenza che, come nel suo esempio, elencano fatti il cui compiersi dipende da una condizione, espressa o taciuta.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Sabrisax
Interventi: 101
Iscritto in data: lun, 04 giu 2018 18:34

Re: Il doppio condizionale

Intervento di Sabrisax »

Ringrazio Marco1971 per la conferma e mi scuso per la divagazione dal tema centrale del filone.

Buona serata a tutti.
GaninkwOw
Interventi: 10
Iscritto in data: gio, 18 feb 2021 23:18

Re: Il doppio condizionale

Intervento di GaninkwOw »

Salve a tutti,

sempre a proposito di doppio condizionale, è corretta la seguente frase: "mi sarei mangiato tutto quello che avrei trovato nel piatto"?

Grazie in anticipo!
Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 10381
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Re: Il doppio condizionale

Intervento di Marco1971 »

Naturalmente. :wink:
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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