«Me» o «mi»?

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Giuseppe1
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«Me» o «mi»?

Intervento di Giuseppe1 » gio, 21 mar 2019 17:13

Buonasera,

qualcuno è in grado di spiegarmi o suggerirmi un link per capire la differenza tra "me" e "mi"? La domanda può sembrare banale, ma aiuto un ragazzo inglese ad imparare l'italiano (e lui fa viceversa con me) ed ha difficoltà nel capire la differenza. Voglio evidenziare che ciò avviene senza compenso (non vorrei pensaste che io stia insegnando italiano come professione), è un rapporto di amicizia e non si parla di essere pagati.

Non apro un libro di grammatica italiana da troppo tempo, e le ricerche fatte non hanno portato grandi risultati. Per me è ovvio che si dice "mi piace", "mi sbaglio", "mi ha baciato" e così via, ma non so spiegare il perchè. La risposta più banale che mi son dato è che "mi" sia uguale a "a me", ma così non si spiegano alcune espressioni come "mi sbaglio" (sbaglio a me?? ), o "non me ne importa nulla".

Vi ringrazio.

Avatara utente
Animo Grato
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Intervento di Animo Grato » gio, 21 mar 2019 18:58

Accipicchia! La domanda potrà sembrare banale, ma una risposta davvero completa richiederebbe un lavoro monumentale.
Senza avere la pretesa di dire tutto, provo a darle qualche spunto da cui partire.
Tanto per cominciare, me e mi sono, rispettivamente, la forma tonica e quella atona della stessa cosa: il pronome di prima persona singolare in funzione di complemento. Entrambi possono fungere da complemento oggetto (il dottore mi cura, il dottore cura me); mi vale anche come complemento di termine, e corrisponde quindi a a me (questo mi conviene, questo conviene a me); con le altre preposizioni esiste solo la possibilità "preposizione + me" (canta con me, vieni da me).
Dove esiste l'alternativa tra forma tonica e forma atona (quindi solo nei casi del compl. ogg. e del compl. di termine), la seconda è la più usuale (il dottore mi cura), la prima più rara e marcata (il dottore cura me, come a sottolineare che cura proprio me, non un altro).
Alcuni verbi, detti intransitivi pronominali (come pentirsi) si costruiscono obbligatoriamente col pronome nella forma atona (v. qui, al punto 2.6; ma anche il resto è piuttosto attinente).
Infine (per modo di dire), bisogna stare attenti a non confondere il me vero e proprio con quell'altro me che è soltanto la forma assunta da mi davanti ai pronomi lo, la, li, le, ne - perciò non mi dire diventa non me lo dire, ma evidentemente non si tratta del me "originale", perché sta per a me (non lo dire a me) e quindi assolve la funzione di complemento di termine che il "vero" me, da solo, non ha.

Penso che per il momento questo possa bastare a far uscire il fumo dalle orecchie del suo amico. :wink:
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

Giuseppe1
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Intervento di Giuseppe1 » ven, 22 mar 2019 14:56

La ringrazio per la risposta esaustiva!

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