Convocare e invocare

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Convocare e invocare

Intervento di Zabob » sab, 04 ago 2012 12:57

Per quale motivo "convocare" fa io cònvoco ecc. (al pari di avocare, evocare e revocare) mentre "invocare" fa io invòco ecc.?

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Nonché abrogare e arrogare

Intervento di Zabob » mer, 18 giu 2014 20:18

Poiché nessuno ha dato una risposta, raddoppio: perché io arrògo fa eccezione rispetto alla serie àbrogo, dèrogo, ìrrogo e sùrrogo?
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

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Re: Nonché abrogare e arrogare

Intervento di Infarinato » gio, 19 giu 2014 17:49

Zabob ha scritto:[P]erché io arrògo fa eccezione rispetto alla serie àbrogo, dèrogo, ìrrogo e sùrrogo?
Sul DOP c’è qualcosa in merito.
Zabob ha scritto:Per quale motivo "convocare" fa io cònvoco ecc. (al pari di avocare, evocare e revocare) mentre "invocare" fa io invòco ecc.?
Anche in questo caso è una questione d’uso, la pronuncia piana essendo possibile [in antico o in poesia] per alcuni di quei verbi…

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Intervento di Zabob » ven, 20 giu 2014 0:34

La pron. "àrrogo" non è contemplata dal DOP, il DiPI la considera "aulica", ma a me sembra quella prevalente.
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

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