Proposta di legge di iniziativa popolare

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Moderatore: Cruscanti

Avatara utente
Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Sí. Avevamo già capito che ci vuole scoraggiare. ;) Ma temo che non ci riuscirà. :D
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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u merlu rucà
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Intervento di u merlu rucà »

Trattasi di genetico realismo ligure. :D Facciamo due conti. Per raccogliere 60.000 firme (ne bastano 50.000 ma per essere tranquilli bisogna raccoglierne di più) occorrono circa 3000 moduli. Questo se ci si limita alle grandi città. Se si decide di coprire capillarmente tutto il territorio nazionale (circa 8000 comuni) allora il numero di moduli necessari sale vertiginosamente. Se si predispongono banchetti per la raccolta, è necessario prendere accordi con qualcuno che possa autenticare le firme. Si deve tener conto che presso i banchetti spesso vengono raccolte le firme di persone che sono iscritte nelle liste elettorali di vari comuni. Al termine della raccolta occorre procurarsi il certificato di iscrizione nelle liste elettorali di ciascuno. Insomma occorrono 'palanche' e un'organizzazione non indifferente.

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9607
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Intervento di Marco1971 »

Certamente. Ma se si rinuncia solo perché è difficile e improbabile, si adotta un atteggiamento fatalista. La vita è piena di eventi imprevisti e imprevedibili – nel bene e nel male – sicché bisogna tentare. E se a nulla varrà, non importa, avremo almeno la consolazione di aver compiuto un atto di coscienza civica. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Gino Zernani
Interventi: 136
Iscritto in data: lun, 11 lug 2005 18:19

Intervento di Gino Zernani »

Carissimi cruscanti,
volevo manifestarvi la mia ammirazione per la proposta. So che questa è poca cosa, allora, per non farla sembrar tale, permettetemi due riflessioni.
Il lavoro di Modna, preciso quanto inestimabile, rimane pur sempre strutturato come una dichiarazione di "intenti" più che una (proposta di) legge. A mio avviso servirebbe un testo redatto in "giuridichese", ma questo, ancora, allo stato attuale dei lavori, mi pare un dettaglio di forma non ineludibile.
Ciò su cui volevo volgere l'attenzione (attenzionare, brrr), di là dagli aspetti organizzativi, era sulll'efficacia giuridica di una legge così, ovviamente dando per acquisita l'utilità linguistica (alla quale sovrintendete, lasciatemelo dire, con maestria); ora, mentre i primi paiono già ben tratteggiati da U Merlu Ruca, sull'ultima mi pare manchi l'approccio pragmatico (Marco direbbe prammatico).
Da un punto di vista sociologico, prima che sociale, una legge è una regola che non può essere trasgredita; tuttavia, posto che l'iniziativa popolare vada a buon fine, cosa succede nel caso in cui venga disattesa? Quali sono le "sanzioni" (latu sensu) per chi contravviene?
Ora, lungi da me il "cassandrare", ma l'Italia è piena zeppa di leggi che non vengono rispettate perché le sanzioni sono inefficaci (quand'anche inesistenti) e il mio sospetto è che una legge senza "sanzioni" non abbia alcuna speranza di perseguire le (ambiziose) finalità che si prefigge: muore prima ancora di nascere.
Credo che su questo punto la platea dovrebbe approfondire la discussione.

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9607
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Intervento di Marco1971 »

Le sanzioni per chi contravviene sono le multe. E salate. :evil: :D
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Animo Grato
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Iscritto in data: ven, 01 feb 2013 15:11

Intervento di Animo Grato »

Scopro solo adesso questo filone - del resto, sono iscritto da poco - e mi piacerebbe sostenere questa lodevole iniziativa. Vedo però che l'ultimo intervento risale a parecchio tempo fa, e questo non mi fa presagire niente di buono...
Vi prego, ditemi che i sogni non sono morti all'alba!

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu »

Come dicevo qui, la proposta è stata pubblicata in una rivista di linguistica, LId’O. Perché possa essere presentata in Parlamento, servono cinquantamila firme…

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igrino
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Iscritto in data: lun, 24 set 2012 11:45
Località: Reggello (FI)

Intervento di igrino »

Salve,
Ho appena finito di leggere (un po' frettolosamente, lo ammetto) le sei pagine di questo filone: pensavo che, parallelamente alla legge d'iniziativa popolare, forse potrebbe essere una buona idea lanciare una petizione su http://www.change.org/it

Lo scopo non sarebbe tanto quello di proporre una legge quanto di sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema che, per esperienza diretta, non viene nemmeno percepito come tale.
Ultimamente le petizioni in linea veicolate tramite questo sito hanno avuto spesso successo e, contemporaneamente, vengono riprese dagli organi di stampa che ne danno quindi ulteriore diffusione.

Probabilmente andrebbe scritto un testo accattivante, personalmente punterei molto sul fatto che molti anziani sono completamente a digiuno d'inglese, che chieda al parlamento di attivarsi con una legge in difesa della nostra lingua.

Ripensandoci il testo preparato da Modna sarebbe già ottimo cambiandone il solo titolo e poco altro!

marmaluott
Interventi: 21
Iscritto in data: gio, 03 mag 2007 23:08

Intervento di marmaluott »

Marco1971 ha scritto:Bene. Ma che ne pensa lei (e che ne pensano gli altri) del testo redatto da Modna?
Da giurista per caso posso dire niente male, però forse ci vuole un tecnico ‒ vero, non come il sottoscritto ‒ per redigere un articolato… non credo che basti una semplice premessa!

Sulla proposta in generale: com’è stato giustamente detto, ha scarsissime probabilità di essere discussa, figuriamoci approvata. Di questi tempi, poi, il minimo che può accadere è sentirsi dire che dobbiamo uscire dalla crisi e non abbiamo tempo per sciocchezze come la lingua italiana… fidatevi, può accadere sul serio! Basti pensare a com’è abituato a esprimersi il penultimo presidente del Consiglio…

Ma non voglio fare il guastafeste, anzi.

A maggior ragione la proposta ha tutta la mia simpatia.

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