Finalmente una bella notizia!

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domna charola
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Intervento di domna charola » mar, 29 lug 2014 10:15

Sarà la realtà ad andargli incontro...

Il Politecnico è un'Università privata, per la quale le tasse degli iscritti, piuttosto elevate, sono fondamentali.
La controparte del pagare una cifra, è che alla fine "si trova lavoro".
Però "alla fine" occorre arrivarci.
Ora, già gli esami sono difficili da passare (e su questo punto non si può cedere, pena quell'immagine di "qualità" che fa sì che il laureato sia richiesto dal mercato); se poi si aggiunge l'ulteriore barriera del sapersi esprimere in inglese correntemente, la cosa diventa ancora più difficile.

Insomma, secondo me se aggiungono il filtro della lingua inglese, alla fine perdono iscritti. Non perché essa non sia attrattiva o vincente sul mercato, bensì perché si ridurrebbero drasticamente le possibilità di arrivare alla laurea.

PersOnLine
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Intervento di PersOnLine » mar, 29 lug 2014 19:06

Secondo Wilipedia è un'università statale

domna charola
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Intervento di domna charola » mer, 30 lug 2014 9:12

Ero convinta del contrario, date le tasse e il tipo di gestione...

Carnby
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Intervento di Carnby » mer, 30 lug 2014 19:50

domna charola ha scritto:Ero convinta del contrario, date le tasse e il tipo di gestione...
Resta il sospetto (o la certezza) che l'«iniziativa» venga fatta per soldi.

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Intervento di Infarinato » mar, 30 mag 2017 17:56

Infarinato ha scritto:
PersOnLine ha scritto:Mi scusi, Infarinato, ma cos'è successo di nuovo?
Che (almeno per il momento) il Politecnico se ne sbatte della sentenza del TAR… e rischia seriamente di spuntarla.
E invece:D

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Intervento di Infarinato » lun, 05 feb 2018 14:44


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Intervento di Ferdinand Bardamu » gio, 15 feb 2018 13:16

Ottima notizia! Vedo che le ragioni della sentenza sono le stesse nostre:
  • […] l’esclusività della lingua straniera "estrometterebbe integralmente e indiscriminatamente la lingua ufficiale della Repubblica dall'insegnamento universitario di intieri rami del sapere" […] "imporrebbe, quale presupposto per l'accesso ai corsi, la conoscenza di una lingua diversa dall'italiano, così impedendo, in assenza di adeguati supporti formativi, a coloro che, pur capaci e meritevoli, non la conoscano affatto, di raggiungere “i gradi più alti degli studi”, se non al costo, tanto in termini di scelte per la propria formazione e il proprio futuro, quanto in termini economici, di optare per altri corsi universitari o, addirittura, per altri atenei" […] "potrebbe essere lesiva della libertà d'insegnamento, poiché, per un verso, verrebbe a incidere significativamente sulle modalità con cui il docente è tenuto a svolgere la propria attività, sottraendogli la scelta sul come comunicare con gli studenti, indipendentemente dalla dimestichezza ch'egli stesso abbia con la lingua straniera; per un altro, discriminerebbe il docente all'atto del conferimento degli insegnamenti, venendo questi necessariamente attribuiti in base a una competenza - la conoscenza della lingua straniera - che nulla ha a che vedere con quelle verificate in sede di reclutamento e con il sapere specifico che deve essere trasmesso ai discenti".
Qui la reazione del presidente dell’Accademia della Crusca (avrebbero fatto meglio a chiudere i commenti, però :roll: ).

shogun
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Intervento di shogun » lun, 19 feb 2018 19:16

Carnby ha scritto:
domna charola ha scritto:Ero convinta del contrario, date le tasse e il tipo di gestione...
Resta il sospetto (o la certezza) che l'«iniziativa» venga fatta per soldi.
Probabilmente anche per mentalità e intenzioni.

Tipo... mi trasferisco a Tokyo però voglio studiare in inglese, parlare in inglese, mangio da McDonald e Pizza Hut, ascolto un Bruno Mars ecc.. e frequento solo gli autoctoni con lo stesso stile, anzi pretendo che l'élite locale sia formata allo stesso modo.
Il Giappone non mi interessa (che ci vado a fare allora?)

L'idea di un'élite globale connessa ma anglicizzata, superficiale, appiattita, senza cultura e falsamente cosmopolita.

Viaggiare senza dover conoscere nulla, una standardizzazione forzata che elimina il "problema" del doversi integrare in una qualsiasi cultura locale, anzi... cancelliamo il problema alla radice cominciando a imporre una sola lingua....

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