Nasce «Incipit», osservatorio sui forestierismi incipienti

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Ferdinand Bardamu
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Nasce «Incipit», osservatorio sui forestierismi incipienti

Intervento di Ferdinand Bardamu » mer, 30 set 2015 12:14

L’altr’ieri l’Accademia della Crusca ha annunciato la nascita di Incipit, un gruppo che si propone di «monitorare i neologismi e forestierismi incipienti, nella fase in cui si affacciano alla lingua italiana e prima che prendano piede» e di «[suggerire] alternative agli operatori della comunicazione e ai politici».

Il gruppo, di cui fa parte anche il Serianni, si è formato a seguito della petizione di Annamaria Testa, «#Dilloinitaliano». La prima proposta riguarda l’anglicismo hot spots, comparso nella cronaca ultimamente nel racconto delle traversie dei migranti. Il traducente del gruppo è centri di identificazione dei migranti, che, a mio avviso, è un po’ troppo lungo e non tien conto della traduzione ufficiale dell’Unione Europea, vale a dire punti di crisi (qui un esempio tratto dal sito del Senato).

Noto comunque, con perplessità, che nello stesso comunicato stampa si parla di «atti in forma di e-book», con l’anglicismo cosí, scritto in tondo… :roll:

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Millermann
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Intervento di Millermann » mer, 30 set 2015 15:55

Mi sembra un'ottima iniziativa, e fa piacere scoprire che, anche al di fuori di questo fòro, ci sono tante altre migliaia di persone che hanno firmato una petizione in favore della nostra lingua! :)

Per quanto riguarda invece l'anglicismo e-book, cosa dire? Certo, a lei è saltato subito all'occhio, e lo stesso sarebbe accaduto alla maggior parte di chi scrive in questo foro, ma agli altri? L'autore del comunicato da lei indicato ha anche avuto l'accortezza di scrivere, in tondo, il termine esattamente come appare, ormai, nei principali dizionari italiani (cioè col trattino).
Tra l'altro, il Gabrielli lo dà come s.m. inv., mentre il Treccani riporta: pl. e-books. :?

Certo che, se avesse scritto «libro elettronico», o anche solo «e-libro», avrebbe fatto un altro effetto... ma questo, sí, andava scritto in corsivo, non essendo presente sui vocabolari!
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Intervento di domna charola » mer, 30 set 2015 16:29

Casomai con l'asterisco, come "parola inesistente" (per ora), ma secondo me in tondo, se la consideriamo valida come adattamento italiano; ma anche se non la considerassimo valida, non sarebbe nemmeno una parola straniera, quindi non potrebbe richiedere il corsivo. resterebbe una parola inesistente in qualsiasi lingua.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » mer, 30 set 2015 16:31

Millermann ha scritto:Per quanto riguarda invece l'anglicismo e-book, cosa dire? Certo, a lei è saltato subito all'occhio, e lo stesso sarebbe accaduto alla maggior parte di chi scrive in questo foro, ma agli altri?
Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. :)

Io credo che libro elettronico, senz’alcun accorgimento tipografico, sarebbe stata la scelta migliore, la piú spontanea, la meno appariscente. E la piú coerente con l’intento — o dovrei dire la mission? — che si prefigge il gruppo.

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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello » mer, 30 set 2015 17:47

Ferdinand Bardamu ha scritto:Io credo che libro elettronico, senz’alcun accorgimento tipografico, sarebbe stata la scelta migliore, la piú spontanea, la meno appariscente.
Secondo me, caro Ferdinand, qui lei dimostra troppa rigidezza. Nella pagina di descrizione si legge "Il libro è disponibile in tre lingue (italiano, francese e spagnolo), in versione elettronica e, su richiesta, anche in versione cartacea."

Va benissimo così. Si può senz'altro scrivere e-book, è un'etichetta riconoscibile da tutti anche e soprattutto in ambito commerciale. E se in alternativa si dice in versione elettronica, si usa la variatio che a tanti italiani piace molto - spero a lungo e che la si insegni ancora nelle scuole e che la si assimili facendo buone letture - ed è infatti uno degli aspetti che caratterizza l'italiano e lo differenzia dall'inglese che per sua natura si appiattisce nella fastidiosa ripetizione dello stesso termine a distanza ravvicinata.

Perché cercare di incatenare le persone a usare sempre e solo la stessa parola autoctona?

Usando quindi sia e-book sia libro in versione elettronica si è più vicini al genio dell'italiano, alla sua flessibilità, alla sua capacità di ravvivare la scrittura con la variatio.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » mer, 30 set 2015 18:47

Nessuna intenzione di incatenare le persone a nulla, ci mancherebbe! :)

Rilevavo solamente che, nell’esempio di cui parliamo, sarebbe stato piú opportuno usare l’italiano, anche per coerenza rispetto all’intento del gruppo in questione.

Peraltro, l’anglicismo non si rendeva qui necessario per evitare ripetizioni, visto che si trova in una parentetica, che dà un’informazione secondaria, non ulteriormente sviluppata.

Scegliendo e-book in questo contesto, in una notizia data quasi di sfuggita, si afferma implicitamente che è questa la denominazione preferibile per l’oggetto.

Si è fatta questa scelta perché e-book «è un’etichetta riconoscibile da tutti anche e soprattutto in ambito commerciale»? D’accordo, ma per lo scopo didattico della Crusca, e per quello civico a cui essa mira con quest’iniziativa, libro elettronico avrebbe dovuto essere la prima soluzione. Prescindendo dall’ambito commerciale, dubito che ci sia qualcuno che non capisca immediatamente un traducente cosí elementare.

Ripeto: non dico che la Crusca debba bandire del tutto i forestierismi (ma questa è, spero, una precisazione innecessaria); mi aspetterei però che almeno quest’istituzione privilegiasse le parole italiane, soprattutto in casi come questo, in cui una traduzione facile facile è a portata di mano.

Quanto alla variatio, non posso che concordare con lei.

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Intervento di Millermann » mer, 30 set 2015 19:08

domna charola ha scritto:Casomai con l'asterisco, come "parola inesistente" (per ora), ma secondo me in tondo, se la consideriamo valida come adattamento italiano; ma anche se non la considerassimo valida, non sarebbe nemmeno una parola straniera, quindi non potrebbe richiedere il corsivo. resterebbe una parola inesistente in qualsiasi lingua.
Grazie, Domna Charola: è sempre bello quando s'impara qualcosa di nuovo! Non sapevo che, a differenza dei forestierismi non acclimatati, le parole italiane non attestate richiedessero l'asterisco! :oops: Credevo che quest'ultimo denotasse solo parole o frasi impossibili o agrammaticali.
Ovvio che, in questo caso, l'unica scelta possibile sarebbe stata quella di scrivere, nel caso, «e-libro» in tondo. :)

P.S. Non avevo affatto notato il collegamento alla pagina del libro stesso, che si riscatta abbondantemente: nessuna, proprio nessuna traccia d'anglicismi. Dentro l'uovo, quindi, c'era la sorpresa! :D
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Intervento di Animo Grato » mer, 30 set 2015 21:52

Ho appena letto l'annuncio del primo vagito di Incipit, e mi duole dire (molto sommessamente) che secondo me si è partiti col piede sbagliato.
Riporto la motivazione della bocciatura di hot spot[s]:
[I]l gruppo “Incipit” prende posizione contro l’uso del termine Hot spots per indicare i futuri Centri di identificazione dei migranti che entrano nell’UE, e invita ad adoperare il corrispondente italiano. Infatti il termine inglese, per quanto ora adottato nell’inglese burocratico dell’UE, ha già altre connessioni semantiche assolutamente diverse che si sovrappongono pericolosamente al presunto senso nuovo (ad es. “punto di connessione Wi-Fi”, “locale alla moda”, per non considerare i vari impieghi italiani di “hot” in contesti ludici, sessuali e alimentari) occultandone il reale significato, serio e drammatico per la vita delle persone che entreranno in questi Centri. “Hot spots” nella nuova accezione risulta offensivo, elusivo rispetto alla realtà, dunque politicamente scorretto.
Mi pare delirante: si fa la cosa giusta per la ragione sbagliata. Nessun accenno all'incompatibilità dell'anglicismo con la fonotassi dell'italiano. Il motivo principale sarebbe - udite! udite! - che hot spot non va bene in inglese! Fatemi capire: dopo aver lasciato per anni che l'italiano fosse sfigurato dall'adozione indiscriminata financo dei più effimeri forestierismi che un refolo maligno sospingesse al di qua delle Alpi, oggi avremmo la pretesa di spiegare agli inglesi come devono usare la propria lingua. E questa è già di per sé un'assurdità. Se ci aggiungiamo che il criterio del buon uso dovrebbe essere la mai abbastanza vituperata political correctness (che mi compiaccio di lasciare intradotta, marchiando a fuoco la sua esclusione dal consorzio delle idee civili), la frittata è fatta.
Se queste sono le premesse di Incipit, è meglio passare direttamente a De profundis. :roll: :roll: :roll:
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

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Intervento di Roberto Crivello » mer, 30 set 2015 23:53

Ma no, vogliono dire che hot compare già in termini in uso in italiano con connotazioni diverse, non pertinenti e inadeguate, come hot dog, hot pants, hot line e così via.

Semmai è strano che propongano centri di identificazione quando, come fatto notare da Ferdinand, esiste già punti di crisi che va abbastanza bene. Questo sì che è partire con il piede sbagliato, ossia proporre soluzioni senza controllare prima se ne esistano altre abbastanza appropriate e già in uso.

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Intervento di domna charola » gio, 01 ott 2015 10:50

Millermann ha scritto:Non sapevo che, a differenza dei forestierismi non acclimatati, le parole italiane non attestate richiedessero l'asterisco! :oops: Credevo che quest'ultimo denotasse solo parole o frasi impossibili o agrammaticali.
Diciamo che non riesco a considerare e-libro come "parola italiana": io la vedo come una formazione ibrida creata artificiosamente a tavolino, ma non mi sembra italiana. Per questo approdavo alla soluzione dell'asterisco che, come mi viene fatto notare in un filone appositamente aperto, è però solo settoriale in alcune branche della linguistica, e quindi non va bene.

E-libro starebbe come abbreviazione di elettronico-libro?
Già questa è una costruzione che non mi sembra prettamente italiana.
Ad esempio, dico "marmocolonna" (ecco, qui mi verrebbe l'asterisco: parola inesistente che ricostruisco per ipotesi usando un certo modello o schema, ma che non sorgerebbe spontaneamente secondo le regole della lingua in cui mi sto esprimendo... un uso, ovviamente, molto "tirato per i capelli"), o colonna marmorea?

Forse sono troppo all'antica e fatico a digerire l'evoluzione della lingua, però questo tipo di formazione dei neologismi non mi convince. Fatico a digerirla, questo volevo dire.

guidoalberto
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Intervento di guidoalberto » mar, 03 gen 2017 22:49

Buonasera,
consultando il sito della crusca mi pare di capire che il gruppo incipit si è espresso finora su 19 vocaboli in tutto
:shock:
È corretto o sono io che non riesco a trovare il collegamento giusto?

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