Dei calchi semantici

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Zabob
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Intervento di Zabob » sab, 27 apr 2013 11:06

Tornando ai calchi semantici: credo di non aver ancora citato to introduce, reso con "introdurre" anziché con "presentare".
Ecco un paio di esempi tratti dal dialogo "Le buone conversazioni nascono sul posto di lavoro" del Corso di inglese online di Englishtown:
- «I don't think we have been introduced I am Daniel. I work in the marketing department.» = «Non credo che ci abbiano mai presentati, mi chiamo Daniel. Lavoro nel reparto marketing.» (questo è OK 8) )
- «It is nice to have a new member on the team. Let me introduce you to everyone.» = «E' bello avere un nuovo membro nel team. Lascia che ti introduca a tutti gli altri.» (questo no!)

A me un presentatore che annunci l'ingresso di un'artista con «E ora, cari amici, lasciatemi introdurre Pincapalla» fa immaginare che intenda avere con la suddetta un... ehm... intercourse sul palco.
Ultima modifica di Zabob in data gio, 02 mag 2013 14:22, modificato 1 volta in totale.
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » sab, 27 apr 2013 12:17

Concordo, e allargherei la critica a tutta la costruzione: lascia/lasciatemi introdurre Tizio, ch’è un calco di let me introduce. Io direi molto piú spontaneamente ti/vi presento Tizio o permettimi/permettetemi di presentarvi Tizio.

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama » sab, 27 apr 2013 16:18

Nota a margine: capisco marketing, ma team per squadra è proprio necessario? :)

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Zabob
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Intervento di Zabob » mar, 30 apr 2013 19:48

"Stressare" è verbo formato sul sostantivo d'importazione stress e con un preciso significato, a tutti ben noto. Quello che forse non tutti sanno è che il verbo to stress, in inglese, viene adoperato anche (transitivamente e intransitivamente) con un altro senso; forse la presenza di vari analoghi in italiano (sottolineare, rimarcare, dare risalto...) ha impedito che il nostro "stressare" venisse usato anche con tali significati, fino ad ora. O meglio, fino a poco fa.
Pertanto ritengo di poter collocare "stressare", limitatamente a queste nuove accezioni, fra i calchi semantici.

Ecco una carrellata di esempi, anche di provenienza "libresca", per farsi un'idea:
«Bisogna fare in fretta», ha quindi aggiunto il guardiano dei conti pubblici europei, stressando il fatto che «sarà difficile per la Bce continuare a dare liquidità alle banche irlandesi». (La Stampa, 17/11/2010)
Qui un "rimarcando" sarebbe stato benissimo.
Tale dinamica [il fenomeno del mobbing, N.d.Z.], in realtà, è stata sempre presente in determinati ambiti (compreso quello lavorativo) anche se si va ad indagare in tempi non recenti, nei quali non si avvertiva certamente la necessità di stressare l'attenzione su questa problematica. (P. Cendon, Il risarcimento del danno non patrimoniale)
E qui stava bene un sano "richiamare".
I limiti comprensibili e prevedibili dell'uso esclusivo dei questionari descrittivi per la valutazione psicologica (...) hanno condotto a stressare la necessità di una loro integrazione con altre forme di rilevazione, quali i test proiettivi e le interviste-colloqui. (A. Castiello d'Antonio, Psicodiagnosi manageriale)
Curiosamente, in un altro libro dello stesso autore, L'assessment delle qualità manageriali e della leadership [sic!], uscito pochi mesi fa a distanza di dieci anni da quello citato, compare la stessa frase con "sottolineare" al posto di "stressare". Mistero buffo.

Come se non bastasse, accanto all'uso col significato appena visto, "stressare" può assumere in italiano un valore che credo non abbia nemmeno l'inglese to stress, ovvero quello di "estendere, dilatare, ampliare, talora in maniera forzata".
Non altrimenti si spiega il senso di questo verbo nelle seguenti frasi:
La natura dei fenomeni sperimentati dall'inventore bolognese [Marconi], legati alla trasmissione e alla ricezione di segnali radio a grande distanza, lo obbligavano [sic: il soggetto è "la natura"] a stressare ancor di più il concetto, già vacillante, di laboratorio tardo ottocentesco. Svolse infatti tutti tutti [sic] i suoi più importanti esperimenti in luoghi anomali per la scienza: ... (M. Temporelli, Il codice delle invenzioni: da Leonardo da Vinci a Steve Jobs)
La tendenza, infatti, è di brandizzare tutto quello che passa accanto, ma non conviene: non si può stressare un concetto oltre un certo limite. (F. Sartor, addetto stampa del Gruppo Benetton)
Ultima modifica di Zabob in data gio, 02 mag 2013 15:02, modificato 6 volte in totale.
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

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Intervento di Ferdinand Bardamu » mar, 30 apr 2013 20:16

Stressare per rimarcare mi mancava. Non l’avrei nemmeno potuto immaginare, a dir la verità.

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Intervento di Souchou-sama » mar, 30 apr 2013 20:22

Zabob ha scritto:stressare l'attenzione su questa problematica
E figuriamoci. :roll:
Zabob ha scritto:"estendere, dilatare, ampliare, talora in maniera forzata"
Questo (nuovo?) significato mi lascia piuttosto perplesso…

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Intervento di .Silvia. » mar, 30 apr 2013 21:37

Ferdinand Bardamu ha scritto:Stressare per rimarcare mi mancava. Non l’avrei nemmeno potuto immaginare, a dir la verità.
Concordo. Il fatto che qualcuno l'abbia usato non è sufficiente ad elevarlo ad accezione comunemente in uso. Trattasi di uso creativo (per l'autore che ha sentito il bisogno di servirsene). Un imperatore nudo che si pavoneggia dei bei vestiti indossati (inesistenti).
A te ricorro; e prego ché mi porghi mano
A trarmi fuor del pelago, onde uscire,
S'io tentassi da me, sarebbe vano.

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Intervento di Ferdinand Bardamu » mar, 30 apr 2013 21:45

.Silvia. ha scritto:
Ferdinand Bardamu ha scritto:Stressare per rimarcare mi mancava. Non l’avrei nemmeno potuto immaginare, a dir la verità.

Concordo. Il fatto che qualcuno l'abbia usato non è sufficiente ad elevarlo ad accezione comunemente in uso. Trattasi di uso creativo (per l'autore che ha sentito il bisogno di servirsene). Un imperatore nudo che si pavoneggia dei bei vestiti indossati (inesistenti).
Tra l’altro, la presenza d’un’altra accezione ben distinta crea un effetto di grande ridicolaggine. Lo paragonerei a processare nel significato di to process, cioè ‹elaborare›: il compiuter sta processando i dati… si appelleranno alla clemenza della corte. :roll:

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Intervento di .Silvia. » mar, 30 apr 2013 23:08

Ferdinand Bardamu ha scritto: Tra l’altro, la presenza d’un’altra accezione ben distinta crea un effetto di grande ridicolaggine. Lo paragonerei a processare nel significato di to process, cioè ‹elaborare›: il compiuter sta processando i dati… si appelleranno alla clemenza della corte. :roll:
Meno brutto di quello "stressare" dall'accezione creativa. Se non altro, abbiamo un processio in latino da cui è derivato il termine "processione", che dà un'idea di avanzamento, movimento, passaggio... Con questo non voglio dire che sia preferibile al verbo "elaborare", solo leggermente più accettabile dell'altro esempio.
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Intervento di Zabob » mar, 30 apr 2013 23:31

.Silvia. ha scritto:Il fatto che qualcuno l'abbia usato non è sufficiente ad elevarlo ad accezione comunemente in uso. Trattasi di uso creativo
Non è un uso creativo, ma modellato su quello inglese: stressing the need, per dirne una, ha oltre 7 milioni di attestazioni sulla rete!
Ferdinand Bardamu ha scritto:Tra l’altro, la presenza d’un’altra accezione ben distinta crea un effetto di grande ridicolaggine.
Che vuole, questione d'abitudine; fra qualche anno non rideremo più (temo).
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

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Intervento di .Silvia. » mer, 01 mag 2013 0:33

Zabob ha scritto:
.Silvia. ha scritto:Il fatto che qualcuno l'abbia usato non è sufficiente ad elevarlo ad accezione comunemente in uso. Trattasi di uso creativo
Non è un uso creativo, ma modellato su quello inglese: stressing the need, per dirne una, ha oltre 7 milioni di attestazioni sulla rete!
A che serve citare i 7 milioni dell'accezione inglese? In inglese è normale. In italiano no.
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Intervento di Jonathan » mer, 01 mag 2013 6:32

Ferdinand Bardamu ha scritto:Stressare per rimarcare mi mancava. Non l’avrei nemmeno potuto immaginare, a dir la verità.
Io invece lo conosco da molti anni (quasi da una vita, direi) e l'ho pure usato — solo una constatazione, non ne vado fiero.

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Intervento di Zabob » mer, 01 mag 2013 8:47

Deduco, gentile Silvia, che lei considera "creativo" anche l'uso di realizzare in una frase come, chessò: "ho realizzato che potevo farcela". In inglese è normale. In italiano no.

Ciò che a mio avviso, per dirla con le parole di Ferdinand, «crea un effetto di grande ridicolaggine» è il trovare "stressare" applicato non, come di consueto, in riferimento a persone, o, al limite, animali ("il mio gatto mi sembra un po' stressato ultimamente"), bensì a "nomi di cosa" (come si chiamano alle elementari) e per di più astratti come necessità, attenzione, concetto...
Ecco un'altra perla proveniente, questa volta, da una traduzione:
Gestire eterogeneità in una unione valutaria è la prima sfida identificata. Essa porta a stressare il bisogno di completare il mercato unico, ridurre l'impatto pro ciclico del tasso di interesse reale della Bce permettendo al canale del «tasso di cambio reale» di funzionare meglio.
Io m'immagino questo "bisogno di completare il mercato unico" preso energicamente per le braccia, scrollato, e severamente rimbrottato perché si decida a fare il suo dovere.
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Intervento di domna charola » gio, 02 mag 2013 9:40

Zabob ha scritto:Tale dinamica [il fenomeno del mobbing, N.d.Z.], in realtà, è stata sempre presente in determinati ambiti (compreso quello lavorativo) anche se si va ad indagare in tempi non recenti, nei quali non si avvertiva certamente la necessità di stressare l'attenzione su questa problematica. (P. Cendon, Il risarcimento del danno non patrimoniale)
E qui stava bene un sano "richiamare".)
In questo caso, almeno, più che "creativo", finisce per assumere involontariamente un altro senso: "stressare l'attenzione" è quasi come dire "rompere le ***** ", cioè, l'astratto "attenzione" mi si trasforma come immagine nella concreta persona suo malgrado attenta e che viene, appunto "stressata" con l'insistere sull'argomento... involontariamente, finisce per far ridere, perché dal contesto iniziale sembra voler enfatizzare il problema del mobbing, ma poi si tradisce notando che tutto ciò, appunto, "stressa", ma nel senso classico del termine...

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Zabob
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Intervento di Zabob » gio, 02 mag 2013 14:09

Souchou-sama ha scritto:
Zabob ha scritto:"estendere, dilatare, ampliare, talora in maniera forzata"
Questo (nuovo?) significato mi lascia piuttosto perplesso…
Grazie per la dritta, Souchou-sama :D !
In effetti, chi sta stressando un concetto (nel senso di ampliarlo, non di sottolinearlo) non sta facendo un calco dell'ingl. to stress, ma del fonologicamente simile to stretch: infatti in inglese si dice to stretch a concept nel senso di "allargare", e to stress a concept in quello di "sottolineare", "ribadire", ecc.
Quindi, in italiano, nel primo caso si dovrebbe piuttosto dire che un concetto viene strecciato, facendo un altro calco semantico ("strecciare" esiste già ed è il contrario di "intrecciare"), anziché usare in maniera doppiamente abusiva quello "stressato", stressandolo ad altri significati e generando ambiguità. Perché si può scrivere matchare ma non stretchare? :roll:
Ultima modifica di Zabob in data gio, 02 mag 2013 18:05, modificato 1 volta in totale.
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