Le «ventose» dell’edera

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lem
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Le «ventose» dell’edera

Intervento di lem »

Per la relazione finale di un restauro mi è stato chiesto che nome abbiano gli organelli di cui dispone l’edera per sostenersi e crescere. Sono i minuscoli dischi coi quali il rampicante si ancora ai suoi ospiti che alla rimozione dei tralci dagli intonaci si rivelano punteggiature saldamente infisse e a misura della loro annosità e densità portano al degrado marmorini e ornamenti lapidei di ville storiche con piccole lacune circolari.

Sul mio manuale di agronomia la definizione che designa il sistema rampicante dell’edera è "radici avventizie". In qualche riferimento bibliografico in rete le tenaci terminazioni di queste radici aeree sono chiamate ventose, nei forum di botanica talvolta manine.

Penso che ventose dell’edera sia un’espressione piuttosto diffusa, tuttavia, poiché nei dizionari non ho trovato riferimenti a ventose vegetali, mi conforterebbe sapere che almeno nella nomenclatura botanica la definizione sia ritenuta esaustiva, o se sono in uso altri termini.

Vi ringrazio per avermi seguito sin qui e se vorrete darmi consiglio.

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Marco1971
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Marco1971 »

Nelle definizioni di dizionari e enciclopedie, il termine usato è quello da lei menzionato: radici avventizie. Mi sembra un termine tecnico acconcio, adoperabile nella relazione del restauro di cui lei parla.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Millermann
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Millermann »

Se si riferisce a quei piccoli sostegni "a ventosa" tipici, ad esempio, della vite canadese, e che si possono vedere in questa foto, credo che il loro nome piú preciso sia cirri-ventosa. :)
Riporto dalla voce
cirro
del Treccani:
3. In botanica, organo (detto anche comunem. viticcio ) di attacco o di sostegno delle piante angiosperme rampicanti non volubili, derivato da metamorfosi del caule (come nella vite), delle foglie (nelle leguminose) o di radici (nella vaniglia). Cirro-ventosa, cirro che aderisce al sostegno mediante espansioni terminali (vite del Canada).
Quelle dell'edera, al contrario, sono effettivamente delle radici avventizie, e (se sono queste) non mi sembra affatto che abbiano la forma di ventose! :)
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Tecumseh
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Tecumseh »

lem ha scritto:
sab, 01 ago 2020 19:12
[...] mi è stato chiesto che nome abbiano [...] i minuscoli dischi coi quali il rampicante si ancora ai suoi ospiti [...]
Secondo i Georgofili sono cuscinetti adesivi.

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Marco1971
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Marco1971 »

Tecumseh ha scritto:
sab, 01 ago 2020 20:41
Secondo i Georgofili sono cuscinetti adesivi.
Piú che un termine tecnico, cuscinetto adesivo, nel testo, appare una chiosa illustrativa, preceduta da ventosa posta tra virgolette (e alla fine gli autori hanno sentito il bisogno di aggiungere i cuscinetti adesivi citati, a sottolineare il carattere non terminologico del termine). Il testo prosegue con Queste radici..., e il termine adoperato anche lí è radici avventizie. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Roberto Crivello
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Roberto Crivello »

A quanto pare esistono molteplici tipi di radici - e chi lo sapeva? non io - e quelle dell'edera sarebbero radici aggrappanti, si veda qui. Confesso di non avere letto l'intera pagina con l'attenzione necessaria per stabilire se avventizie e aggrappanti sono termini equivalenti.

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Marco1971
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Marco1971 »

Sembra che siano sinonimi, secondo il Treccani:

Part. pres. aggrappante, anche come agg., in botanica, di organo che serve a sostenere una pianta o una sua parte, aderendo al sostegno, come le radici caulogene dell’edera, i cirri della vite del Canada, ecc.

radici a.[vventizie], quelle caulogene (radici aggrappanti dell’edera) e, in senso stretto, quelle di neoformazione (per es., nelle talee, nelle margotte, ecc.).
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Roberto Crivello
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Roberto Crivello »

C'è da aggiungere che la domanda iniziale verteva sul fatto se le radici, avventizie o aggrappanti che siano, terminino in "ventose" o "manine", come apparirebbe da una scorsa su vari siti di giardinaggio e così via. Ma, sempre da questa scorsa, sembra che l'edera non si arrampichi con "ventose" ma proprio con piccole radici che si sviluppano dalle ramificazioni. La vite usa i viticci, la vite vergine le ventose, la Dolichandra unguis-cati veri e propri artigli. Vedi qui. Ventose sembrerebbe quindi un termine adoperato da chi vorrebbe spingersi nella descrizione proprio all'estremità ultima della radice. Occorrerebbe quindi stabilire se questi "minuscoli dischi" di cui parla lem siano verie e proprie parti distinte delle piccole radici, con una peculiare funzione che richiede una denominazione separata.

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Millermann
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Millermann »

Marco1971 ha scritto:
sab, 01 ago 2020 23:11
Sembra che siano sinonimi, secondo il Treccani:
Non esattamente, almeno da quel che ho capito: in realtà non si tratta della stessa cosa. Radici avventizie è un'espressione piú generale: indica qualsiasi tipo di radice che esuli da quelle "normali". Cosí, le radici "aggrappanti" sono anche avventizie, mentre invece esistono radici avventizie che non sono aggrappanti. Per fare un esempio semplice, le radici emesse da una talea sono avventizie, cosí come pure quelle radici che spuntano dal tronco di alcune piante (io possiedo un ficus che, cresciuto in modo esagerato, ha emesso una gran quantità di radici avventizie, alcune delle quali hanno un diametro di cinque centimetri! :P). E non sono radici aggrappanti. ;)
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Marco1971
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Marco1971 »

Ha sicuramente ragione, ma ci addentriamo in sottigliezze specialistiche che ci sfuggono in parte, e credo che, ai fini di una relazione su di un restauro, cioè in un ambito non botanico, sia sufficiente parlare delle radici aggrappanti o avventizie, termini ampiamente documentati e quindi facilmente rintracciabili dai lettori la cui curiosità fosse stuzzicata.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Tecumseh
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Tecumseh »

Marco1971 ha scritto:
sab, 01 ago 2020 20:57
Tecumseh ha scritto:
sab, 01 ago 2020 20:41
Secondo i Georgofili sono cuscinetti adesivi.
Piú che un termine tecnico, cuscinetto adesivo, nel testo, appare una chiosa illustrativa, preceduta da ventosa posta tra virgolette (e alla fine gli autori hanno sentito il bisogno di aggiungere i cuscinetti adesivi citati, a sottolineare il carattere non terminologico del termine). Il testo prosegue con Queste radici..., e il termine adoperato anche lí è radici avventizie. :)
Radici avventizie è sui dizionari, dal Battaglia al Treccani passando per Zingarelli, De Mauro e altri consultati, e è anche su alcuni glossari botanici rinvenibili in Rete: mi pare pertanto non sia in discussione per definire il sistema. Mi riferivo precisamente alle estremità, ai punti di contatto della radice con l'ospite, i « minuscoli dischi » dell'autore poi da me citati in selezione per rispondergli nel merito. A ben vedere, infatti, delle ventose recano bene l'effetto, meno l'aspetto; dei minuscoli dischi hanno viceversa l'aspetto (di massima), non l'effetto (un disco di per sé non ha qualità adesive); invece cuscinetti adesivi ci parla di entrambi: aspetto e funzione. Insomma è efficace. Poi sul distinguo se sia chiosa o termine non mi cimento, qualche conoscenza linguistica non basta a garantire il risultato laddove nella sostanza s'ignori la materia — e parlo per me, sia chiaro. :)

lem
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di lem »

Buonasera.

Come gentilmente riportato da Tecumseh e giustamente evidenziato da Marco1971 il termine cuscinetti adesivi compare a sostegno della descrizione di queste appendicette, in un articolo in rete a cura dell’Accademia dei Georgofili; “Piante rampicanti e adattamento”. Lo stesso articolo mette in luce che il quadro conoscitivo di questo apparato rampicante è una recente acquisizione della botanica.
Una delle pagine dedicate della Wikipedia, in inglese riporta, sempre contestualizzandolo, il termine matted pads (di cui non mi è chiaro il significato di matted). Ignoro se questa sia una ricorrenza casuale, il frutto di una traduzione o abbia origine da concrete motivazioni.

Lascio agli studiosi della materia valutare l’importanza che rivestono i discussi polpastrelli per la pianta stessa, :wink: mi limito a considerare l’utilità di un appellativo, nella descrizione delle procedure di rimozione a questi dedicate; in verità penso non differiscano di molto da quelle operate per i cirri-ventosa della vite canadese, che invece hanno un nome. Rilevo solo, come è stato riportato, che aeree, caulinari o avventizie, definiscono l’origine, non forniscono il nome anatomico delle piccole estremità, le cui caratteristiche sono descritte dall’aggettivo aggrappanti. Nonostante questo, benché non la ritenga la più prossima, ancorché corretta, forse per la sua veste devo convenire che al momento l’alternativa migliore mi sembra proprio radici avventizie.
Ultima modifica di lem in data dom, 02 ago 2020 16:43, modificato 1 volta in totale.

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Marco1971
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Marco1971 »

Non si potrebbe dire semplicemente rimozione delle incrostazioni lasciate dalle radici aggrappanti/avventizie dell’edera?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

lem
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di lem »

Ecco degli esempi:
Aderiscono grazie a nanoparticelle collose che il vegetale produce e penetrano le minime asperità con minuscole fibre uncinate quindi lignificano. La rimozione viene eseguita a bisturi, e può essere preceduta da moderata essiccazione con pistola termica.
Penso che un soggetto come residue radici avventizie, per le due frasi suoni acconcio. :)
Ma in presenza di un contesto non troverei sgarbato l'uso di cuscinetti adesivi.

Mi piacerebbe poter scrivere:

La rimozione delle residue radici avventizie dell'edera viene eseguita a bisturi e può essere preceduta da moderata essiccazione dei cuscinetti adesivi per mezzo di pistola termica.

Penso però che mi limiterò all'uso dei termini più canonici.

Grazie dei suggerimenti.
Ultima modifica di lem in data lun, 03 ago 2020 1:05, modificato 3 volte in totale.

Avatara utente
Marco1971
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Re: Le «ventose» dell’edera

Intervento di Marco1971 »

lem ha scritto:
dom, 02 ago 2020 17:41
Ma in presenza di un contesto non troverei sgarbato l'uso di cuscinetti adesivi.
Non fa dubbio che cuscinetto adesivo possa risultare idoneo. Mi lasciava solo perplesso il fatto che nell’articolo sia scritto: ...di radici fornite di “ventose” o meglio cuscinetti adesivi di colore bruno all’estremità. Perché se si trattasse di un termine scientifico stabilito nell’uso botanico, non si passerebbe prima attraverso le ventose virgolettate per poi correggere l’immagine: si sarebbe detto ...di radici fornite di cuscinetti adesivi senz’altro aggiunto.

Ciò detto, dato che cuscinetto è voce del lessico botanico e zoologico, nulla osterebbe a che venissero definite ufficialmente cuscinetti adesivi le estremità delle radici avventizie dell’edera e di altre piante. Ma questa decisione spetterebbe ai botanici.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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