Elenco delle regole fantasma

Spazio di discussione su questioni che non rientrano nelle altre categorie, o che ne coinvolgono piú d’una

Moderatore: Cruscanti

Andrea Russo
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Intervento di Andrea Russo »

Ben fatto! Però andrebbe chiuso il filone così che ci sia solo la spiegazione (spazio per discutere ce n'è in abbondanza). In caso di aggiunte si può modificare semplicemente l'intervento.

Andrea Russo
Interventi: 763
Iscritto in data: dom, 23 ott 2011 22:37

Intervento di Andrea Russo »

Altra regola fantasma, da maestrina delle elementari: obiettivo con una b sola! Con due è assolutamente sbagliato.
Continuo a scriverlo con una b sola, certo, ma la grafia con la doppia non è condannabile.

Avatara utente
Sandro1991
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Intervento di Sandro1991 »

Si legga qui. Sta per diventare una regola fantasma?

Avatara utente
Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu »

Intende l'uso dell'articolo davanti a mamma, papà (babbo) preceduti dal possessivo? Nella mia variante regionale, dico mia mamma, mio papà, e suppongo che ci sia un'influenza sia del sostrato dialettale (dico infatti in dialetto me mama, me papà o me opà) sia, come avverte Patota nella Grammatica Italiana di Serianni, del modello di padre e madre, che rifiutano l'articolo.

La regola è la seguente: le forme alterate e familiari dei nomi di parentela richiedono l'articolo anche quando precedute da un possessivo (soccorretemi se dico inesattezze). Si dirà quindi mio zio, ma il mio zietto. Per completezza, riporto quanto afferma Serianni nella sua Grammatica:

Con padre, madre, figlio, figlia l'articolo si omette […]. L'articolo va espresso, invece, con le varianti affettive babbo, papà, mamma, figliolo, figliola […]. Nell'italiano familiare, specie fuor di Toscana, sono tuttavia ben saldi i tipi mia mamma e mio papà […].
Con altri singenionimi l'uso toscano predilige l'articolo, ma altrove è comune l'omissione, ben rappresentata, del resto, anche in scrittori toscani. Molti esempi senza articolo sono raccolti in BRUNET 1980: 34-43: «a mia sorella» (Cassola), «tua nonna» (Pratolini), «tua zia» (Landolfi), «tuo cugino» (Buzzati), «di mio nipote» (Tomasi di Lampedusa), «mio marito» (Sciascia), «mia cognata» (Moravia).
[IV, 52-53]

Avatara utente
Ferdinand Bardamu
Moderatore
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Iscritto in data: mer, 21 ott 2009 14:25
Località: Legnago (Verona)

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Ho pubblicato la seconda scheda, sul gerundio a inizio di frase.

Avatara utente
.Silvia.
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Intervento di .Silvia. »

Ferdinand Bardamu ha scritto:Nella mia variante regionale, dico mia mamma, mio papà, e suppongo che ci sia un'influenza sia del sostrato dialettale (dico infatti in dialetto me mama, me papà o me opà)
No, non credo. In milanese gli articoli ci sono eccome, eppure a Milano si dice "mia mamma" e "la mia mamma" viene avvertito come linguaggio infantile. Lo stesso vale per papà.
A te ricorro; e prego ché mi porghi mano
A trarmi fuor del pelago, onde uscire,
S'io tentassi da me, sarebbe vano.

Andrea Russo
Interventi: 763
Iscritto in data: dom, 23 ott 2011 22:37

Re: Elenco delle regole fantasma

Intervento di Andrea Russo »

Marco1971 ha scritto:4. È errato ma però.

5. È errato a me mi piace.
Per puro caso sono finito sulla rubrica di De Rienzo, dove, a proposito di ma però, purtroppo leggo (a parte la e maiuscola accentata con l'apostrofo!):
«E' vero [...] Tecnicamente si tratta di un pleonasmo, cioè di un'inutile ripetizione ("ma" e "però" significano la stessa cosa), e dunque si tratta sicuramente di un errore».

Lo stesso, poco più sotto, per a me mi piace.

Fausto Raso
Interventi: 1679
Iscritto in data: mar, 19 set 2006 15:25

Re: Elenco delle regole fantasma

Intervento di Fausto Raso »

Andrea Russo ha scritto:
Marco1971 ha scritto:4. È errato ma però.

5. È errato a me mi piace.
Per puro caso sono finito sulla rubrica di De Rienzo, dove, a proposito di ma però, purtroppo leggo (a parte la e maiuscola accentata con l'apostrofo!):
«E' vero [...] Tecnicamente si tratta di un pleonasmo, cioè di un'inutile ripetizione ("ma" e "però" significano la stessa cosa), e dunque si tratta sicuramente di un errore».

Lo stesso, poco più sotto, per a me mi piace.
Mi sembra inverosimile che Marco abbia potuto marcare come errate le due locuzioni sopra citate. :?
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

Avatara utente
Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Si tratta di regole fantasma, caro Fausto. E la citazione non è mia, è di De Rienzo. ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Fausto Raso
Interventi: 1679
Iscritto in data: mar, 19 set 2006 15:25

Intervento di Fausto Raso »

Marco1971 ha scritto:Si tratta di regole fantasma, caro Fausto. E la citazione non è mia, è di De Rienzo. ;)
Volevo ben dire! :D
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

Andrea Russo
Interventi: 763
Iscritto in data: dom, 23 ott 2011 22:37

Intervento di Andrea Russo »

Mi scuso se ciò che ho scritto è stato misinterpretato (dovrebbe essere giusto il termine...).

Comunque ho citato la rubrica di De Rienzo perché dovrebbe essere uno spazio in cui chiedere informazioni corrette sulla lingua italiana, e invece vi si trovano orrori d'ortografia, risposte superficiali che s'adattano alle idee sottese alle regole fantasma e obbrobriosi copia-incolla da Wikipedia (come per l'espressione cum grano salis).

Avatara utente
Marco1971
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Interventi: 9609
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Intervento di Marco1971 »

Andrea Russo ha scritto:Mi scuso se ciò che ho scritto è stato misinterpretato (dovrebbe essere giusto il termine...).
Sí, è corretto, anche se coniazione relativamente recente (1990) sul modello, piú o meno consciamente, dell’inglese misinterpret. La parola piú nostrale è fraintendere. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Fausto Raso
Interventi: 1679
Iscritto in data: mar, 19 set 2006 15:25

Intervento di Fausto Raso »

La rubrica "Scioglilingua" del Corriere della Sera in rete è stata soppressa alla fine dello scorso anno. Il titolare De Rienzo è deceduto a luglio scorso, la moglie ha preso il suo posto fino a dicembre. Poi la soppressione. Rinascerà?
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

Andrea Russo
Interventi: 763
Iscritto in data: dom, 23 ott 2011 22:37

Intervento di Andrea Russo »

Marco1971 ha scritto:
Andrea Russo ha scritto:Mi scuso se ciò che ho scritto è stato misinterpretato (dovrebbe essere giusto il termine...).
Sí, è corretto, anche se coniazione relativamente recente (1990) sul modello, piú o meno consciamente, dell’inglese misinterpret. La parola piú nostrale è fraintendere. :)
L'influenza inglese è ovvia, ma non riuscivo a farmi venire in mente fraintendere!
La ringrazio molto per il chiarimento. :D

PersOnLine
Interventi: 1303
Iscritto in data: sab, 06 set 2008 15:30

Intervento di PersOnLine »

Marco1971 ha scritto: La parola piú nostrale è fraintendere.
Mal interpretato avrebbe dato un significato diverso alla frase?

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