«Effato»

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lorenzos
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«Effato»

Intervento di lorenzos »

Marco1971 ha scritto: lun, 03 mag 2021 11:59 Data la presenza, nell’effato…
Mi scusi, gentile Marco, non conoscendo il vocabolo e sono andato a cercare, ma trovo:
Effato, sm. Latin. Assioma, detto.
1. OB detto, assioma
2. TS lit. formula rituale espressa dal sacerdote per consacrare un luogo

1. (lit.) formula simbolica di consacrazione pronunciata dal sacerdote
2. (ant.) assioma; detto

??
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Infarinato
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Re: «Effato»

Intervento di Infarinato »

Appunto: detto, enunciato. ;)
Pasolini ha scritto:Sono un Papa politico, e perciò enigmatico.
La carità in me, è sepolta nel mio comportamento.
È, forse, divenuta flatus vocis, anche lamentoso
(la melopea d’ogni Nostro effato).
Ligure
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Re: «Effato»

Intervento di Ligure »

Ovviamente se pronunciato da noi, uomini (laici o religiosi).

Se, altrimenti, "pronunciato" dalle divinità si semplifica - mediante l'eliminazione della prima sillaba -, ma assume un significato diverso:

https://www.treccani.it/vocabolario/fato :wink: :)
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lorenzos
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Re: «Effato»

Intervento di lorenzos »

Io non credo, anche secondo la Stazione Lessicografica che un enunciato possa sempre valere come effato, fosse pure proferito da un papa. E la norma di un regolamento? Non lo so: sono effati le regole contenute nel Decalogo del Buon Cruscone?
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Effato»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

lorenzos ha scritto: mar, 04 mag 2021 14:31 Io non credo, anche secondo la Stazione Lessicografica
Il risultato a cui lei fa riferimento non è della «Stazione lessicografica», che, semplicemente, aggrega i risultati di vari dizionari e archivi in Rete, ma del Tommaseo-Bellini.

Ad ogni modo, la questione è molto semplice. Effato in questo contesto, come le è stato detto, è un latinismo che vale ‹enunciato, proposizione›, conformemente al significato di effatum in latino.
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lorenzos
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Re: «Effato»

Intervento di lorenzos »

Dice che è un latinismo? A me, effato in luogo di un generico enunciato, mi pare invece una vanesia forzatura e non lo posso credere.
Nel dizionario di latino che mi ha indicato trovo Immagine
e in rete, per quanto possono valere, questi esempi di traduzione.
Nella Stazione non c'è solo la definizione del Tommaseo, guardi cosa risportano il LIS
• "Di qui, Venerabili Fratelli, quell'assurdissimo effato dei modernisti che ogni religione, secondo il vario aspetto sotto cui si riguardi, debba dirsi egualmente naturale e soprannaturale." (Pio X)
• "Ma è un insulto porgere a lei col nome di codice ( e così come supremo effato della coscienza giuridica ) precetti e sanzioni che alla suprema ragione giuridica non siano conformi" (Francesco Carrara)
il VoDIM
• "E così col simile fa che si conosca e si apprenda il simile, secondo l'antico effato de' Pitagorici" (Rosmini)
e il sito di Repubblica
• "Occorre, dunque, un nuovo "spazio" politico in senso proprio, secondo l'effato "ubi societas, ibi ius"." (Dionigi Tettamanzi)
• "Leggevamo nella recita dei Vespri di ieri sera l'effato biblico "Dio farà giustizia per i poveri: li salverà dall' oppressione". (Domenico Pizzuti)
e naturalmente il GDLI (Effato, sm. Latin. Assioma, detto.), gia riportato, dove il detto, ­­­ragionevolmente, non è l'enunciato (c. Frase, affermazione, discorso) ma d. Motto, sentenza.
Il Treccani non lo porta a lemma ma lo troviamo nell'enciclopedia :
• "Le leggi che governano la predicazione sono variamente state dette e ridette in tutti i secoli; in realtà, si riducono all'effato antico: ‘ut veritas christiana pateat, placeat, moveat.’"
Se non bastasse, guardi qui https://books.google.it/books?id=6r6fAA ... ACegQIBRAC
qui https://books.google.it/books?id=sVZTAA ... ti&f=false
qui https://books.google.it/books?id=h6QoAA ... ti&f=false
qui https://books.google.it/books?id=60FdAA ... AEegQIARAC
qui https://books.google.it/books?id=mf8-AA ... AFegQIABAC
(e comunque non mi ha risposto)
---
Quanto al pasoliniano melopea d’ogni Nostro effato, si riferisce ad una personalità marmorea, proiettata già nei cieli, la cui forza erano le sentenze inappellabili di verità e condanna emesse dalla sua bocca.
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Re: «Effato»

Intervento di Infarinato »

E con tutto ciò? :roll: Non si può usare aulicamente effato nel senso etimologico di «enunciato», come ha fatto Marco? Si può, si può: bisogna solo poterselo permettere. ;)
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Effato»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Può essere utile mostrare quali siano le occorrenze della parola effatum presso Cicerone (Academica, II.95) e Seneca (Ad Lucilium Epistulae Morales, 117.13), citati nella voce succitata del Georges-Calonghi:

Nempe fundamentum dialecticae est quidquid enuntietur (id autem appellant ἀξίωμα, quod est quasi effatum) aut verum esse aut falsum. [E certamente il fondamento della dialettica è che qualunque cosa che venga enunciata (che chiamano ἀξίωμα, cioè piú o meno «enunciato») sia o vera o falsa.]

«Dico deinde: Cato ambulat. Non corpus», inquit, «est, quod nunc loquor, sed enuntiativum quiddam de corpore, quod alii effatum vocant, alii enuntiatum, alii dictum». [Dico poi: «Catone passeggia». Ora non parlo del corpo, ma di qualcosa che è enunciativo del corpo. Alcuni lo chiamano ‹enunciato›, altri ‹proposizione›, altri ancora ‹asserzione›.]

Mi sembra piú che evidente, oltre ogni dubbio, che l’uso di Marco, alla luce di queste citazioni, è proprio e inappuntabile.
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