L’italiano non è piú una lingua

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu »

Souchou, sulla questione della frase che ho citato Le rispondo in privato per non andar fuori tema. Quanto agli anglicismi scientifici, sono d’accordo con Lei, certamente. Io però volevo dire che si tratta di un problema che va oltre la considerazione della cultura scientifica in Italia. A mio parere, la questione scientifica che ha giustamente esposto Lei è aggravata da una sudditanza culturale che si fa sentire, con diversa intensità, in ogni campo, dalle materie umanistiche allo spettacolo, fino, appunto, alla scienza.

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama »

Certo, ma deve considerare che l’arretratezza scientifico-tecnologica in particolare non fa che aggravare la recessione economica italiana, che a sua volta ha pesanti ricadute su tutti i campi del sapere, nonché sulla «forza» della lingua. È un circolo vizioso. :)

Carnby
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Intervento di Carnby »

Si potrebbe aprire un filone sulle (s)traduzioni cinematografiche? Il titolo della pellicola francese Les seigneurs, ambientata su un'isoletta bretone, è stato «tradotto in italiano» con Dream Team.
Ultima modifica di Carnby in data ven, 11 apr 2014 0:01, modificato 2 volte in totale.

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GianDeiBrughi
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Intervento di GianDeiBrughi »

Souchou-sama ha scritto:Per il resto, Le faccio notare che anche termini come editor, bestseller, gossip discendono dalla supremazia culturale di libri, giornali & riviste provenienti dal mondo anglòfono rispetto alla produzione in lingua italiana, che al confronto —ma anche se considerata a sé— è semplicemente ridicola.
Mi ricordo quando andai in Inghilterra qualche anno fa ed entrai in una libreria per curiosità. Rimasi profondamente colpito dal fatto che ci fossero soltanto libri di scrittori inglesi, americani o comunque anglofoni. Scórsi due interi scaffali e non c'era traccia di scrittori stranieri e men che meno di italiani. Da noi nelle librerie a volte forse la metà, o anche più, dei libri venduti è tradotta e di questi parecchi son tradotti dall'inglese.
Par proprio che chi legge in lingua d'Albione invece non ci ricambi la cortesia.

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama »

Grazie mille della testimonianza. :) Sinceramente, li capisco benissimo: io mi vergognerei a diffonder l’attuale produzione letteraria italiana. Il piú della narrativa è scritto da gente che ignora completamente le piú basilari tecniche narrative (per es. lo show, don’t tell), e la saggistica è perlopiú (appunto) d’àmbito umanistico, cioè solitamente (pseudo)filosofico, risultando spesso impossibile da tradurre, perché —parlo per esperienza personale— la «fuffa» è sostanzialmente intraducibile in inglese: la distanza tra le due lingue non permette una traduzione «letterale», e costringe cosí a guardar bene in faccia il senso o nonsenso di quel che si scrive. Se un anglòfono leggesse Licia Troisi, Fabio Volo o la frase di Cacciari citata da Ferdinand in traduzione, scoppierebbe a ridere e si chiederebbe in che razza di Terzo Mondo linguistico-letterario viviamo.

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GianDeiBrughi
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Intervento di GianDeiBrughi »

Souchou-sama ha scritto:Grazie mille della testimonianza. :) Sinceramente, li capisco benissimo: io mi vergognerei a diffonder l’attuale produzione letteraria italiana. [...] Se un anglòfono leggesse Licia Troisi, Fabio Volo o la frase di Cacciari citata da Ferdinand in traduzione, scoppierebbe a ridere e si chiederebbe in che razza di Terzo Mondo linguistico-letterario viviamo.
Di nulla, ci mancherebbe! :)
Ora mi fa ricordare quando al liceo sul libro di filosofia di Vattimo nel capitolo dedicato a Parmenide c'era scritto all'incirca: «Egli quindi stabilisce l'impossibilità che il non essere sia e che l'essere non sia.»
Sarà pur stato Parmenide però quel libro era particolarmente interessante perché si dovevano leggere i testi originali dei filosofi per poterne interpretare il commento e la spiegazione. :roll: In quarta e in quinta il libro nemmeno lo aprivamo più.

Ho notato che nel contesto anglofono, e perciò internazionale in genere, c'è in genere assai scarsa considerazione per la cultura e la lingua italiana soprattutto contemporanea, per le ragioni da Lei giustamente citate. Quei pochi che leggono autori italiani si concentrano quasi esclusivamente su Eco e Camilleri, e il primo non sempre piace. Salvo qualche eccezioni gli unici che hanno (ancora) un po' di stima sono soprattutto gli italoamericani per ovvi motivi.

In altri scenari culturali, come l'Europa orientale o i paesi arabi, m'è sembrato che ci sia un po' più di stima, però più per la nostra cultura del passato che per quella moderna. Almeno per quella letteraria intendo, le canzoni italiane moderne di solito piacciono. Bisognerebbe spiegarlo a quei giovani cantanti italiani che ormai cantan quasi solo in inglese.

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Animo Grato
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Intervento di Animo Grato »

Da dove comincio? La notizia è sconfortante di per sé: Firenze "rottama" il Giglio. Non si pensi a una riesumazione delle palle medicee, o a un'immagine del simpatico porcellino: il titolo continua precisando i contorni dell'insano progetto e dandoci un primo assaggio del forbito lessico dell'estensore dell'articolo: concorso sul web per trovare il nuovo brand. Nelle poche righe che seguono il pennaiuolo riesce ad affastellare: contest, on line, designer, web, start up, crowdsourcing, social network, merchandising, licensing, uno schizofrenico "responsabile sales e marketing"... Tutto questo sulla "Nazione": quando si dice "sciacquare i panni in Arno"... :roll: Se da una parte leggendo questo scempio non posso non provare una fitta di freudiana pulsione di morte, dall'altra rilevo, con una punta di perversa ammirazione, la perfetta coerenza stilistica tra l'idea dissennata e la lingua usata per descriverla. Probabilmente l'ispirato designer che si aggiudicherà il contest ci regalerà un'altra meraviglia da mettere in bacheca insieme al dinoccolato pupazzo di Italia '90, ma - chissà - la sua immaginazione potrebbe anche essere stregata dal profilo della celebre nappa dantesca: sarebbe davvero il colmo...
Per gli stomaci più forti, ecco il collegamento all'articolo:
http://www.lanazione.it/cronaca/2013/07 ... audi.shtml
Ultima modifica di Animo Grato in data gio, 01 ago 2013 12:27, modificato 1 volta in totale.
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu »

Illeggibile. Non sono andato oltre il sommario. Questa sequenza mi ha steso: «Firenze non è un brand ma avrà un brand, perché avere un brand…». Delle traversíe del povero simbolo di Firenze si parlò anche qui.

domna charola
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Intervento di domna charola »

Il new brand conterrà sicuramente Florence... :roll:
(pronta a scommetterci e spero di perdere)

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu »

Finalmente il piuttosto che disgiuntivo compare anche in un articolo di un giornale nazionale. Era una lacuna grave che occorreva colmare (qui l’articolo completo):

Questo vuol dire che i costosi investimenti che le telecom nazionali compiono per adeguare le infrastrutture di banda larga (di cui, poi, noi abbiamo l'eco in bolletta) sono, di fatto, inghiottiti (gratis) dai Quattro Cavalieri [Facebook, Google, Yahoo!, Microsoft, nota mia]: ogni minuto, su YouTube, vengono caricate, nel mondo, 100 ore di trasmissione video. Con piena soddisfazione degli utenti, possono sottolineare, con orgoglio, i dirigenti di Google piuttosto che di Facebook.

Laetamur.

Carnby
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Intervento di Carnby »

Annuncio pubblicitario in «italiano» sulla prima pagina di un giornale:
Fabiani – il clic più chicshop online.

Pubblicità di una catena di abbigliamento sportivo:
Costumi da piscina: uomo, donna e... girl! :shock:

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Animo Grato
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Intervento di Animo Grato »

L'avvenimento - scusate, l'evento... - principale di ieri pare sia stato il recupero della nota nave da crociera inopinatamente parcheggiata all'Isola del Giglio. Sono riuscito a schivare le varie dirette e gli streaming dedicati alla titanica operazione - così come non è mia abitudine sostare in rapita contemplazione di cantieri e lavori in corso - ma non sono sfuggito ai titoli di giornali e siti che hanno celebrato l'impresa.
Mi sento di citare solo questo: Costa Concordia, il time lapse delle operazioni.
La Concordia riemerge, l'italiano cola a picco - ma non fa notizia... :roll:
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

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Infarinato
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Intervento di Infarinato »

Animo Grato ha scritto:L'avvenimento - scusate, l'evento... - principale di ieri pare sia stato il recupero della nota nave da crociera inopinatamente parcheggiata all'Isola del Giglio. Sono riuscito a schivare le varie dirette e gli streaming dedicati alla titanica operazione…
…detta appunto parbuckling («sollevamento mediante lentía» o, piú semplicemente, «imbracatura»). :cry:

Andrea Russo
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Intervento di Andrea Russo »

Per non parlare della control room.
Ne avrei moltissime da dire, ma lo sconforto me lo impedisce.

Carnby
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Intervento di Carnby »

«Pubblicato il nuovo report del panel di scienziati delle Nazioni Unite [...]»
Letto stamattina qui.

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