«Sènape»

Spazio di discussione su questioni di fonetica, fonologia e ortoepia

Moderatore: Cruscanti

Intervieni
Avatara utente
Zabob
Interventi: 911
Iscritto in data: sab, 28 lug 2012 19:22

«Sènape»

Intervento di Zabob » lun, 01 apr 2019 2:26

Perché la parola sènape (dal lat. sināpis e sināpi, gr. σίναπι(ς), come informa il vocabolario Treccani) si pronuncia sdrucciola (“alla greca?”) e con la -e- aperta? Non ci dovremmo aspettare una pronuncia piana e, nel caso, con la -e- tonica chiusa?
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

Avatara utente
Millermann
Interventi: 770
Iscritto in data: ven, 26 giu 2015 19:21
Località: Riviera dei Cedri

Intervento di Millermann » lun, 01 apr 2019 12:35

Salve, caro Zabob. Se non sbaglio, lei ha origini pugliesi: le potrà far piacere, allora, leggere questa specie di panegirico sulla senape scritto da un suo corregionale, che parte dal dialetto salentino per poi addentrarsi nelle varie citazioni del termine in latino e greco, spaziando tra l'etimologia e la cucina. A un primo sguardo m'è sembrato interessante e anche spassoso. :)

Per quanto riguarda la sua domanda, il DiPI prevede una certa oscillazione nell'apertura della e, in particolare in Toscana e in Umbria. ;)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini

Avatara utente
Zabob
Interventi: 911
Iscritto in data: sab, 28 lug 2012 19:22

Intervento di Zabob » lun, 01 apr 2019 13:46

Caro Millermann: vero, i miei genitori sono entrambi pugliesi (provincia di Bari). Ma io sono nato e sempre vissuto nel Ponente ligure. E poi il Salento è proprio una regione a parte, a cominciare dal dialetto.
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9547
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » lun, 01 apr 2019 16:22

Il DELI dice:

la vc. mantiene (e forse ha mantenuto anche in lat.) l'accento gr.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Avatara utente
Zabob
Interventi: 911
Iscritto in data: sab, 28 lug 2012 19:22

Intervento di Zabob » lun, 01 apr 2019 16:50

Marco1971 ha scritto:Il DELI dice:

la vc. mantiene (e forse ha mantenuto anche in lat.) l'accento gr.
Quindi poteva essere sinăpis, con l’accento breve? Mentre il timbro aperto della -e- dovrebbe rispecchiare quel che avviene quasi sempre coi termini di origine greca.
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

Intervieni

Chi c’è in linea

Utenti presenti in questa sezione: Nessuno e 1 ospite