Dei calchi semantici

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valerio_vanni
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Intervento di valerio_vanni » gio, 02 mag 2013 15:55

Zabob ha scritto:Quindi, in italiano, nel primo caso si dovrebbe piuttosto dire che un concetto viene strecciato, facendo un altro calco semantico ("strecciare" esiste già ed è il contario di "intrecciare")…
Io questo verbo l'ho sentito usare nell'ambito del disegno tecnico al PC.
Però con la vocale aperta nella radice, a differenza del verbo "strecciare" già presente.

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Zabob
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Intervento di Zabob » gio, 02 mag 2013 16:40

La 'e' di strecciare è atona, come può essere aperta? comunque un disegno si può anche stracciare... :D

Aggiungo a quanto detto prima che è anche possibile che i lettori italiani di pubblicazioni tecniche in inglese (che per pigrizia o pretenziosità evitano i dizionari bilingui come la peste) potrebbero essersi imbattuti in qualche stressing the concept e averlo frainteso, ritenendo che volesse dire (anche per l'assonanza inconscia con stretch) "espandendo il concetto".
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

valerio_vanni
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Intervento di valerio_vanni » gio, 02 mag 2013 17:12

Zabob ha scritto:La 'e' di strecciare è atona, come può essere aperta?
Parlavo di radice "strec-". Certo che nell'infinito è atona, ma in alcune voci è accentata e lì salta fuori la differenza:

io strèccio = verbo importato da "stretch"
io stréccio = verbo "strecciare"

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama » ven, 03 mag 2013 19:09

Grazie a Lei, Zabob, per l’intuizione: la cosa mi sfuggiva del tutto, ma in effetti è chiaro che si tratta dell’inglese stretch «to use something in a way that would not normally be considered fair, acceptable, &c». In italiano, a seconda del contesto, si dice forzare, esagerare, far uno strappo

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Zabob
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Intervento di Zabob » gio, 30 ott 2014 10:35

Riprendo il filone dei calchi semantici per segnalare obbrobri come "redimere lo sconto", "redimere il codice" (per l'ingl. to redeem)... Fa pensare che l'oggetto della "redenzione" vada portato via dalle cattive frequentazioni e ricondotto sulla retta via.
Vale la pena dare un'occhiata a questo sito per la strabiliante percentuale di anglicismi (la palma va al "filotto" marketing management cross-channel), da cui estrapolo:
«Il consumatore potrà registrarsi o non registrarsi (se restio a dare i propri dati) alla App, ma ricevere ugualmente voucher e coupon sullo smartphone e redimere lo sconto alla cassa passandolo allo scanner o tramite la digitazione del codice veloce.» [perché non quick code, già che ci siamo? :evil:]
Mi rendo conto che possa non venire immediato trovare un vocabolo italiano che "si presti", ma, piuttosto che conferire un nuovo significato al verbo "redimere" a prezzo del ridicolo, penso sia meglio un semplice "ottenere" se si ha diritto a uno sconto, o un "utilizzare" (come suggerito da bab.la) se si tratta di un codice promozionale.
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GFR
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Intervento di GFR » gio, 30 ott 2014 15:35

Forse la traduzione assurda segnalata sopra è dovuta al fatto che il testo originale fosse in inglese e si sono limitati a usare un traduttore automatico; certo che a me dà un'idea di sciatteria.

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Zabob
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Intervento di Zabob » gio, 30 ott 2014 16:06

Lei è ottimista. Nessun traduttore automatico. È un'espressione ampiamente usata direttamente in italiano. Per darle la prova che un traduttore automatico, nel caso, avrebbe fatto meglio che certi umani, Google traduttore rende redeem the discount con "riscossione dello sconto", e redeem the code con "riscattare il codice".
Di più: il sito cui ho fornito il collegamento più sopra è di una ditta italiana, così come italiano è l'editore Giunti («Il cliente possessore di Giunticard riceverà una mail al mese per 5 mesi contenente ciascuna un codice promozionale da utilizzare entro 30 giorni e le istruzioni per redimere il codice sul sito Amazon») e italiana è l'eni («per redimere lo sconto NON deve essere compilata nessuna anagrafica su nessun sito internet»). Non si tratta di pagine scritte inizialmente in inglese e poi tradotte, ma concepite e scritte direttamente in italiano avendo probabilmente in mente "come si dice in inglese".
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GFR
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Intervento di GFR » gio, 30 ott 2014 18:03

E se invece fossero loro i puristi e noi (mi permetto di coinvolgerla nella celia, spero non si offenda :) ) i superficiali?
A proposito di redimere, leggo nel Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari del Corriere: 2. (nel l. giuridico) svincolare.
E il dizionario Treccani: 1. Riscattare, liberare; con valore generico, proprio o fig., è del linguaggio letter. o elevato.

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Zabob
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Intervento di Zabob » gio, 30 ott 2014 18:31

Nessun'offesa. Se pure "redimere" ha anche quel significato (bisogna vedere in quali contesti è stato usato, il Treccani dà anche un «[senso] finanziario (tuttavia ormai raro) di rimborsare, estinguere, ammortizzare un debito o una passività»), ammetterà che l'àmbito letterario o settoriale che gli competerebbe lo fa "stonare" negli esempi proposti, dato il diverso registro e la destinazione d'uso del messaggio.
In altre parole: chi adopera "redimere" con lo stesso senso di redeem non lo fa per dare sfoggio d'una ricercata conoscenza del lessico italiano (e il primo esempio proposto ne è una lampante riprova!), bensì per pigrizia, per non aver voglia di consultare un dizionario pensando che una parola somigliante vada bene lo stesso (l'uso farà poi "digerire" anche il nuovo significato).
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Intervento di Animo Grato » mer, 20 dic 2017 15:38

A proposito dell'uso peregrino di stressare, mi tocca segnalare che proprio oggi, 20 dicembre dell'anno del Signore 2017, tale verbo è stato adoperato in questa bislacca e anglicissima accezione da Federico Ghizzoni durante la sua [mediaticamente] attesissima audizione nell'ambito dell'inchiesta sulle banche («stressando di nuovo che era fatto...»: quindi qui varrebbe, anche sintatticamente, «ribadendo»).
Ora, Ghizzoni non si può certo annoverare tra i padri dell'italiano, ma temo che gli organi d'informazione, amplificando le sue dichiarazioni impregnate di quel linguaggio che simula l'obbiettività con un lessico ricercatamente asettico e, come in questo caso, fasullo, contribuiranno alla diffusione di quest'ennesimo scempio.
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
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Intervento di Ferdinand Bardamu » mar, 10 apr 2018 23:51

Intervista televisiva al presidente americano della Roma, che loda la capacità dell’allenatore di apportare «dramatic changes» alla formazione. La giornalista ha tradotto all’impronta le parole di James Pallotta cosí: «… ‹Cambiamenti drammatici›, ha detto cosí, ma l’ha inteso in senso positivo». :?

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Animo Grato
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Intervento di Animo Grato » mer, 11 apr 2018 3:25

Ferdinand Bardamu ha scritto:La giornalista ha tradotto all'impronta [«dramatic changes»] cosí: «… ‹Cambiamenti drammatici›, ha detto cosí, ma l’ha inteso in senso positivo». :?
Eppure non ci vuole un grosso sforzo d'immaginazione per intuire in questo uso di dramatic l'italiano drastico... :roll:
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Intervento di Carnby » mer, 11 apr 2018 9:40

Ferdinand Bardamu ha scritto:Intervista televisiva al presidente americano della Roma, che loda la capacità dell’allenatore di apportare «dramatic changes» alla formazione. La giornalista ha tradotto all’impronta le parole di James Pallotta cosí: «… ‹Cambiamenti drammatici›, ha detto cosí, ma l’ha inteso in senso positivo».
Mi risulta che l’italiano drammatico non avesse in origine un significato strettamente negativo come ha assunto più di recente. La frase stona, ma non siamo al livello dell’*olio di castoro (castor oil, olio di ricino) o dell’*arpa ebraica (Jew’s harp, scacciapensieri).

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Intervento di Animo Grato » mer, 11 apr 2018 12:37

Carnby ha scritto:La frase stona, ma non siamo al livello [...] dell’*arpa ebraica (Jew’s harp, scacciapensieri).
Mi ha fatto tornare in mente il surreale doppiaggio dei Blues Brothers (ed eravamo nel 1980!). Durante la visita all'orfanotrofio il nostalgico Dan Aykroyd ricorda i bei tempi in cui il personaggio interpretato da Cab Calloway suonava per i "fratelli" l'arpa in cantina. Si fa fatica a immaginare, in una pellicola imperniata sulla musica blues, Cab Calloway che strimpella la toccata di Paradisi (reminiscenza dello storico intervallo della Rai), magari con un serto d'alloro sulla fronte. Il fatto è che harp significa anche armonica a bocca, e tutto a un tratto le cose riacquistano un senso.
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
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