L' "omicidio di"...

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L' "omicidio di"...

Intervento di Fausto Raso » ven, 26 gen 2007 21:59

Sento nei radiotelegiornali e leggo sui giornali l'espressione "L'omicidio di...". Secondo me è un uso improprio della locuzione: l'ucciso non ha commesso l'omicidio (come ci farebbe pensare la preposizione di), lo ha subíto. A mio avviso la preposizione di va omessa: l'omicidio Moro.
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

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Intervento di Marco1971 » ven, 26 gen 2007 22:36

Quest’uso della preposizione di risale ai tempi della formazione dell’italiano. Basti un esempio del Boccaccio:
Tocca [le menti] ancora co’ suoi messaggeri, sí come fece David, il quale per l’omicidio d’Uria e per l’adulterio commesso in Bersabé, essendosi dal suo piacer partito, mandatogli Nathan profeta, il fece riconoscere.
Lei direbbe anche l’uccisione Moro?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Fausto Raso » ven, 26 gen 2007 23:09

Marco1971 ha scritto:Lei direbbe anche l’uccisione Moro?
Assolutamente no. Ho scritto, infatti, che l'omicidio di... mi sembra improprio, non ERRATO. :?
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Intervento di Marco1971 » ven, 26 gen 2007 23:57

Improprio secondo quale principio grammaticale? La preposizione di può introdurre sia una specificazione soggettiva (l’arrivo degli ospiti = gli ospiti arrivano) sia una specificazione oggettiva (la progettazione del ponte = qualcuno progetta il ponte). Si veda, a tal proposito, la grammatica di Luca Serianni (VIII, § 10) e qualsiasi dizionario.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Fausto Raso » sab, 27 gen 2007 0:01

Marco1971 ha scritto:Improprio secondo quale principio grammaticale? La preposizione di può introdurre sia una specificazione soggettiva (l’arrivo degli ospiti = gli ospiti arrivano) sia una specificazione oggettiva (la progettazione del ponte = qualcuno progetta il ponte). Si veda, a tal proposito, la grammatica di Luca Serianni (VIII, § 10) e qualsiasi dizionario.
Forse mi sono espresso MALE: improprio secondo la logica (la mia, ovviamente) non secondo la grammatica.
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Intervento di Marco1971 » sab, 27 gen 2007 0:13

Mi scusi, gentile Fausto, ma quando si parla di lingua, improprio significa:
Che non è usato in modo proprio o corretto; che non corrisponde o non è appropriato al concetto che si vuole esprimere (una parola, una locuzione, ecc.). (Battaglia)
Ora, come può essere improprio un impiego di di sempre esistito in italiano? E abbiamo anche a disposizione, per disambiguare, le locuzioni da parte di e a/per opera di.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Fausto Raso » sab, 27 gen 2007 1:32

Marco1971 ha scritto: Ora, come può essere improprio un impiego di di sempre esistito in italiano? E abbiamo anche a disposizione, per disambiguare, le locuzioni da parte di e a/per opera di.
Proprio per disambiguare, cortese Marco (e per non fare ragionamenti "cervellotici" come il mio!) non è meglio adoperare uccisione in luogo di omicidio quando si specifica il nome dell'ucciso? In questo caso la preposizione di è insopprimibile: l'uccisione di Moro.
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Intervento di Marco1971 » sab, 27 gen 2007 2:20

Ma perché con uccisione e non con omicidio? Quale differenza strutturale o semantica ravvisa lei tra l’uno e l’altro? E l’esempio boccacciano non le sembra probante?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Fausto Raso » sab, 27 gen 2007 13:03

A prescindere da ogni altra considerazione "strutturalgrammaticosintattica", gentile Marco, l'espressione "l'omicidio di..." seguita dal nome dell'ucciso non mi piace. :?. Preferisco (forse sarò in errore) "l'uccisione di..."
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Intervento di Marco1971 » sab, 27 gen 2007 19:31

Come s’è scritto ripetutamente, ognuno fa le proprie scelte entro il ventaglio delle possibilità ammesse, secondo il proprio gusto e la propria sensibilità, formati dal retroterra personale. Non appare, invece, granché proficuo tacciare d’improprietà quegli usi che, pur non piacendoci, hanno avuto corso indisturbato per oltre otto secoli. Detto con la massima cordialità. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Fausto Raso » sab, 27 gen 2007 22:27

Prendo atto. :)
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Intervento di Federico » ven, 02 feb 2007 0:46

A me invece sembra illogica questa distinzione da lei introdotta secondo cui il complemento di specificazione dopo omicidio dovrebbe essere sempre soggettivo e dopo uccisione sempre oggettivo. Perché mai?

(Poi è ovvio che ciascuno parla e scrive come preferisce, ma allora non vedo perché chiamare in causa motivazioni diverse dal gusto personale.)

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