«Atti emulativi»

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Cembalaro
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«Atti emulativi»

Intervento di Cembalaro »

Si sa che il linguaggio giuridico offre molti motivi di perplessità. Un caso famoso è quello di ultroneo che dal normale significato di «spontaneo» trapassa a «eccessivo» (e si intuisce perché). Però bisogna anche dire che di solito — e ultroneo è tra essi — si tratta di un cattivo uso dei termini da parte dei giuristi che poi si afferma tra i parlanti.
C'è però un termine che non deriva dal cattivo uso ma è esposto così nel Codice Civile. L'art. 833 C.C. (https://www.gazzettaufficiale.it/atto/s ... Articolo=2) infatti recita:
Art. 833.
(Atti d'emulazione). Il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo
che quello di nuocere o recare molestia ad altri.
Sicché da sempre i giuristi dicono "atti emulativi, atti d'emulazione" per significare quegli atti che il proprietario di un bene ha sì il diritto di compiere ma che nel caso concreto sono stati compiuti senza altro scopo che quello di nuocere o recare molestia.
Ho cercato etimo e spiegazioni senza venire a capo di nulla. È sicuramente un uso del solo linguaggio giuridico ma non si capisce come da emulare, emulazione, cioè «imitare» e simili sia finito col significare "recare molestia". Voi avete qualche idea?

Con l'occasione segnalo un video dell'avvocato e professore Guglielmo Gulotta (singolare figura di giurista e psicologo) che ironizza sulle scelte linguistiche dei colleghi: https://www.youtube.com/watch?v=QrYTBPOD2-Q
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Marco1971
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Re: «Atti emulativi»

Intervento di Marco1971 »

Veda le accezioni 2 e 3 di emulazione. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Cembalaro
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Re: «Atti emulativi»

Intervento di Cembalaro »

Grazie, Marco. Intende dire che emulazione nel senso di danneggiamento gratuito sta nel campo semantico dell’invidia o dell’iracondia? Sembra un po’ estremo ma immagino che non ci siano spiegazioni migliori.
Ultima modifica di Cembalaro in data lun, 29 mar 2021 23:12, modificato 1 volta in totale.
Avatara utente
Marco1971
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Re: «Atti emulativi»

Intervento di Marco1971 »

La rivalità, l’invidia, la gelosia non potrebbero condurre a «nuocere o recare molestia ad altri»?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Cembalaro
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Re: «Atti emulativi»

Intervento di Cembalaro »

Ho già letto un’interpretazione simile che, per essere ora confermata da lei, deve essere la più probabile. Però per essere del tutto sincero devo dire che mi è sembrata insoddisfacente. Il codice civile parla solo una volta di «atti di emulazione», appunto nell’art. 833, e chi dovrebbe/potrebbe compierli è il proprietario di un bene. La ratio è che chi è proprietario può compiere sui beni di sua proprietà gli atti che vuole, ma che tale libertà non sia assoluta ma incontri il proprio limite nel divieto di compierli con il solo scopo di danneggiare il vicino (restando pacifico che se li compie per altri scopi e il vicino ne resta danneggiato, è nel campo della legittimità). E mi è difficile immaginare un proprietario, il quale compia atti sulla sua proprietà in libertà quasi assoluta, che provi sentimenti di invidia o di rivalsa nei confronti di chi proprietario non è. Mi aspetterei piuttosto il contrario: invidia di un estraneo nei confronti del proprietario.
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