«Analogico» e «digitale»

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rossosolodisera
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«Analogico» e «digitale»

Intervento di rossosolodisera » ven, 31 mag 2019 0:02

Credo che fossero vari anni che non postavo un quesito qui.
Vi siete mai chiesti il motivo per cui ciò che ha un funzionamento elettronico e/o visori a cristalli liquidi sia comunemente definito digitale e ciò che ha invece un funzionamento meccanico e visori a lancetta si dice analogico? Cosa c'entra l'elettronica con le nostre dita (digites)? E che "analogia" ci sarà mai in un dispositivo con molte parti elettriche e/o meccaniche? Grazie a chi mi saprà dare risposte interessanti.

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Marco1971
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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di Marco1971 » ven, 31 mag 2019 0:21

Posso risponderle solo su digitale: è un calco dell’inglese digital, da digit, che in inglese significa «cifra». In italiano esiste il piú corretto numerico, che nessuno vuole adoperare:

c. Nel linguaggio tecnico-scientifico, qualifica di dispositivi che trasmettono o elaborano informazioni secondo un codice numerico: calcolatore n., controllo n., ecc.; è sinon. di digitale.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Millermann
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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di Millermann » ven, 31 mag 2019 9:23

Per quanto riguarda analogico, il Treccani lo spiega bene: la denominazione deriva dal concetto di «modello (fisico) analogico», in cui l'«analogia» è tra il movimento di un dato strumento e le leggi della fisica o della natura.
Ad esempio, le lancette di un orologio analogico si muovono in modo analogo al trascorrere del tempo, e il livello del mercurio in un termometro analogico cresce in analogia con l'aumentare della temperatura. Cosí, il fenomeno fisico alla base del termometro a mercurio è un modello analogico di quello che regola la temperatura, giacché entrambi sono retti dalle medesime equazioni. :)
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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di Ferdinand Bardamu » ven, 31 mag 2019 10:44

Millermann ha scritto:
ven, 31 mag 2019 9:23
Per quanto riguarda analogico, il Treccani lo spiega bene…
Di passata, noto come lo stesso Treccani, in questa voce, citi numerico come sinonimo di digitale (sottolineatura mia):
  • In elettronica, qualifica che, in contrapp. a digitale o numerico, si dà a dispositivi, apparecchi, strumenti dove si svolgono fenomeni che sono modelli fisici di altri fenomeni di cui simulano l’andamento, permettendone un calcolo

Carnby
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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di Carnby » ven, 31 mag 2019 12:04

Mi domando se sia corretto usare analogico per gli apparecchi e le tecniche fotografiche tradizionali, che usano la pellicola.

Fausto Raso
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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di Fausto Raso » ven, 31 mag 2019 12:12

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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di Millermann » ven, 31 mag 2019 14:35

Carnby ha scritto:
ven, 31 mag 2019 12:04
Mi domando se sia corretto usare analogico per gli apparecchi e le tecniche fotografiche tradizionali, che usano la pellicola.
Secondo me, sí. Intanto, la pellicola tradizionale (a base chimica) opera, in qualche modo, in analogia con l'occhio umano (in particolare con la retina). E poi, come per ogni sistema analogico, presenta valori nel continuo e non nel discreto.

Io ho sempre trovato sorprendente il fatto che, mentre le tecnologie analogiche hanno rapidamente raggiunto un livello concretamente utile, quelle digitali/numeriche all'inizio fossero poco piú che curiosità, e abbiano richiesto che la tecnologia sottostante raggiungesse potenze elevatissime (in termini di velocità di calcolo, capacità di memorizzazione, ecc.) prima di essere confrontabili con le prime. :)
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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di Carnby » ven, 31 mag 2019 19:30

Millermann ha scritto:
ven, 31 mag 2019 14:35
Io ho sempre trovato sorprendente il fatto che, mentre le tecnologie analogiche hanno rapidamente raggiunto un livello concretamente utile, quelle digitali/numeriche all'inizio fossero poco piú che curiosità, e abbiano richiesto che la tecnologia sottostante raggiungesse potenze elevatissime (in termini di velocità di calcolo, capacità di memorizzazione, ecc.) prima di essere confrontabili con le prime.
Riguardo alla fotografia, non è del tutto vero. Tra i primi dagherrotipi e la fotografia a colori ad alta definizione c’è più di un secolo di differenza, mentre la prima macchina fotografica magnetica è dei primi anni ’90 e oggi sono in commercio delle macchine medio formato da circa 40 MP.

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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di Millermann » sab, 01 giu 2019 10:10

Ciò che lei dice è sicuramente vero; io, però, intendevo una cosa diversa. :)
In pratica, è come se le invenzioni di tipo analogico, non dovendo sottostare al limite imposto dal campionamento discreto, siano nate già «adulte» e di applicazione pratica.
Ad esempio, perfino i primissimi dagherrotipi, nonostante la complessità di realizzazione e la deteriorabilità, erano già delle «fotografie» vere e proprie, tali da suscitare meraviglia e ammirazione.

Al contrario, le immagini numeriche, prima d'arrivare alla perfezione (anche eccessiva) dei 40 MP, hanno dovuto passare attraverso fasi simili a questa o a questa, che lei e io ben ricordiamo ;), in cui costituivano delle semplici applicazioni teoriche, a causa dei limiti della tecnologia sottostante. Ecco, a me questa è sempre parsa una differenza significativa. :)
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valerio_vanni
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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di valerio_vanni » sab, 01 giu 2019 18:17

Millermann ha scritto:
ven, 31 mag 2019 14:35
Carnby ha scritto:
ven, 31 mag 2019 12:04
Mi domando se sia corretto usare analogico per gli apparecchi e le tecniche fotografiche tradizionali, che usano la pellicola.
Secondo me, sí. Intanto, la pellicola tradizionale (a base chimica) opera, in qualche modo, in analogia con l'occhio umano (in particolare con la retina). E poi, come per ogni sistema analogico, presenta valori nel continuo e non nel discreto.
Concordo.
Millermann ha scritto:
ven, 31 mag 2019 14:35
Io ho sempre trovato sorprendente il fatto che, mentre le tecnologie analogiche hanno rapidamente raggiunto un livello concretamente utile, quelle digitali/numeriche all'inizio fossero poco piú che curiosità, e abbiano richiesto che la tecnologia sottostante raggiungesse potenze elevatissime (in termini di velocità di calcolo, capacità di memorizzazione, ecc.) prima di essere confrontabili con le prime. :)
Probabilmente perché è difficile, per noi, spiegare alle macchine gli oggetti che abbiamo in mente.
Un'immagine (non compressa, per fare un esempio estremo), con la sua matrice di punti, è un oggetto abbastanza stupido.
Quasi avulso dalla nostra idea dell'immagine stessa.

Ma quelle informazioni occupano parecchio posto.

PAFRA
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Re: «Analogico» e «digitale»

Intervento di PAFRA » lun, 10 giu 2019 14:41

Millermann ha scritto:
ven, 31 mag 2019 9:23
Per quanto riguarda analogico, il Treccani lo spiega bene: la denominazione deriva dal concetto di «modello (fisico) analogico», in cui l'«analogia» è tra il movimento di un dato strumento e le leggi della fisica o della natura.
Ad esempio, le lancette di un orologio analogico si muovono in modo analogo al trascorrere del tempo, e il livello del mercurio in un termometro analogico cresce in analogia con l'aumentare della temperatura. Cosí, il fenomeno fisico alla base del termometro a mercurio è un modello analogico di quello che regola la temperatura, giacché entrambi sono retti dalle medesime equazioni. :)
Ad esempio, firma analogica (penna e mano) vs firma digitale.

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