Il filone dello sfogo: quali pronunce non sopportate punto?

Spazio di discussione su questioni di fonetica, fonologia e ortoepia

Moderatore: Cruscanti

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu »

SinoItaliano ha scritto:E quelli che invece non commetto: spóso
È la stessa pronuncia che si sente qui. Immagino sia connotata diastraticamente (lingua delle borgate ~ lingua della Roma bene): infatti la usa Mario Brega, mentre Verdone dice /ˈspɔso/. È cosí?

Carnby
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Intervento di Carnby »

SinoItaliano ha scritto:Da questo punto di vista, un po' tutta l'Italia centrale è avvantaggiata.
Sì, è vero, comunque, da me si dice vèndere, mèttere, scèndere, vèndico, nève, scèlta, sénza, mólle ecc. :)

Andrea Russo
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Intervento di Andrea Russo »

In realtà anch'io le pronuncio tutte cosí... Tranne scèlta (mai sentito) e mólle (ma conosco persono che lo dicono).

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama »

SinoItaliano ha scritto:Ha centrato in pieno, tranne per il fatto che pronuncio orgóglio, pran/dz/o e sógno (ma sònno). :D
Meglio cosí! Seppur minoritarie, sono pronunce diffuse anche a Roma. Probabilmente la TV comincia a dar i suoi frutti, anche se nei doppiaggi sento decisamente troppo spesso /ˈpranʦo/… :?
SinoItaliano ha scritto:E tra gli «errori» che commetto anche io, aggiungerei: centésimi, Cèsare, quattòrdici ecc.
Quanto a centésimi & Cèsare (pronunce che, lo ammetto, vengono piuttosto spontanee anche a me, e non sempre riesco a correggerle), Lei non ha colpa: a Roma non esistono le pronunce –èsimo & Césare. ;)
Ferdinand Bardamu ha scritto:mentre Verdone dice /ˈspɔso/
Meglio: /sˈpɔso/. In italiano la /s/ e la /p/ sono “staccate”, diversamente da quanto avviene, per es., in inglese: /ˈstɒp/.
Carnby ha scritto:Sì, è vero, comunque, da me si dice vèndere, mèttere, scèndere, vèndico, nève, scèlta, sénza, mólle ecc. :)
Dunque Lei è geograficamente fiorentino ma linguisticamente pisano-livornese: empolese, forse? :) (Inoltre, scèndere, vèndico & sénza sono, per il Canepàri, pronunce «accettabili»; vèndere & scèlta lo sono di meno; mèttere, nève & mólle non lo sono affatto. :D)

Carnby
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Intervento di Carnby »

Souchou-sama ha scritto:Dunque Lei è geograficamente fiorentino ma linguisticamente pisano-livornese: empolese, forse?
Del contado. :) In ogni modo, le soluzioni nella mia zona sono perlopiù fiorentine, ma non sono assenti, come può notare, influssi toscano-occidentali (compresa l'affricazione di /s/ dopo /n, t, s/, specie nel registro più rustico).
Souchou-sama ha scritto:(Inoltre, scèndere, vèndico & sénza sono, per il Canepàri, pronunce «accettabili»; vèndere & scèlta lo sono di meno; mèttere, nève & mólle non lo sono affatto.

A onor del vero, nève è in netto regresso, i più giovani pronunciano tutti néve.

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SinoItaliano
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Intervento di SinoItaliano »

Infarinato ha scritto:Nel Lazio, ma non a Roma.
Mi sarei aspettato [R: ɛ/e]... conosco molte persone che pronunciano sistematicamente il dittongo <ie> con la [e] chiusa, pur non rappresentando la maggioranza.
Ferdinand Bardamu ha scritto:Immagino sia connotata diastraticamente (lingua delle borgate ~ lingua della Roma bene): infatti la usa Mario Brega, mentre Verdone dice /ˈspɔso/. È cosí?
Non lo so, non le so dire con certezza.
A orecchio si sente che quelli della Roma bene e quelli delle borgate parlano in modo leggermente diverso, ma non le so dire le caratteristiche precise che differenziano le parlate e se la pronuncia di «sposo» dipenda da ciò.
Carnby ha scritto:Sì, è vero, comunque, da me si dice vèndere, mèttere, scèndere, vèndico, nève, scèlta, sénza, mólle ecc. :)
Un mio professore di Firenze dice frèno e colónna.
Secondo il DiPi, frèno è la pronuncia piú diffusa in Toscana, ed è «accettabile», mentre la piú consigliabile è fréno.
ˈfreno, -ɛ- [T ɛ/e, UL e/ɛ, MR e]
Ho appena scoperto con sorpresa che colónna è la pronuncia piú consigliabile.
Souchou-sama ha scritto:Probabilmente la TV comincia a dar i suoi frutti, anche se nei doppiaggi sento decisamente troppo spesso /ˈpranʦo/… :?
A dir la verità mi ha fatto venire un dubbio.
Forse pronuncio la parola singola /ˈprandzo/, ma poi all'interno di una frase mi potrebbe scappare un /ˈpranʦo/... Il mio orecchio non è allenato per ascoltare la mia stessa bocca. :?
Questo di sette è il piú gradito giorno, pien di speme e di gioia: diman tristezza e noia recheran l'ore, ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Andrea Russo
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Intervento di Andrea Russo »

SinoItaliano ha scritto:
Carnby ha scritto:Sì, è vero, comunque, da me si dice vèndere, mèttere, scèndere, vèndico, nève, scèlta, sénza, mólle ecc. :)
Un mio professore di Firenze dice frèno e colónna.
Secondo il DiPi, frèno è la pronuncia piú diffusa in Toscana, ed è «accettabile», mentre la piú consigliabile è fréno.
ˈfreno, -ɛ- [T ɛ/e, UL e/ɛ, MR e]
Ho appena scoperto con sorpresa che colónna è la pronuncia piú consigliabile.
Nonostante non sia la pronuncia originaria, frèno è «oggi domin[ante] in quasi tutta [la] Toscana».
Per colonna si veda anche il DOP (ora ch'è risorto! :D).

Carnby
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Intervento di Carnby »

SinoItaliano ha scritto:Un mio professore di Firenze dice frèno
Da qualche parte (e non ricordo dove) ho letto che l'esito atteso fréno era assai diffuso in ambito rurale, mentre per i dispositivi meccanici oggi molto più comuni si è imposta la pronuncia dotta frèno; chissà se è vero.
SinoItaliano ha scritto:Ho appena scoperto con sorpresa che colónna è la pronuncia piú consigliabile.
L'unica esistente qui da me. Ma non c'era in Toscana una fortissima tendenza alla «chiusura» di ogni nesso CVN con V /o, ɔ/?

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama »

Carnby ha scritto:L'unica esistente qui da me. Ma non c'era in Toscana una fortissima tendenza alla «chiusura» di ogni nesso CVN con V /o, ɔ/?
In effetti, questo spiegherebbe Abbóndio, facóndia, poetónzolo, sónno, amarógnolo… D’altro canto, però, non dimentichiamoci di gònna (vs. il piú neutro —e romano— gónna). :D

Carnby
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Intervento di Carnby »

Souchou-sama ha scritto:In effetti, questo spiegherebbe Abbóndio, facóndia, poetónzolo, sónno, amarógnolo… D’altro canto, però, non dimentichiamoci di gònna.
Però non è una voce genuinamente toscana: da noi si usava quasi esclusivamente sottana.

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama »

Però gonna era già in Petrarca, mentre sottana come sostantivo è attestato dal 1544. Se non sbaglio, prima d’allora si diceva sottano.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

E comunque la diffusione a Firenze della pronuncia gònna è relativamente recente (forse un secolo circa); fino all’Ottocento s’è sempre pronunciato gónna, variante che mi è capitato di sentire in Firenze, specie da persone anziane. (Io, per me, ho sempre detto gònna con o aperta.)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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SinoItaliano
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Intervento di SinoItaliano »

Per gonna il DOP conferma quanto detto da Marco, ma dà per prima la pronuncia chiusa gónna, seguita da gònna.
Invece secondo il DiPi: ˈɡɔnna. -o- [T ɔ/o, UMLR o/ɔ]
Quindi il neutro tradizionale ha preso l'antica pronuncia fiorentina chiusa (e quindi preferita dal DOP), mentre il neutro moderno ha preso la moderna pronuncia fiorentina aperta?

Unico caso in cui il neutro tradizionale corrisponde alla pronuncia romana, e il neutro moderno alla pronuncia fiorentina? :D

Per colonna non avevo pensato all'etimologia latina, infatti è chiaro che columna diventa colónna con la o chiusa.
Qui invece è colònna ad essere la pronuncia «strana», chissà a cosa sarà dovuto?
Questo di sette è il piú gradito giorno, pien di speme e di gioia: diman tristezza e noia recheran l'ore, ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno.

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama »

SinoItaliano ha scritto:Unico caso in cui il neutro tradizionale corrisponde alla pronuncia romana, e il neutro moderno alla pronuncia fiorentina? :D
A conti fatti, posso risponderLe: sí. :) E in effetti è piuttosto strano: in tutti gli altri casi —non molti, s’intende— in cui la pronuncia piú neutra è quella romana anziché quella fiorentina, il DiPI predilige —giustamente, direi :D— quella romana: bóccolo, Bréscia, camerléngo, raméngo, còmplico, còppia, cótica, falèna, flaménco, fréno, sbèndo, sgòmino, spróne, spróno, Trènto

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Souchou-sama ha scritto:...quella romana: bóccolo, Bréscia, camerléngo, raméngo, còmplico, còppia, cótica, falèna, flaménco, fréno, sbèndo, sgòmino, spróne, spróno, Trènto
Molte di queste pronunce coincidono con quelle del fiorentino cólto.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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