Del significato dei vocabolari

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Marco1971
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Del significato dei vocabolari

Intervento di Marco1971 » mer, 23 ago 2017 0:16

Credo di averne già parlato, ma giova forse ripeterlo: oggi i dizionari (che sono spesso rifacimenti o scopiazzamenti) non dovrebbero avere tutto quel credito che gli si dà, solo perché è «l’ultima edizione». Appunto, l’ultima edizione è spesso la peggiore.

Perché? Perché i compilatori sono acritici, non hanno alcun senso del passato e del futuro (e men che meno del presente), e per questo motivo registreranno termini superflui, transeunti, specie stranieri, effimeri o no; ma piú termini stranieri ci sono, meglio si vende: perché i dizionari, ricordiamolo e sottolineiamolo, intendono, prima di tutto, vendere il loro prodotto, e non certo dare buoni consigli sul buon uso della lingua italiana.

Tutto questo per sfatare il mito del dizionario, che, oggi, non ci dà piú consigli, ma ci offre uno specchio di come male parliamo e scriviamo.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Olgi Valnisi
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Iscritto in data: mar, 26 giu 2012 11:25

Intervento di Olgi Valnisi » mar, 05 set 2017 15:20

Il suo intervento mi ha riportato alla mente un vocabolo - indimenticabile, in effetti - inserito tra i neologismi in un volume di aggiornamento del Treccani: "gifuniano " (dal nome dell'ex Segretario Generale della Presidenza della Repubblica). Vocabolo diventato fulmineamente desueto, mi pare.

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