«Twittare»

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Roberto Crivello
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«Twittare»

Intervento di Roberto Crivello » ven, 09 set 2011 17:42

Ho appena scoperto che esiste questo verbo - confermato dal suo uso nell'interfaccia utente in italiano di Twitter.

Come pronunzierebbe twittare l'italiano medio con una conoscenza approssimativa dell'inglese?
Ultima modifica di Roberto Crivello in data ven, 09 set 2011 17:47, modificato 1 volta in totale.

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Infarinato
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Re: tweettare

Intervento di Infarinato » ven, 09 set 2011 17:46

L’unica pronuncia possibile mi pare /twit'tare/… Ma non sarebbe stato tanto meglio cinguettare? :roll:

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Intervento di Roberto Crivello » ven, 09 set 2011 17:48

Vallo a dire agli italiani che collaborano (gratuitamente) alla traduzione in italiano dell'interfaccia inglese...

Brazilian dude
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Intervento di Brazilian dude » ven, 09 set 2011 22:54

Ho già visto tuitar in portoghese e tuitear in spagnolo. Non mi piacciono, ma almeno non usano la foranea w.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » ven, 09 set 2011 23:23

Piccolo appunto fuori tema: foraneo ha usi molto limitati; si parla di parole, forme, ecc., forestiere o straniere. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Roberto Crivello » ven, 09 set 2011 23:38

Però non è male per niente la foranea w. È una resa quasi gaddiana. Lei non dice di essere anche poeta? Gliela lasci passare questa a Brazilian dude, diamine!
:wink:

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » sab, 10 set 2011 0:01

Era solo un’informazione per un appassionato delle lingue. Quando si possiede la lingua come Gadda, ci si può permettere tutto. ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di G. M. » sab, 15 dic 2018 19:56

Resuscito il filone per una piccola segnalazione: ogni tanto leggo Il Foglio in rete, e mi capita di trovarci degli adattamenti (tuittare, tuittarolo): qui un articolo di ieri che usa tuittare addirittura nel titolo. :)

PS. Mi sorge ora un dubbio: ma in italiano abbiamo parole che contengano la sequenza /twi/?

Carnby
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Intervento di Carnby » sab, 15 dic 2018 22:00

G. M. ha scritto:Mi sorge ora un dubbio: ma in italiano abbiamo parole che contengano la sequenza /twi/?
Mi pare che nel lessico fondamentale italiano, di base latina ininterrotta, /w/ sia limitato a /wɔ/ (con la variante non accentata /wo/) e al nesso labiovelare /kw, ɡw/.

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Intervento di G. M. » sab, 15 dic 2018 23:36

Carnby ha scritto:Mi pare che nel lessico fondamentale italiano, di base latina ininterrotta, /w/ sia limitato a /wɔ/ (con la variante non accentata /wo/) e al nesso labiovelare /kw, ɡw/.
Grazie, era da un po' che avevo dubbi sulla questione... Dunque, venendo alla pratica (alla glottotecnica, diciamo) del caso in esame: dobbiamo adattare in /tui/ (io tüitto, /tuˈitto/) o /twi/ è comunque accettabile in italiano?

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Intervento di Millermann » dom, 16 dic 2018 0:03

Stando al DiPI, ci sarebbe qualcosa con /twi/, sia pure facente parte della pronuncia «tollerata».
Ad esempio ho trovato
«Pituita» piˈtuita, -uˈi-; -ˈtwi-
«Sostituire» sostituˈire; -ˈtwi-
Per analogia, immagino che anche istituire, restituire, destituire, ecc. si pronuncino in modo simile.
Secondo me, la forma tuittare si potrebbe accettare benissimo (non solo come variante popolare, quindi) ed entrambe le pronunce dovrebbero essere valide. :)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini

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Intervento di Ferdinand Bardamu » dom, 16 dic 2018 0:40

Il paragone coi cultismi ci è poco d’aiuto, dal momento che la loro pronuncia normale non prevede in tal caso la presenza dell’approssimante velo-labiale. Ci è poco d’aiuto anche perché qui parliamo di un adattamento spontaneo del derivato di un anglicismo la cui pronuncia ha già in origine /w/: non ci sono particolari ragioni per adottare il modello dei latinismi contenenti /u/ + vocale. L’adattamento piú naturale è dunque /twi/, come aveva peraltro già detto Infarinato piú su.

(Noto di passata che il DiPI indica come «accettabile», e non come «tollerabile», la pronuncia di attuale con approssimante).

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