«L’illustre concittadino»

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«L’illustre concittadino»

Intervento di bartolo » ven, 14 nov 2008 17:46

Spesso si legge di città che onorano i propri «illustri concittadini». Ma il "concittadino" non dovrebbe essere tale in relazione a un altro "cittadino"? Il prefisso con- in questo caso non dovrebbe forse segnalare relazione fra persone? Per esempio: i milanesi sono cittadini, e non concittadini di Milano. Allora si può dire che «Milano onora il suo illustre concittadino Manzoni»?

Grazie, e scusate la prolissità.

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Re: «l'illustre concittadino»

Intervento di Infarinato » ven, 14 nov 2008 17:57

bartolo ha scritto:Allora si può dire che «Milano onora il suo illustre concittadino Manzoni»?
Penso proprio di sí, perché qui Milano è una metonimia per i milanesi, ergo;)

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Intervento di bartolo » ven, 14 nov 2008 18:07

Beh, in effetti ha ragione. Spesso le surciliose operazioni di "tetrapiloctomia" - per dirla col Semiologo - non permettono di cogliere tali evidenze. :oops:

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Intervento di Marco1971 » ven, 14 nov 2008 18:55

bartolo ha scritto:...surciliose...
Intendeva superciliose? ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di bartolo » ven, 14 nov 2008 19:12

No, no, intendevo proprio surciliose, con prefisso francese sur, aggettivo usatissimo dal lodato Semiologo cui, al postutto, si dovrà fare riferimento per eventuali proteste. :lol:

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Intervento di bartolo » ven, 14 nov 2008 19:26

Anzi, surcigliose avrei dovuto scrivere nel parodiare Eco: «Ma io sospetto che molti lettori surcigliosi, anche quando ammettono questo fatto, inclinino a pensare che Campanile sia scrittore malgrado sia umanista» (U. Eco, Sugli specchi e altri saggi, Bompiani, Milano 1985, p. 271).

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Intervento di Marco1971 » ven, 14 nov 2008 19:34

Scelta quanto mai bizzarra: in francese è sourcilleux (da sourcil ‘sopracciglio’):
Il TLFi ha scritto:sourcilleux 2. D’une exactitude pointilleuse, d’une minutie, d’un soin extrême. Synon. tatillon. […]

Empr. au lat. superciliosus « renfrogné, rébarbatif », dér. de supercilium « sourcil », avec infl. de sourcil*; on rencontre la forme supercilieux « revêche » en 1477 chez J. MOLINET, Les Faictz et Dictz, éd. N. Dupire, I, 93, 21.
In italiano, l’equivalente è supercilioso:
Il GRADIT ha scritto:supercilioso estens., di indagine, esame e sim., estremamente severo.
A che cosa serve la coniazione (o adattamento dal francese?) surci[g]lioso?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di bartolo » ven, 14 nov 2008 19:40

Domandiamolo a Eco: chissà che non risponda da par suo... :wink:

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Intervento di Marco1971 » ven, 14 nov 2008 19:51

Le lascio la cura di farlo (se ha modo di contattarlo). :) Sarebbe interessante, anche se prevedo una piroetta. ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di bartolo » dom, 16 nov 2008 14:36

Marco1971 ha scritto:Le lascio la cura di farlo (se ha modo di contattarlo). :) Sarebbe interessante, anche se prevedo una piroetta. ;)
È un uomo catafratto - almeno così vuol far credere -, per cui rinuncio, a malincuore, alla ricerca del Sacro Eco perduto nella Terra del Prete Gianni. Comunque, potrebbe sempre difendersi invocando il neologismo: come potremmo contestarglielo? Ci vorrebbe tanto coraggio e molto senso dell'orientamento per non perdersi nelle splendide ambagi dei Suoi pensieri. :?

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Intervento di Marco1971 » dom, 16 nov 2008 16:44

Secondo me questa parola si giustifica solo come creazione effimera e scherzosa. Da un punto di vista semantico, è foggiata male: cilio- significa ‘ciglio, relativo alle ciglia’; aggiungendovi -oso si indica l’abbondanza; e prefiggendovi sur- si crea un vocabolo che altro non può significare se non ‘munito d’innumerevoli/di troppe ciglia’.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di bartolo » lun, 17 nov 2008 11:07

Marco1971 ha scritto:Secondo me questa parola si giustifica solo come creazione effimera e scherzosa. Da un punto di vista semantico, è foggiata male: cilio- significa ‘ciglio, relativo alle ciglia’; aggiungendovi -oso si indica l’abbondanza; e prefiggendovi sur- si crea un vocabolo che altro non può significare se non ‘munito d’innumerevoli/di troppe ciglia’.
Lei è forse un po' troppo severo, caro Marco, il "neologismo" nascendo evidentemente dalla meccanica sostituzione - probabilmente effimera e scherzosa, come dice lei - di super- con sur-; quella che lei propone, se mi permette, è una specie di lectio difficilior che faccio fatica ad accettare: l'accezione latina di superciliosus, così come d'altronde è giunta all'italiano supercilioso, si può considerare integralmente mantenuta pure nel "neologismo" surci[g]lioso, che ha dalla sua il pregio di essere più rapidamente pronunciabile, avendo una sillaba in meno del parente stretto attestato nei vocabolari. :wink:

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Intervento di Marco1971 » lun, 17 nov 2008 17:56

Anche superpotenza e superomistico sono piú lunghi rispetto a *surpotenza e *suromistico. Se bastasse un simile criterio a render validi i neologismi, potremmo riformare l’intero vocabolario a nostro beneplacito, inventando parole piú brevi per sostituirle a quelle già esistenti col medesimo significato (processo già subdolamente in atto con gli anglicismi).

Se non esistesse supercilioso e ci occorresse la parola che ne esprima i significati, allora un’italianizzazione del francese sourcilleux in surciglioso sarebbe accettabile; ma supercilioso esiste, e non v’è sano motivo di relegarlo nell’oblio a vantaggio di quest’aggettivo galliciforme (?).
Staremo a vedere qual sorte l’attende.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di bartolo » mar, 18 nov 2008 10:32

Marco1971 ha scritto:Anche superpotenza e superomistico sono piú lunghi rispetto a *surpotenza e *suromistico. Se bastasse un simile criterio a render validi i neologismi, potremmo riformare l’intero vocabolario a nostro beneplacito, inventando parole piú brevi per sostituirle a quelle già esistenti col medesimo significato (processo già subdolamente in atto con gli anglicismi).
Non si superriscaldi, Marco! La battutina sul conto sillabico voleva essere superrealistica... :wink:
Marco1971 ha scritto:galliciforme (?).
*gallomorfo.
Marco1971 ha scritto:Staremo a vedere qual sorte l’attende.

La citazione che ho riportato ha già ventitré anni, e non mi pare che la parola abbia avuto grande successo. La sorte mi pare già segnata.

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Intervento di bartolo » mer, 13 mar 2019 10:47

Caro Marco, undici anni dopo, sul sito della Treccani, si parla di Cruscate e di surciglioserie:

http://www.treccani.it/magazine/lingua_ ... o_244.html

Grazie e a presto!

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